Spazio lavoro

Come al solito Caerano vuole fare da solo: sportello immigrati, federazione 7 comuni, spazio lavoro…
mentre gli altri fanno squadra. Evidentemente siamo i più bravi!
Da notare che lo spazio lavoro caeranese è gestito dalla stessa cooperativa La Esse del Progetto Radar
Riporto qui sotto il post di una caeranese riportato nel profilo Facebook di Obiettivo Comune che mi è sembrato interessante.
“Sedersi ad un tavolo di lavoro che riunisce piu’ soggetti interessati a realizzare un progetto comporta impegno, rigore, valutazione da parte di altri anche del tuo operato. Condividere i progetti tra piu’ Comuni ha il vantaggio che consente di ottimizzare le risorse disponibili. Invece svincolarsi da impegni condivisi, realizzare in proprio un progetto dove tu decidi ‘come cosa quando’ e oltretutto tu puoi dirti quanto bravo sei, anche se si tratta solo di apporre al solito sportello un nome diverso … Capisci che e’ molto meno impegnativo per chi ci deve lavorare e … se costa di più al paese ottenendo meno …. Chissenefrega !!!”.

Accoglienza e progetti SPRAR

Accoglienza richiedenti asilo in ambito SPRAR.
Post del vicesindaco di Mogliano, Daniele Ceschin, del 13 luglio 2017.
Dunque, qui a Mogliano noi facciamo così: condividiamo le scelte con i residenti, informiamo i cittadini, garantiamo un percorso trasparente dall’inizio alla fine. Con buona pace di chi vuole montare un caso sul nulla.
In merito alle cinque (5) donne richiedenti asilo che arriveranno a fine agosto nell’ambito del progetto SPRAR, nei giorni scorsi abbiamo avviato un percorso molto lineare. Infatti vogliamo essere chiari con i cittadini rispetto a quello che succederà e alla modalità di questa accoglienza. Per questo abbiamo voluto che con molto anticipo (un mese e mezzo prima) chi vive nel condominio dove le cinque richiedenti asilo andranno a vivere per sei mesi, massimo un anno, venisse messo a conoscenza del progetto. Siamo convinti che lo SPRAR sia il vero e unico modo possibile per fare accoglienza e per dare una reale prospettiva a persone – in questo caso donne – che hanno sfidato la morte per sfuggire da atrocità e guerre. Se ogni comune italiano facesse la sua parte, ci sarebbero insediamenti di pochi nuclei per ciascun territorio, in alternativa ai centri di accoglienza straordinari gestiti dalle prefetture, e la gestione diventerebbe più efficace e più dignitosa anche per le persone accolte. Oltre che più sicura per i cittadini e i residenti in quanto ogni fase del percorso sarebbe tracciata e verificabile. Non ci sono risposte semplici a problemi complessi. Ma mentre alcuni parlano alla pancia, noi preferiamo usare la testa.
Di seguito il testo del comunicato (da leggere fino alla fine).
ACCOGLIENZA: COL PROGETTO SPRAR IN ARRIVO A MOGLIANO CINQUE DONNE MIGRANTI
Si tratta di rifugiate che vivranno per sei mesi in un alloggio preso in affitto da un privato. Coi fondi del Ministero dell’Interno il Comune provvederà alle spese e ad assicurare loro, tramite due cooperative, assistenza nel percorso di integrazione e di autonomia
A fine agosto diventerà operativo a Mogliano Veneto il Progetto SPRAR, cui il Comune ha aderito l’anno scorso assieme ad altre nove amministrazioni comunali trevigiane e che prevede l’accoglienza complessiva, nei dieci comuni, di 50 migranti, richiedenti asilo o rifugiati già in possesso di asilo o di protezione umanitaria o sussidiaria.
Il progetto, approvato dal Ministero dell’interno, è gestito operativamente dalle Cooperative La Esse e Una casa per l’Uomo e prevede l’accoglienza a Mogliano di cinque donne (un numero fisso, non variabile) che verranno ospitate in un alloggio preso in affitto dalle cooperative da un privato cittadino.
Nell’intento di dare alla gestione la massima trasparenza, e di avviare una reale rete di sostegno attorno a queste persone in arrivo con l’aiuto di tutte le persone disponibili e le realtà associative del territorio, è stato programmato un incontro con tutti i condomini, con un mese e mezzo di anticipo sull’arrivo, per informarli delle modalità di questa accoglienza.
Alle donne che arriveranno a Mogliano, e che probabilmente hanno già ottenuto lo status di rifugiato o altre forme di protezione, saranno forniti un pocket money di 2,5 euro al giorno e un pocket vitto, oltre al pagamento delle utenze, del vestiario e dei trasporti nei limiti previsti dal servizio, e soprattutto all’assistenza dell’equipe delle cooperative per accompagnamento ai servizi sanitari e a percorsi scolastici o lavorativi. L’accoglienza è prevista per un periodo di sei mesi, prorogabili per altri sei mesi e l’obiettivo è accompagnare questi migranti in un percorso di integrazione e di autonomia economica e lavorativa.  
“Abbiamo avviato un percorso molto lineare e cristallino aderendo allo SPRAR, perché vogliamo essere chiari con i cittadini rispetto a quello che succederà e al come. Per questo abbiamo anche chiesto che con molto anticipo chi vive nel condominio dove le donne andranno a vivere ne fossero messi a conoscenza. Siamo convinti che questo è il vero e unico modo possibile per fare accoglienza e per dare una reale prospettiva a queste persone che hanno sfidato la morte per sfuggire da atrocità e guerre. Se ogni comune italiano facesse la sua parte, ci sarebbero insediamenti di pochi nuclei per ciascun territorio, in alternativa ai centri di accoglienza straordinari gestiti dalle prefetture, e la gestione diventerebbe più efficace e più dignitosa anche per le persone accolte. ”, dichiara Daniele Ceschin, Assessore all’integrazione del Comune di Mogliano Veneto.
ll Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), introdotto dalla legge Bossi Fini, è infatti costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. 
Con i finanziamenti ottenuti i Comuni, con il supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.
Caerano, che pure ha diversi appartamenti vuoti nelle barchesse di Villa Benzi, non ha voluto fare altrettanto, tra l’altro a costi zero per il comune, allineandosi così alle molte amministrazioni leghiste che, in provincia di Treviso e nel Veneto, rifiutano una equa distribuzione dei profughi, aggravando il problema e costringendo i prefetti a concentrazioni  assurde e controproducenti, che scatenano giustamente la ribellione di molte comunità.

L’Italia del “no” a tutto

22 giugno 2017. L’altro giorno ho sentito che a Bolzano hanno un termovalorizzatore che oltre a bruciare i rifiuti scalda le case, riducendo l’inquinamento oggi prodotto dalle caldaie. A Copenaghen poi ne hanno costruito uno che è un’opera di architettura (vedere per credere!) con sopra tre piste da sci ed un caffè. Non credo che bolzanini o danesi siano autolesionisti ed incivili, anzi! Magari in attesa di un’improbabile “rifiuti zero” o dei miracoli dei pentastellati, che tardano ad arrivare (vedi Roma!), non è che potremmo copiare umilmente bolzanini e danesi, almeno nelle zone dove il problema è paradossale e scandaloso? Tra l’altro Bolzano è Italia, almeno credo, ci ho fatto il militare ed è gente seria e civilissima. Pazienza per il fronte del NO a prescindere. Qualche volta freghiamocene, anche se poi ci accuseranno di virare al centro o addirittura a destra, accusa ultimamente molto di moda, formulata soprattutto da chi divide continuamente la sinistra in tanti rivoli insignificanti e sempre perdenti.

Povera Francia! Distrutta la democrazia francese.

Un uomo solo al comando, en marche, il giovane e ruspante Macron, con una maggioranza schiacciante all’Assemblea nazionale. I partiti della sinistra francese, quello socialista e quello di Melanchon, ridotti al 10% ciascuno. I cari vecchi partiti di massa sono diventati oggi i partiti del “massa poc”.
Si stracciano le vesti i vari Rodotà, Zagrebelsky, D’Alema, Bersani, Speranza, Scotto, Fratoianni, Gotor, ma tirano anche un sospiro di sollievo. Per fortuna che noi in Italia abbiamo avuto il Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, che ha bloccato sul nascere la “marcia” di Renzi e ci ha salvato dalla conseguente deriva autoritaria.
Noi finalmente (ci vuole un po’ di tempo, ma noi di tempo ne abbiamo sempre avuto tanto!) avremo una legge elettorale proporzionale, rappresentativa di tutti, anche delle indispensabili frattaglie politiche, che nasconderemo dentro liste unitarie d’occasione (per evitare la soglia del 5%), avremo dei governi partecipati e …stabili, di coalizione, con boschetti, cespugli e cespuglietti vari che, d’amore e d’accordo, come già avvenuto in passato, faranno riforme e leggi chiare, rese perfette dai vari rimpalli tra Camera e Senato,  avremo di nuovo tavoli e tavolini con le miriadi di sindacati italiani, grazie ai quali salveremo l’ILVA, Alitalia, riapriremo le miniere del Sulcis, bloccheremo lo sviluppo di FlixBus e Uber, Amazon ed eBay, concilieremo occupazione e competitività delle imprese, salari e diritti, come prima della globalizzazione, che fermeremo e domineremo. Scoveremo e metteremo in riga i poteri forti, rivolteremo l’Europa come un calzino, fermeremo le guerre e l’immigrazione, renderemo sicuri i cittadini ecc.
Questo abbiamo sempre dimostrato di saper fare e lo rifaremo, anche se il mondo è cambiato.
Le vecchie risposte, come il vino – dice Gotor – sono sempre le migliori.
Macron invece, nella povera e sfortunata Francia, governerà da solo, con lesioni gravi alla democrazia, prendendo decisioni repentine ed autoritarie, senza le necessarie garanzie che in Italia frenano lo strapotere dei governanti e che sono rappresentate da un Senato con maggioranze risicate, dai vari partiti e partitini, dagli immancabili dissidenti e trasformisti di ogni legislatura, dalle varie corporazioni sindacali, economiche, giudiziarie, sociali e religiose, da giornalisti emeriti come Travaglio, Del Debbio, Floris, Giannini, Gruber… sempre pronti a fiutare il vento, a rincorrere le vendite o l’auditel e spietati nel fare le pulci ad ognuno che governi questo paese. Questa è vera democrazia e per fortuna che siamo italiani!   

Ritorno al Futuro!

Sto seguendo le vicende della legge elettorale e ancora una volta sono sconcertato.
Che bello! Adesso ripartiamo da Craxi il quale, al di là dei suoi problemi giudiziari, peraltro mai completamente chiariti (il malloppo ad uso personale non è mai stato trovato!), merita una qualche rivalutazione, alla luce di quanto e di chi abbiamo dovuto sopportare successivamente: Bossi, Berlusconi, Salvini, Grillo… E non credo sia finita qui!
Almeno Craxi era uno dei “nostri”, salvo ovviamente per coloro che, come con Renzi, pensano di avere l’esclusiva della sinistra, bollando per traditori dei sacri principi tutti coloro che cercano risposte diverse ai nuovi problemi che le varianti della storia e i cambiamenti del mondo impongono a chi vuole riprogettare il futuro.
In fondo Craxi è stato il primo a capire che il paese andava modernizzato e il fenomeno corruttivo, che ha travolto lui più di altri, non solo è peggiorato dopo Mani Pulite, ma ha assunto un aspetto molto meno nobile di quello del finanziamento illecito ai partiti.
Ripartiamo da Craxi perché, quasi 30 anni fa, lui aveva proposto una legge elettorale alla tedesca, con sbarramento al 5%, l’unico aspetto che ritenevo positivo di quella ipotesi e che adesso ritorna, immagino temporaneamente, in quanto credo che i cespugli riusciranno a ridurre la soglia al 4 o addirittura al 3%.
Per inciso D’Alema voleva allora il doppio turno alla francese, che prima del dicembre scorso ha tanto contrastato!
Non è che abbiamo perso 30 anni?
Infatti, con il ritorno al proporzionale e con la quasi certezza di non riuscire a formare governi stabili, si torna alla prima repubblica e gli scongiuri mi sembrano d’obbligo.
Leggevo oggi su Repubblica che alcune importanti leggi giacciono ferme al Senato:
Biotestamento: passata alla Camera il 20 aprile, ora ferma al Senato in attesa di 70 audizioni;
Ius soli: ferma da 18 mesi al Senato, con 8.000 emendamenti, quasi tutti della Lega;
Riforme dei processi penale, civile e fallimentare, ferme al Senato rispettivamente dal 29.09.2015, dal 10.03.2016 e dal 1.02.2017;
Codice antimafia, fermo al Senato dal 11.11.2015.
Bene, il “combinato disposto” (formula che piaceva tanto a Bersani, Speranza, D’Alema e company, prima del referendum costituzionale) di proporzionale e bicameralismo perfetto credo proprio che ci porterà alla definitiva rovina.
Del resto la sinistra italiana (soprattutto certa sinistra!) che ha fatto di tutto, prima ancora del 1992, per far fuori Bettino Craxi e poi ha fatto fuori Prodi (due volte!), adesso sta cercando ossessivamente di far fuori Renzi, considerato incompatibile ed estraneo, come del resto gli altri due.
Io credo che incompatibili con una sinistra italiana moderna siano stati e siano Bertinotti e Turigliatto ieri, D’Alema, Bersani, Speranza, Scotto, Landini e Camusso oggi, a meno che non ci si accontenti di una sopravvivente e nobile testimonianza.
Da quanto detto, malgrado io veda ancora nell’antipatico e “destrorso” Renzi l’ultima spiaggia per la sinistra italiana, che sta scomparendo in tutta Europa, nell’indifferenza dei nuovi adepti di Mdp, tesi a guadagnarsi il loro 4 o 6% con le conseguenti poltrone, appare chiaro che non condivido per niente la legge elettorale alla tedesca, che anche il PD si appresta a votare, pur di avere un ampio consenso alle camere.
Resto della convinzione che, dopo i fallimenti del proporzionale della prima repubblica, per giunta attenuati dalla convention ad escludendum del PCI, che obbligava gli altri a stare uniti sempre e comunque, dopo ogni frequentissima crisi di governo, dopo il fallimento, col sistema maggioritario, del periodo delle grandi coalizioni, sia di centro sinistra che di centro destra, il sistema migliore sarebbe quello del vecchio Italicum, o quello dei sindaci o quello francese (ma vallo a spiegare a Zagrebelsky che la Francia è la culla della democrazia!), un sistema che comunque garantisca a chi vince di poter governare in santa pace per cinque anni e poi rendere conto agli elettori. Senza essere costretti a farlo ogni giorno ai molti alleati, ai cespugli di varia natura, ai tribunali amministrativi che si contraddicono uno con l’altro, ai Travaglio o ai Floris e Giannini di turno, alle varie lobbies di questo paese che vanno dai banchieri agli industriali, dai farmacisti ai tassisti, dai sindacati ai consumatori, dagli spazzini ai centurioni (?) ecc.
Solo un governo stabile e fortemente omogeneo che, per cinque anni, non pensasse al consenso ma a progettare il futuro, anche mediando con le opposizioni, come avveniva con DC e PCI, potrebbe cambiare questo paese, fare quelle riforme, spesso radicali, che non si riescono mai a fare. Basti pensare, ad esempio, alla riforma della scuola: ne abbiamo viste, in 30 anni, almeno 4 o 5, ma nessuna decisiva e permanente, tutte bocciate da qualche sindacato di 4 gatti o dai sindacati più rappresentativi o da qualche governo successivo.
Mi assilla un dubbio:  o abbiamo governanti tutti incompetenti da una vita, compreso il caro Luigi Berlinguer, oppure abbiamo anche una lobby d’insegnanti che non vuole cambiare niente.
Così va il mondo, cioè un passo avanti e due indietro.

Un’occasione persa

Poco tempo fa, passando per via Gobetti, ho visto con una certa sorpresa che, sull’isola di terra tra i due canali del Brentella, si stavano abbattendo alberi ed era stato posto un cartello con la scritta “proprietà privata”. Mi sono informato all’ufficio tecnico e mi hanno detto che quella striscia di terra, uno dei più affascinanti angoli di Caerano, era stata comprata da due privati, che abitano nelle vicinanze. Ho subito provato un senso di amarezza perché svaniva forse definitivamente l’ipotesi, da me sempre coltivata, che su quell’area dovesse passare il percorso ciclo-pedonale lungo il Brentella, data anche la ristrettezza di via Gobetti con i suoi vecchi platani, progettato fin dalla fine degli anni 60 (Piano di Fabbrica Dolcetta) e che è stato per decenni sui programmi elettorali di tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute.
Poteva essere un percorso dei mulini, che “univa” il vecchio Maglio di Lavaggio con le due ruote idrauliche ancora esistenti allora, quella del mulino Zaffaina, molto ben conservato prima del recente intervento edilizio, e quella del mulino Dalla Zanna, uniche superstiti dei 5 importanti mulini che esistevano a Caerano fin dal 1500.
Proprietario dell’area era l’Enel che l’aveva data in uso a dei privati per degli orti. Recentemente l’Enel l’aveva posta in vendita ed era stata richiesta da alcuni privati che volevano sfruttare alcuni salti d’acqua del canale per produrre energia elettrica. Se n’era interessata anche questa amministrazione comunale, attraverso il sottoscritto e Laura Tessaro, ma purtroppo viviamo in un paese in cui, anche ai comuni virtuosi, è negata attualmente la possibilità di acquisire beni immobili.
D’altra parte non vedo molto interesse in giro a iniziare e/o sistemare almeno alcuni tratti del citato progetto di percorso ciclo-pedonale lungo il Brentella, come ad esempio quello da case Menegon verso Montebelluna o quello dal ponte Mazzocato verso il mulino Tiberio. Si aspettano finanziamenti che non arriveranno mai e probabilmente anche un altro dei principali punti programmatici di questa amministrazione resterà inevaso.

 

La burocrazia “non” è uguale per tutti

All’inizio di questo mandato amministrativo 2014-2019 noi assessori avevamo proposto che le rotonde del comune venissero abbellite gratuitamente con fiori, fontane, alberature ecc. da giardinieri o da altre ditte disponibili, in cambio di una modesta scritta pubblicitaria, come avviene in molti comuni. Ci è stato risposto di no, impossibile, le scritte disturbano la circolazione e sono vietate dal codice stradale, neanche volessimo esporre cartelli pubblicitari giganti, magari con qualche modella seminuda. Adesso, con tutto il rispetto per gli alpini, che non ne hanno colpa, anzi fanno benissimo ad esporre scritte e bandiere, ho visto che alla grande rotonda di Caerano, sopra la bandiera, è stata esposta la considerevole scritta “Benvenuti alpini”. Non mi si dica che la scritta è temporanea, perché il discorso sicurezza o vale sempre o non vale mai. Evidentemente si usano due pesi e due misure, come del resto sta avvenendo da tempo, in particolare nel campo delle associazioni, ad alcune delle quali (Pro Loco, U.C.Caerano, AIDO…) è stato impedito ripetutamente di appendere manifesti, striscioni ecc. in prossimità di rotonde, incroci ed intersezioni stradali.

De Masi dia l’esempio 

Il nuovo guru dei 5 stelle il sociologo De Masi sta diventando famoso con l’idea che saremo costretti, finalmente – dice lui – visto la sua natura di napoletano verace, dalla tecnologia del futuro, a lavorare meno e a dedicarci all’otium latino. Meno lavoro per tutti e più lavoro, di conseguenza, anche per i giovani. Non è un’idea nuova, viaggiava a sinistra anche parecchi anni fa. Bene! Poi scopro che a 79 anni è ancora professore alla Sapienza di Roma. Cominciasse da lui!

W i grillini, salvatori della Patria e dal populismo!?

Ho sentito Bersani che ha nostalgia del suo streaming con i grillini e vorrebbe riprovarci. “I 5 stelle – dice – è il nuovo centro ed ha proposte interessanti che raccolgono grande consenso”. Beato lui che, mentre a Prodi fa paura, vede in Grillo il salvatore della Patria, campione di democrazia, quando Renzi era il campione dell’autoritarismo, dell’uomo solo al comando. Purtroppo lo strabismo è un difetto molto diffuso a sinistra. 
Comunque va bene così, magari con il loro 6 o 8% i bersaniani e la sinistra di Scotto potrebbero aiutare i 5 stelle a governare il paese. Non vedo l’ora di vederli al servizio di Di Maio e Di Battista, a fare finalmente quella politica di sinistra che Renzi non ha fatto. Auguri. 
Potrebbero cominciare dal referendum incostituzionale sull’euro, modificando la costituzione, loro che il 4 dicembre 2016 sono stati, contro il loro partito, tra i difensori più accaniti della nostra carta costituzionale.
Potrebbero continuare con l’uscita dall’euro, tanto queste sono bazzecole rispetto alla riforma della scuola, bocciata dagli insegnanti, come le 5 o 6 precedenti, grazie alla consueta ed ossessiva mobilitazione dei sindacati di base, ma anche degli altri, diventati forze conservatrici, come ha dimostrato tra l’altro la comica e controproducente vicenda dei voucher scatenata dalla CGIL.
Potrebbero continuare con la difesa a prescindere dei NO TAV, degli studenti estremisti di Bologna, contrari ai tornelli in una biblioteca diventata sede di spaccio e di altro, dei tassisti smascherati nel loro corporativismo dalle Jene, degli ambientalisti “talebani” che vogliono bloccare un tupo di gas sotterraneo in Salento, per salvare 200 ulivi, che saranno ripiantati nello stesso luogo, intervento approvato dopo tanti anni di discussioni e con tutti i crismi di legge, lungo migliaia di km e che si dovrebbe fermare in Italia per qualche km sgradito a quattro professionisti del NO a prescindere. Così, mentre Tramp nella pur democratica America, a parte il merito disastroso delle sue politiche, cancella in una notte tutta la legislazione ambientale di Obama, noi perdiamo continuamente anni per iniziare un’opera pubblica e poi decenni per terminarla. La velocità delle scelte, piaccia o non piaccia, è diventata un valore nel fare politica e gestire gli stati, meglio ovviamente quando si accompagna a scelte “positive e giuste”. Ponderare e discutere va bene, ma non all’infinito, e soprattutto non dopo che si sono prese le decisioni democraticamente.
Per inciso, sarebbe anche ora di finirla con i TAR che si contraddicono tra di loro e con un sistema giudiziario inefficiente e spesso inconcludente.
A Gualdo Tadino, in Umbria, hanno perfino resuscitato le regole di una Comunanza del Medioevo per fermare lo sviluppo della ditta Rocchetta, produttrice di acqua minerale, autorizzata da tempo ad un ampliamento della concessione.
Bersani ed i 5 stelle potrebbero continuare con l’estensione del reddito di cittadinanza a tutti, che assicura grandi voti al sud, dove non aspettano altro e l’hanno dimostrato con il voto al referendum costituzionale.
Potrebbero poi approvare la moneta fiscale, ultima proposta dei 5 stelle, che non si capisce bene cosa sia, ma che viene fatta luccicare davanti al popolo beota, come la panacea di tutti i mali.
Potrebbero infine proseguire con l’avvicinamento a Tramp e soprattutto al caro Putin, come stanno facendo Salvini ed i pentastellati, altri campioni di democrazia, rispetto a Renzi, rigustando così il rapporto strategico ed amorevole che i loro avi politici avevano con la Russia sovietica.
Che dire!? Almeno Berlusconi con Putin ci andava a donne e , depurato di Salvini e Meloni, difende l’Europa, alle cui celebrazioni ha partecipato persino Bossi, difende l’euro e sui migranti non ha certo le posizioni estreme e razziste dei leghisti e neppure quelle equivoche, come quasi su tutto il resto, dei grillini.
Strano infine che Bersani, che ha sempre accusato Renzi di voltare al centro, oggi voglia dialogare con quello che identifica e definisce come un nuovo centro. Sono i misteri della politica!

Morte delle primarie?

Ho la vaga sensazione che lo strumento delle primarie, in linea di principio valido e democratico, di cui ci siamo giustamente vantati in questi anni, stia entrando in crisi profonda. A parte le precedenti incursioni, più o meno pilotate e abbastanza limitate, di cinesi o di elettori di altri partiti, che avevano posto il problema di una loro seria regolamentazione, adesso sento Emiliano invitare a votare per lui tutti coloro che vogliono cacciare Renzi, scissionisti di ogni specie ma anche elettori di qualsiasi idea politica, riproponendo la impostazione del referendum costituzionale.
Alla fine le primarie, che dovevano essere un confronto utile su programmi e leader di partito e di coalizione, rischiano di diventare una resa dei conti personale, una sfida all’ O. K. Corral, che accresce i conflitti e lascia solo morti e macerie sulla sua strada. Se poi, invece di parteciparvi, si preferisce andarsene, è forse ancora peggio. Non so se anche questo strumento sia stato figlio del maggioritario ed ora, con il nuovo andazzo o deriva proporzionale, sia destinato a tramontare. Sarebbe un altro passo indietro difficile da digerire, che ti toglierebbe definitivamente la voglia di partecipare. Per intanto, se partecipo, non voto per Emiliano.