sgiadmin
Accoglienza e progetti SPRAR
Si tratta di rifugiate che vivranno per sei mesi in un alloggio preso in affitto da un privato. Coi fondi del Ministero dell’Interno il Comune provvederà alle spese e ad assicurare loro, tramite due cooperative, assistenza nel percorso di integrazione e di autonomia
Il progetto, approvato dal Ministero dell’interno, è gestito operativamente dalle Cooperative La Esse e Una casa per l’Uomo e prevede l’accoglienza a Mogliano di cinque donne (un numero fisso, non variabile) che verranno ospitate in un alloggio preso in affitto dalle cooperative da un privato cittadino.
Nell’intento di dare alla gestione la massima trasparenza, e di avviare una reale rete di sostegno attorno a queste persone in arrivo con l’aiuto di tutte le persone disponibili e le realtà associative del territorio, è stato programmato un incontro con tutti i condomini, con un mese e mezzo di anticipo sull’arrivo, per informarli delle modalità di questa accoglienza.
Alle donne che arriveranno a Mogliano, e che probabilmente hanno già ottenuto lo status di rifugiato o altre forme di protezione, saranno forniti un pocket money di 2,5 euro al giorno e un pocket vitto, oltre al pagamento delle utenze, del vestiario e dei trasporti nei limiti previsti dal servizio, e soprattutto all’assistenza dell’equipe delle cooperative per accompagnamento ai servizi sanitari e a percorsi scolastici o lavorativi. L’accoglienza è prevista per un periodo di sei mesi, prorogabili per altri sei mesi e l’obiettivo è accompagnare questi migranti in un percorso di integrazione e di autonomia economica e lavorativa.
“Abbiamo avviato un percorso molto lineare e cristallino aderendo allo SPRAR, perché vogliamo essere chiari con i cittadini rispetto a quello che succederà e al come. Per questo abbiamo anche chiesto che con molto anticipo chi vive nel condominio dove le donne andranno a vivere ne fossero messi a conoscenza. Siamo convinti che questo è il vero e unico modo possibile per fare accoglienza e per dare una reale prospettiva a queste persone che hanno sfidato la morte per sfuggire da atrocità e guerre. Se ogni comune italiano facesse la sua parte, ci sarebbero insediamenti di pochi nuclei per ciascun territorio, in alternativa ai centri di accoglienza straordinari gestiti dalle prefetture, e la gestione diventerebbe più efficace e più dignitosa anche per le persone accolte. ”, dichiara Daniele Ceschin, Assessore all’integrazione del Comune di Mogliano Veneto.
ll Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), introdotto dalla legge Bossi Fini, è infatti costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo.
Con i finanziamenti ottenuti i Comuni, con il supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.
L’Italia del “no” a tutto
22 giugno 2017. L’altro giorno ho sentito che a Bolzano hanno un termovalorizzatore che oltre a bruciare i rifiuti scalda le case, riducendo l’inquinamento oggi prodotto dalle caldaie. A Copenaghen poi ne hanno costruito uno che è un’opera di architettura (vedere per credere!) con sopra tre piste da sci ed un caffè. Non credo che bolzanini o danesi siano autolesionisti ed incivili, anzi! Magari in attesa di un’improbabile “rifiuti zero” o dei miracoli dei pentastellati, che tardano ad arrivare (vedi Roma!), non è che potremmo copiare umilmente bolzanini e danesi, almeno nelle zone dove il problema è paradossale e scandaloso? Tra l’altro Bolzano è Italia, almeno credo, ci ho fatto il militare ed è gente seria e civilissima. Pazienza per il fronte del NO a prescindere. Qualche volta freghiamocene, anche se poi ci accuseranno di virare al centro o addirittura a destra, accusa ultimamente molto di moda, formulata soprattutto da chi divide continuamente la sinistra in tanti rivoli insignificanti e sempre perdenti.
Povera Francia! Distrutta la democrazia francese.
Ritorno al Futuro!
Un’occasione persa
La burocrazia “non” è uguale per tutti
De Masi dia l’esempio
Il nuovo guru dei 5 stelle il sociologo De Masi sta diventando famoso con l’idea che saremo costretti, finalmente – dice lui – visto la sua natura di napoletano verace, dalla tecnologia del futuro, a lavorare meno e a dedicarci all’otium latino. Meno lavoro per tutti e più lavoro, di conseguenza, anche per i giovani. Non è un’idea nuova, viaggiava a sinistra anche parecchi anni fa. Bene! Poi scopro che a 79 anni è ancora professore alla Sapienza di Roma. Cominciasse da lui!
W i grillini, salvatori della Patria e dal populismo!?
Ho sentito Bersani che ha nostalgia del suo streaming con i grillini e vorrebbe riprovarci. “I 5 stelle – dice – è il nuovo centro ed ha proposte interessanti che raccolgono grande consenso”. Beato lui che, mentre a Prodi fa paura, vede in Grillo il salvatore della Patria, campione di democrazia, quando Renzi era il campione dell’autoritarismo, dell’uomo solo al comando. Purtroppo lo strabismo è un difetto molto diffuso a sinistra.
Comunque va bene così, magari con il loro 6 o 8% i bersaniani e la sinistra di Scotto potrebbero aiutare i 5 stelle a governare il paese. Non vedo l’ora di vederli al servizio di Di Maio e Di Battista, a fare finalmente quella politica di sinistra che Renzi non ha fatto. Auguri.
Potrebbero cominciare dal referendum incostituzionale sull’euro, modificando la costituzione, loro che il 4 dicembre 2016 sono stati, contro il loro partito, tra i difensori più accaniti della nostra carta costituzionale.
Potrebbero continuare con l’uscita dall’euro, tanto queste sono bazzecole rispetto alla riforma della scuola, bocciata dagli insegnanti, come le 5 o 6 precedenti, grazie alla consueta ed ossessiva mobilitazione dei sindacati di base, ma anche degli altri, diventati forze conservatrici, come ha dimostrato tra l’altro la comica e controproducente vicenda dei voucher scatenata dalla CGIL.
Potrebbero continuare con la difesa a prescindere dei NO TAV, degli studenti estremisti di Bologna, contrari ai tornelli in una biblioteca diventata sede di spaccio e di altro, dei tassisti smascherati nel loro corporativismo dalle Jene, degli ambientalisti “talebani” che vogliono bloccare un tupo di gas sotterraneo in Salento, per salvare 200 ulivi, che saranno ripiantati nello stesso luogo, intervento approvato dopo tanti anni di discussioni e con tutti i crismi di legge, lungo migliaia di km e che si dovrebbe fermare in Italia per qualche km sgradito a quattro professionisti del NO a prescindere. Così, mentre Tramp nella pur democratica America, a parte il merito disastroso delle sue politiche, cancella in una notte tutta la legislazione ambientale di Obama, noi perdiamo continuamente anni per iniziare un’opera pubblica e poi decenni per terminarla. La velocità delle scelte, piaccia o non piaccia, è diventata un valore nel fare politica e gestire gli stati, meglio ovviamente quando si accompagna a scelte “positive e giuste”. Ponderare e discutere va bene, ma non all’infinito, e soprattutto non dopo che si sono prese le decisioni democraticamente.
Per inciso, sarebbe anche ora di finirla con i TAR che si contraddicono tra di loro e con un sistema giudiziario inefficiente e spesso inconcludente.
A Gualdo Tadino, in Umbria, hanno perfino resuscitato le regole di una Comunanza del Medioevo per fermare lo sviluppo della ditta Rocchetta, produttrice di acqua minerale, autorizzata da tempo ad un ampliamento della concessione.
Bersani ed i 5 stelle potrebbero continuare con l’estensione del reddito di cittadinanza a tutti, che assicura grandi voti al sud, dove non aspettano altro e l’hanno dimostrato con il voto al referendum costituzionale.
Potrebbero poi approvare la moneta fiscale, ultima proposta dei 5 stelle, che non si capisce bene cosa sia, ma che viene fatta luccicare davanti al popolo beota, come la panacea di tutti i mali.
Potrebbero infine proseguire con l’avvicinamento a Tramp e soprattutto al caro Putin, come stanno facendo Salvini ed i pentastellati, altri campioni di democrazia, rispetto a Renzi, rigustando così il rapporto strategico ed amorevole che i loro avi politici avevano con la Russia sovietica.
Che dire!? Almeno Berlusconi con Putin ci andava a donne e , depurato di Salvini e Meloni, difende l’Europa, alle cui celebrazioni ha partecipato persino Bossi, difende l’euro e sui migranti non ha certo le posizioni estreme e razziste dei leghisti e neppure quelle equivoche, come quasi su tutto il resto, dei grillini.
Strano infine che Bersani, che ha sempre accusato Renzi di voltare al centro, oggi voglia dialogare con quello che identifica e definisce come un nuovo centro. Sono i misteri della politica!
Morte delle primarie?
Ho la vaga sensazione che lo strumento delle primarie, in linea di principio valido e democratico, di cui ci siamo giustamente vantati in questi anni, stia entrando in crisi profonda. A parte le precedenti incursioni, più o meno pilotate e abbastanza limitate, di cinesi o di elettori di altri partiti, che avevano posto il problema di una loro seria regolamentazione, adesso sento Emiliano invitare a votare per lui tutti coloro che vogliono cacciare Renzi, scissionisti di ogni specie ma anche elettori di qualsiasi idea politica, riproponendo la impostazione del referendum costituzionale.
Alla fine le primarie, che dovevano essere un confronto utile su programmi e leader di partito e di coalizione, rischiano di diventare una resa dei conti personale, una sfida all’ O. K. Corral, che accresce i conflitti e lascia solo morti e macerie sulla sua strada. Se poi, invece di parteciparvi, si preferisce andarsene, è forse ancora peggio. Non so se anche questo strumento sia stato figlio del maggioritario ed ora, con il nuovo andazzo o deriva proporzionale, sia destinato a tramontare. Sarebbe un altro passo indietro difficile da digerire, che ti toglierebbe definitivamente la voglia di partecipare. Per intanto, se partecipo, non voto per Emiliano.