Angolo della satira
Habemus Rosatellum
Da De Gasperi a Di Maio e Salvini.
Povera Francia! Distrutta la democrazia francese.
De Masi dia l’esempio
Il nuovo guru dei 5 stelle il sociologo De Masi sta diventando famoso con l’idea che saremo costretti, finalmente – dice lui – visto la sua natura di napoletano verace, dalla tecnologia del futuro, a lavorare meno e a dedicarci all’otium latino. Meno lavoro per tutti e più lavoro, di conseguenza, anche per i giovani. Non è un’idea nuova, viaggiava a sinistra anche parecchi anni fa. Bene! Poi scopro che a 79 anni è ancora professore alla Sapienza di Roma. Cominciasse da lui!
Dubbiose riflessioni
Oggi mi vengono queste due “dubbiose” riflessioni.
1) Leggo su La Stampa che, negli ultimi mesi sono stati assolti Marino, Alemanno, De Luca, Capua, Cesaro, Gasparri, Mastella, Frisullo, Errani e Graziano, tutti sputtanati a suo tempo sui vari “fatti quotidiani” della Repubblica e/o da giornalisti forcaioli che vanno a farsi belli della loro interessata “intrasigenza morale” dalle varie Lilly Gruber o dai Belpietri di alcune nostre TV, dove il male, anche se circoscritto o non ancora provato diventa generalizzato o scontato a priori, prima di ogni sentenza della magistratura, parte della quale probabilmente ci sguazza pure, pronta a passare dalle toghe alla penna o al parlamento, alla prima occasione.
2) Leggo sui giornali i resoconti della trionfale prima vittoria della Raggi a Roma, sulla questione dello stadio. Intanto non capisco bene chi abbia deciso: lei, Grillo, i consiglieri, il popolo romano, i tifosi della Roma… Poi non capisco perché la zona prima fosse a rischio inondazione e si dovesse tutelare il vecchio ippodromo, per cui lo stadio si doveva costruire altrove, e adesso tutto va bene. E’ bastato eliminare i tre grattacieli ed anche il Tevere si è convinto che non deve e non può più esondare. Evidentemente anche la natura stravede per i 5 stelle!
A proposito di torri vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa ha di diverso Roma rispetto Londra, Parigi, Milano e altre, dove sono state costruite la City, la Defense ecc., dalla citta eterna, a meno che per eterna non si intenda una citta che non deve cambiare mai, anche se ogni epoca storica ha le sue architetture ed i suoi architetti, che a volte costruiscono cose belle, anche migliori di tante opere del passato, che solo la patina del tempo ci fa rietenere insuperabili. Infine vorrei capire, visto il ridimensionamento delle cubature, con finanziamenti interamente dei privati, ed il conseguente ridimensionamente del numero delle opere di pubblica utilità a carico degli stessi, chi finanzierà le restanti opere pubbliche previste dal progetto. Forse il comune di Roma che ha miliardi di debiti? Forse i 5 stelle tasseranno i romani, laziali compresi? Credo che alla fine queste opere le pagheremo tutti noi italiani, comprese magari anche altre, per par condicio, che risulteranno dalla giusta pretesa della Lazio di costruire anche lei il suo stadio, come ha già chiesto di fare Lotito.
Avanti popolo!
Io invece non vedo l’ora, dopo questa vergognosa scissione, che vadano presto al governo i 5 stelle o il centrodestra, così finalmente vedremo risolti i problemi del paese, grazie ai seguenti provvedimenti, diversi ovviamente a seconda di quale dei due schieramenti andrà al governo:
– chiusura delle frontiere agli stranieri (non possiamo costruire muri, ma potremmo costruire una rete di Mose lungo tutte le coste, con varchi controllati!)
– autorizzazione ai cittadini di armarsi e difendersi dai ladri sparando per leggittima difesa (modello Stati Uniti di Trump)
– uscita dall’euro e dall’Europa, per tornare “paroni a casa nostra”
– abolizione della legge Fornero e possibilità di andare in pensione prima, come una volta, a cominciare dai lavori usuranti (voglio vedere quale lavoro non è usurante per gli italiani!)
– pagamento di meno tasse allo stato e che ogni regione d’Italia “se range” (finalmente avremo l’autonomia veneta, il dialetto in tutte le scuole e prima i veneti negli asili)
– reddito di cittadinanza per tutti, misura che al sud manca dai tempi delle pensioni di invalidità fasulle, per dare un’alternativa alle assunzioni facili di guardie forestali ed impiegati regionali
– abolizione delle direttive europee per conservare i privilegi delle piccole corporazioni degli ambulanti romani, dei concessionari delle spiagge pubbliche ecc.
– difesa degli irriducibili (dai tempi di Bersani!) taxisti romani, a cui non piace la concorrenza. Magari si potrebbe tornare ai piccoli negozi ed al contingentamento ed alla compravendita di licenze, eliminando i supermercati e gli ipermercati
– messa in riga di Marchionne e della Fiat, di tutti gli industriali che delocalizzano, dei poteri forti e di tutto l’establishment… (non si sa dove sono, ma sicuramente grillini e leghisti sapranno dove scovarli e come distruggerli)
– salvataggio comunque, a prescindere, di tutte le fabbriche ed aziende decotte, con tutto il personale in esubero, tornando alla varie e ventennali casse integrazione
– blocco delle opere pubbliche che hanno un impatto ambientale negativo (praticamente tutte, in questa Italia disastrata, dove il NO è diventato endemico)
– riduzione a ceto medio impoverito dei nostri rappresentanti nei vari parlamenti, in modo che se già adesso non ci sono più operai e contadini, ci siano solo avvocati, magistrati, giornalisti ecc.
– nuovo codice dei partiti politici, che non devono avere più uomini soli al comando, come il PD di Renzi, ma devono essere partiti azienda, con un finanziatore miliardario oppure con un garante comico di professione, in cui la democrazia si esercita con quattro gatti che partecipano via internet, senza congressi e direzioni o assemblee in streaming
Potrei continuare, ma mi fermo qui, con un’ultima riflessione.
In fondo, è anche apprezzando ed inseguendo parecchie di queste misure, non solo ipotetiche, che molti operai e popolo, da almeno 20 anni, con buona pace di Landini e Camusso, ma forse anche per colpa loro, sono passati a votare Lega, ed oggi Lega e 5 stelle.
D’Alema, Rossi, Bersani ed Emiliano c’erano eccome! ma neppure loro, se c’è una logica nelle cose, hanno fatto quelle sacrosante politiche di sinistra che oggi rivendicano da Renzi (tutti ne parlano, ma nessuno le conosce o le indica chiaramente!), per trattenere o recuperare quell’elettorato e per salvare questo malandato ed ingovernabile paese dalla bancarotta.
Oggi pensano che la soluzione sia la scissione, andando ad ingrossare il mondo disgregato della sinistra radicale, cantando bandiera rossa o tornando a chiamarsi socialisti, un nome che il buon Craxi ha compromesso per sempre, almeno in Italia.
Auguri! Magari fra qualche tempo li troveremo a capo di qualche fondazione, come Pecoraro Scanio (D’Alema lo è già), o nella peggiore delle ipotesi ad ammiccare a Comunione e liberazione, come Bertinotti.