Buone Notizie

Finalmente una buona notizia. Domani accompagnerà il Corriere della Sera, in edicola, il settimanale “Buone Notizie” che racconterà attraverso cronache, inchieste, approfondimenti ecc. un’Italia diversa, quella del cosiddetto Terzo Settore, che una recente legge delega dei governi Renzi e Gentiloni ha finalmente disciplinato positivamente. Sono circa 6 milioni le persone che in Italia si impegnano gratuitamente in attività di utilità sociale. Nel panorama quasi sempre ipercritico e distruttivo della stampa e dei media nazionali e locali è davvero una buona notizia.
Bisognerebbe tuttavia che oltre alle buone pratiche di volontariato mettesse in luce anche tutte le cose buone che ci sono nei diversi settori lavorativi italiani: scuola, ricerca, salute pubblica, sicurezza, amministrazioni locali, imprese artigianali ed industriali, sport, turismo ecc. che non sono meno meritevoli, comprese le leggi o iniziative positive di una classe politica che viene costantemente sputtanata, al di là delle sue molteplici colpe.

Assolti dopo nove anni. Prodi… ringrazia.

14 settembre 2017. Mastella e moglie assolti dopo nove anni. Come può funzionare uno stato in cui una certa magistratura può provocare con accuse gratuite una crisi di governo ed in cui si impiegano 9 anni per andare a sentenza? Ringraziano Prodi e tutto l’Ulivo! Io continuo a credere che i nostri politici tanto criticati non siano peggio dei giornalisti, dei magistrati e di noi tutti italiani. Salvo chiaramente i puri e perfetti sinistri più sinistri che speravano allora che Prodi cadesse e che vedevano in ogni democristiano ieri e vedono in ogni renziano oggi un potenziale malfattore. Adesso tra l’altro sono in ottima compagnia, con i grillini.

Pedibus

Riaprono le scuole e riprende una delle migliori iniziative di questa amministrazione comunale: il Pedibus. L’andare a scuola a piedi, cosa che ormai facevano solo i figli degli immigrati, è una bella abitudine che contrasta la mania di portare i figli in auto fino ai cancelli della scuola, intasando il traffico e perpetuando il deplorevole costume di tantissimi adulti di andare in macchina dappertutto, “anche al cesso”, come dice un mordace detto popolare.

Il caso Giulio Regeni

13 settembre 2017. Con grande rispetto per la doverosa e giusta battaglia dei genitori di Giulio Regeni, se non siamo riusciti a conoscere la verità su molti misteri italiani di questi ultimi 50 anni, se non siamo riusciti a sapere chi ha provocato la tragedia di Ustica, con 80 morti, da paesi amici come Francia e Stati Uniti, come pensiamo di riuscire a conoscere i responsabili dell’uccisione di Giulio Regeni? Sarò pessimista ma a me sembra una pia illusione!

Dimissioni a catena

Continua la falcidia di assessori tra le schiere di Caerano2.com. Dopo il sottoscritto e Laura Tessaro, adesso è la volta di Paola Martinello, che in agosto ha presentato e protocollato la lettera di dimissioni. In proporzione neppure il Comune di Roma ha visto così tante dimissioni di assessori! Abbandoni giustificati tutti con motivi personali, ma che nascondono un disagio profondo per come viene amministrato il comune e per come è stata “dissolta” la squadra che ha vinto le elezioni nel 2014. Tutto questo nella assoluta mancanza di autocritica da parte della sindaco, nella rassegnazione di alcuni dei rimasti e nella complice indifferenza di molti sostenitori, ormai defilati o impegnati in qualche orticello di sussistenza, come le aree verdi, le serate in villa ecc.
Ha dato le dimissioni, questa volta da consiliere, anche Giacomo Tavernaro, trasferitosi per lavoro. Avendo rinunciato alla surroga sia Bordin Chiara che Cimenti Martina, Giacomo sarà sostituito da Guolo Maria Teresa, già assessore esterna al bilancio. Adesso speriamo che per sostituire Paola Martinello non passino 8/9 mesi, come è capitato per sostituire il sottoscritto, all’epoca delle mie dimissioni.

Spazio lavoro

Come al solito Caerano vuole fare da solo: sportello immigrati, federazione 7 comuni, spazio lavoro…
mentre gli altri fanno squadra. Evidentemente siamo i più bravi!
Da notare che lo spazio lavoro caeranese è gestito dalla stessa cooperativa La Esse del Progetto Radar
Riporto qui sotto il post di una caeranese riportato nel profilo Facebook di Obiettivo Comune che mi è sembrato interessante.
“Sedersi ad un tavolo di lavoro che riunisce piu’ soggetti interessati a realizzare un progetto comporta impegno, rigore, valutazione da parte di altri anche del tuo operato. Condividere i progetti tra piu’ Comuni ha il vantaggio che consente di ottimizzare le risorse disponibili. Invece svincolarsi da impegni condivisi, realizzare in proprio un progetto dove tu decidi ‘come cosa quando’ e oltretutto tu puoi dirti quanto bravo sei, anche se si tratta solo di apporre al solito sportello un nome diverso … Capisci che e’ molto meno impegnativo per chi ci deve lavorare e … se costa di più al paese ottenendo meno …. Chissenefrega !!!”.

L’Italia del “no” a tutto

22 giugno 2017. L’altro giorno ho sentito che a Bolzano hanno un termovalorizzatore che oltre a bruciare i rifiuti scalda le case, riducendo l’inquinamento oggi prodotto dalle caldaie. A Copenaghen poi ne hanno costruito uno che è un’opera di architettura (vedere per credere!) con sopra tre piste da sci ed un caffè. Non credo che bolzanini o danesi siano autolesionisti ed incivili, anzi! Magari in attesa di un’improbabile “rifiuti zero” o dei miracoli dei pentastellati, che tardano ad arrivare (vedi Roma!), non è che potremmo copiare umilmente bolzanini e danesi, almeno nelle zone dove il problema è paradossale e scandaloso? Tra l’altro Bolzano è Italia, almeno credo, ci ho fatto il militare ed è gente seria e civilissima. Pazienza per il fronte del NO a prescindere. Qualche volta freghiamocene, anche se poi ci accuseranno di virare al centro o addirittura a destra, accusa ultimamente molto di moda, formulata soprattutto da chi divide continuamente la sinistra in tanti rivoli insignificanti e sempre perdenti.

Ritorno al Futuro!

Sto seguendo le vicende della legge elettorale e ancora una volta sono sconcertato.
Che bello! Adesso ripartiamo da Craxi il quale, al di là dei suoi problemi giudiziari, peraltro mai completamente chiariti (il malloppo ad uso personale non è mai stato trovato!), merita una qualche rivalutazione, alla luce di quanto e di chi abbiamo dovuto sopportare successivamente: Bossi, Berlusconi, Salvini, Grillo… E non credo sia finita qui!
Almeno Craxi era uno dei “nostri”, salvo ovviamente per coloro che, come con Renzi, pensano di avere l’esclusiva della sinistra, bollando per traditori dei sacri principi tutti coloro che cercano risposte diverse ai nuovi problemi che le varianti della storia e i cambiamenti del mondo impongono a chi vuole riprogettare il futuro.
In fondo Craxi è stato il primo a capire che il paese andava modernizzato e il fenomeno corruttivo, che ha travolto lui più di altri, non solo è peggiorato dopo Mani Pulite, ma ha assunto un aspetto molto meno nobile di quello del finanziamento illecito ai partiti.
Ripartiamo da Craxi perché, quasi 30 anni fa, lui aveva proposto una legge elettorale alla tedesca, con sbarramento al 5%, l’unico aspetto che ritenevo positivo di quella ipotesi e che adesso ritorna, immagino temporaneamente, in quanto credo che i cespugli riusciranno a ridurre la soglia al 4 o addirittura al 3%.
Per inciso D’Alema voleva allora il doppio turno alla francese, che prima del dicembre scorso ha tanto contrastato!
Non è che abbiamo perso 30 anni?
Infatti, con il ritorno al proporzionale e con la quasi certezza di non riuscire a formare governi stabili, si torna alla prima repubblica e gli scongiuri mi sembrano d’obbligo.
Leggevo oggi su Repubblica che alcune importanti leggi giacciono ferme al Senato:
Biotestamento: passata alla Camera il 20 aprile, ora ferma al Senato in attesa di 70 audizioni;
Ius soli: ferma da 18 mesi al Senato, con 8.000 emendamenti, quasi tutti della Lega;
Riforme dei processi penale, civile e fallimentare, ferme al Senato rispettivamente dal 29.09.2015, dal 10.03.2016 e dal 1.02.2017;
Codice antimafia, fermo al Senato dal 11.11.2015.
Bene, il “combinato disposto” (formula che piaceva tanto a Bersani, Speranza, D’Alema e company, prima del referendum costituzionale) di proporzionale e bicameralismo perfetto credo proprio che ci porterà alla definitiva rovina.
Del resto la sinistra italiana (soprattutto certa sinistra!) che ha fatto di tutto, prima ancora del 1992, per far fuori Bettino Craxi e poi ha fatto fuori Prodi (due volte!), adesso sta cercando ossessivamente di far fuori Renzi, considerato incompatibile ed estraneo, come del resto gli altri due.
Io credo che incompatibili con una sinistra italiana moderna siano stati e siano Bertinotti e Turigliatto ieri, D’Alema, Bersani, Speranza, Scotto, Landini e Camusso oggi, a meno che non ci si accontenti di una sopravvivente e nobile testimonianza.
Da quanto detto, malgrado io veda ancora nell’antipatico e “destrorso” Renzi l’ultima spiaggia per la sinistra italiana, che sta scomparendo in tutta Europa, nell’indifferenza dei nuovi adepti di Mdp, tesi a guadagnarsi il loro 4 o 6% con le conseguenti poltrone, appare chiaro che non condivido per niente la legge elettorale alla tedesca, che anche il PD si appresta a votare, pur di avere un ampio consenso alle camere.
Resto della convinzione che, dopo i fallimenti del proporzionale della prima repubblica, per giunta attenuati dalla convention ad escludendum del PCI, che obbligava gli altri a stare uniti sempre e comunque, dopo ogni frequentissima crisi di governo, dopo il fallimento, col sistema maggioritario, del periodo delle grandi coalizioni, sia di centro sinistra che di centro destra, il sistema migliore sarebbe quello del vecchio Italicum, o quello dei sindaci o quello francese (ma vallo a spiegare a Zagrebelsky che la Francia è la culla della democrazia!), un sistema che comunque garantisca a chi vince di poter governare in santa pace per cinque anni e poi rendere conto agli elettori. Senza essere costretti a farlo ogni giorno ai molti alleati, ai cespugli di varia natura, ai tribunali amministrativi che si contraddicono uno con l’altro, ai Travaglio o ai Floris e Giannini di turno, alle varie lobbies di questo paese che vanno dai banchieri agli industriali, dai farmacisti ai tassisti, dai sindacati ai consumatori, dagli spazzini ai centurioni (?) ecc.
Solo un governo stabile e fortemente omogeneo che, per cinque anni, non pensasse al consenso ma a progettare il futuro, anche mediando con le opposizioni, come avveniva con DC e PCI, potrebbe cambiare questo paese, fare quelle riforme, spesso radicali, che non si riescono mai a fare. Basti pensare, ad esempio, alla riforma della scuola: ne abbiamo viste, in 30 anni, almeno 4 o 5, ma nessuna decisiva e permanente, tutte bocciate da qualche sindacato di 4 gatti o dai sindacati più rappresentativi o da qualche governo successivo.
Mi assilla un dubbio:  o abbiamo governanti tutti incompetenti da una vita, compreso il caro Luigi Berlinguer, oppure abbiamo anche una lobby d’insegnanti che non vuole cambiare niente.
Così va il mondo, cioè un passo avanti e due indietro.

Un’occasione persa

Poco tempo fa, passando per via Gobetti, ho visto con una certa sorpresa che, sull’isola di terra tra i due canali del Brentella, si stavano abbattendo alberi ed era stato posto un cartello con la scritta “proprietà privata”. Mi sono informato all’ufficio tecnico e mi hanno detto che quella striscia di terra, uno dei più affascinanti angoli di Caerano, era stata comprata da due privati, che abitano nelle vicinanze. Ho subito provato un senso di amarezza perché svaniva forse definitivamente l’ipotesi, da me sempre coltivata, che su quell’area dovesse passare il percorso ciclo-pedonale lungo il Brentella, data anche la ristrettezza di via Gobetti con i suoi vecchi platani, progettato fin dalla fine degli anni 60 (Piano di Fabbrica Dolcetta) e che è stato per decenni sui programmi elettorali di tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute.
Poteva essere un percorso dei mulini, che “univa” il vecchio Maglio di Lavaggio con le due ruote idrauliche ancora esistenti allora, quella del mulino Zaffaina, molto ben conservato prima del recente intervento edilizio, e quella del mulino Dalla Zanna, uniche superstiti dei 5 importanti mulini che esistevano a Caerano fin dal 1500.
Proprietario dell’area era l’Enel che l’aveva data in uso a dei privati per degli orti. Recentemente l’Enel l’aveva posta in vendita ed era stata richiesta da alcuni privati che volevano sfruttare alcuni salti d’acqua del canale per produrre energia elettrica. Se n’era interessata anche questa amministrazione comunale, attraverso il sottoscritto e Laura Tessaro, ma purtroppo viviamo in un paese in cui, anche ai comuni virtuosi, è negata attualmente la possibilità di acquisire beni immobili.
D’altra parte non vedo molto interesse in giro a iniziare e/o sistemare almeno alcuni tratti del citato progetto di percorso ciclo-pedonale lungo il Brentella, come ad esempio quello da case Menegon verso Montebelluna o quello dal ponte Mazzocato verso il mulino Tiberio. Si aspettano finanziamenti che non arriveranno mai e probabilmente anche un altro dei principali punti programmatici di questa amministrazione resterà inevaso.

 

La burocrazia “non” è uguale per tutti

All’inizio di questo mandato amministrativo 2014-2019 noi assessori avevamo proposto che le rotonde del comune venissero abbellite gratuitamente con fiori, fontane, alberature ecc. da giardinieri o da altre ditte disponibili, in cambio di una modesta scritta pubblicitaria, come avviene in molti comuni. Ci è stato risposto di no, impossibile, le scritte disturbano la circolazione e sono vietate dal codice stradale, neanche volessimo esporre cartelli pubblicitari giganti, magari con qualche modella seminuda. Adesso, con tutto il rispetto per gli alpini, che non ne hanno colpa, anzi fanno benissimo ad esporre scritte e bandiere, ho visto che alla grande rotonda di Caerano, sopra la bandiera, è stata esposta la considerevole scritta “Benvenuti alpini”. Non mi si dica che la scritta è temporanea, perché il discorso sicurezza o vale sempre o non vale mai. Evidentemente si usano due pesi e due misure, come del resto sta avvenendo da tempo, in particolare nel campo delle associazioni, ad alcune delle quali (Pro Loco, U.C.Caerano, AIDO…) è stato impedito ripetutamente di appendere manifesti, striscioni ecc. in prossimità di rotonde, incroci ed intersezioni stradali.