opinioni caeranesi

A futura memoria. Il pessimismo ai tempi del coronavirus.

In questo momento di sorprendente, violenta e tragica epidemia che sta seminando morti ovunque e che ha messo in discussione le nostre sicurezze, le nostre eccellenze sanitarie, i nostri successi economici, i nostri alti standard di vita, e che ci costringe ad una forzata clausura, sono pochi gli elementi consolanti: il silenzio quasi irreale che ci avvolge e la diminuzione drastica dell’inquinamento atmosferico. 

Altre note “positive” di questo drammatico presente sono la considerazione per i medici e gli infermieri, i volontari di varia natura e la consueta predisposizione alle donazioni degli italiani, organizzate da tv e giornali, nei momenti dei disastri. Il corona virus ha poi interrotto finalmente e quasi completamente la campagna elettorale perenne di Salvini e le sue ossessive comparsate in tutte le televisioni. Per un po’ siamo quasi salvi da Salvini.

Oltre a questi aspetti, soprattutto tragici e secondariamente positivi, aleggia anche la speranza che questa pandemia ci serva di lezione e ci restituisca, tra qualche mese, un’Italia diversa e migliore, un’Italia che investa su sanità e cultura, su scuola e ricerca, un’Italia che paghi le tasse ed elimini il lavoro nero, un’Italia che rispetti l’ambiente e combatta i cambiamenti climatici, un’Italia che invece di criticare l’Europa, la Francia e la Germania, faccia i conti con i suoi mali e con le riforme da fare, un’Italia che non scarichi sui migranti la propria incapacità di risolvere i suoi problemi sociali, il ripristino delle zone terremotate, la mancanza di lavoro ecc.

Succederà tutto questo?

Non facciamoci illusioni. Appena finito il corona virus tutto tornerà come prima. Molti politici, che anche adesso continuano a criticare tutto e il contrario di tutto, invece che fare squadra, riprenderanno le loro consuete guerre elettorali e le loro sparate irrealistiche, pur di guadagnare voti. I giornalisti li seguiranno e moltiplicheranno a dismisura le loro ingannevoli promesse.

Gli evasori fiscali, protetti dai loro sponsor politici, continueranno ad evadere Irpef, Iva e a praticare il lavoro nero. I medici continueranno ad essere aggrediti ed intimiditi per qualsiasi disgrazia che capiti negli ospedali. Come gli insegnanti nelle scuole, per qualsiasi problema dei figli. La gente continuerà ad essere insoddisfatta ed a pretendere di tornare ad avere quei livelli di vita del passato recente, che la globalizzazione e i cambiamenti epocali avvenuti nel mondo non possono più garantire agli europei e agli italiani. Torneranno al centro del dibattito politico lo slogan “Prima gli italiani” e il problema dei migranti, oggi misteriosamente sparito, a dimostrazione del bluff elettorale che è stato, soprattutto negli ultimi tempi. Seguiranno altri casi Bibbiano o simili, da strumentalizzare cinicamente, a fini politici.

Torneranno ad imperversare anche i criticoni del web, che non sono mai scomparsi del tutto, ancora più squallidi in questo periodo, pronti di nuovo a bersi e a condividere ogni cosa, dai complotti delle scie chimiche, dei Soros di turno, alla pericolosità dei vaccini, dalla tiritera dei poteri forti e dei loschi interessi di chi vuole distruggere il nostro paese e la nostra economia, alla retorica venetista, alla “filosofia” sovranista di avere sempre un nemico esterno che ci impedisce di risolvere i nostri problemi. Torneranno con il loro cinismo, la loro cattiveria e la loro ignoranza. Il tutto alimentato dalle varie “bestie” di turno, seminatrici di fake news e da certi giornali che sono delle vere e proprie organizzazioni collaterali a alcuni partiti, senza nessun pudore di obiettività e serietà professionale. Tornerà insomma la solita Italietta, in attesa della prossima pandemia.

 

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