Ho sentito Bersani che ha nostalgia del suo streaming con i grillini e vorrebbe riprovarci. “I 5 stelle – dice – è il nuovo centro ed ha proposte interessanti che raccolgono grande consenso”. Beato lui che, mentre a Prodi fa paura, vede in Grillo il salvatore della Patria, campione di democrazia, quando Renzi era il campione dell’autoritarismo, dell’uomo solo al comando. Purtroppo lo strabismo è un difetto molto diffuso a sinistra.
Comunque va bene così, magari con il loro 6 o 8% i bersaniani e la sinistra di Scotto potrebbero aiutare i 5 stelle a governare il paese. Non vedo l’ora di vederli al servizio di Di Maio e Di Battista, a fare finalmente quella politica di sinistra che Renzi non ha fatto. Auguri.
Potrebbero cominciare dal referendum incostituzionale sull’euro, modificando la costituzione, loro che il 4 dicembre 2016 sono stati, contro il loro partito, tra i difensori più accaniti della nostra carta costituzionale.
Potrebbero continuare con l’uscita dall’euro, tanto queste sono bazzecole rispetto alla riforma della scuola, bocciata dagli insegnanti, come le 5 o 6 precedenti, grazie alla consueta ed ossessiva mobilitazione dei sindacati di base, ma anche degli altri, diventati forze conservatrici, come ha dimostrato tra l’altro la comica e controproducente vicenda dei voucher scatenata dalla CGIL.
Potrebbero continuare con la difesa a prescindere dei NO TAV, degli studenti estremisti di Bologna, contrari ai tornelli in una biblioteca diventata sede di spaccio e di altro, dei tassisti smascherati nel loro corporativismo dalle Jene, degli ambientalisti “talebani” che vogliono bloccare un tupo di gas sotterraneo in Salento, per salvare 200 ulivi, che saranno ripiantati nello stesso luogo, intervento approvato dopo tanti anni di discussioni e con tutti i crismi di legge, lungo migliaia di km e che si dovrebbe fermare in Italia per qualche km sgradito a quattro professionisti del NO a prescindere. Così, mentre Tramp nella pur democratica America, a parte il merito disastroso delle sue politiche, cancella in una notte tutta la legislazione ambientale di Obama, noi perdiamo continuamente anni per iniziare un’opera pubblica e poi decenni per terminarla. La velocità delle scelte, piaccia o non piaccia, è diventata un valore nel fare politica e gestire gli stati, meglio ovviamente quando si accompagna a scelte “positive e giuste”. Ponderare e discutere va bene, ma non all’infinito, e soprattutto non dopo che si sono prese le decisioni democraticamente.
Per inciso, sarebbe anche ora di finirla con i TAR che si contraddicono tra di loro e con un sistema giudiziario inefficiente e spesso inconcludente.
A Gualdo Tadino, in Umbria, hanno perfino resuscitato le regole di una Comunanza del Medioevo per fermare lo sviluppo della ditta Rocchetta, produttrice di acqua minerale, autorizzata da tempo ad un ampliamento della concessione.
Bersani ed i 5 stelle potrebbero continuare con l’estensione del reddito di cittadinanza a tutti, che assicura grandi voti al sud, dove non aspettano altro e l’hanno dimostrato con il voto al referendum costituzionale.
Potrebbero poi approvare la moneta fiscale, ultima proposta dei 5 stelle, che non si capisce bene cosa sia, ma che viene fatta luccicare davanti al popolo beota, come la panacea di tutti i mali.
Potrebbero infine proseguire con l’avvicinamento a Tramp e soprattutto al caro Putin, come stanno facendo Salvini ed i pentastellati, altri campioni di democrazia, rispetto a Renzi, rigustando così il rapporto strategico ed amorevole che i loro avi politici avevano con la Russia sovietica.
Che dire!? Almeno Berlusconi con Putin ci andava a donne e , depurato di Salvini e Meloni, difende l’Europa, alle cui celebrazioni ha partecipato persino Bossi, difende l’euro e sui migranti non ha certo le posizioni estreme e razziste dei leghisti e neppure quelle equivoche, come quasi su tutto il resto, dei grillini.
Strano infine che Bersani, che ha sempre accusato Renzi di voltare al centro, oggi voglia dialogare con quello che identifica e definisce come un nuovo centro. Sono i misteri della politica!
Politica locale e nazionale
Morte delle primarie?
Ho la vaga sensazione che lo strumento delle primarie, in linea di principio valido e democratico, di cui ci siamo giustamente vantati in questi anni, stia entrando in crisi profonda. A parte le precedenti incursioni, più o meno pilotate e abbastanza limitate, di cinesi o di elettori di altri partiti, che avevano posto il problema di una loro seria regolamentazione, adesso sento Emiliano invitare a votare per lui tutti coloro che vogliono cacciare Renzi, scissionisti di ogni specie ma anche elettori di qualsiasi idea politica, riproponendo la impostazione del referendum costituzionale.
Alla fine le primarie, che dovevano essere un confronto utile su programmi e leader di partito e di coalizione, rischiano di diventare una resa dei conti personale, una sfida all’ O. K. Corral, che accresce i conflitti e lascia solo morti e macerie sulla sua strada. Se poi, invece di parteciparvi, si preferisce andarsene, è forse ancora peggio. Non so se anche questo strumento sia stato figlio del maggioritario ed ora, con il nuovo andazzo o deriva proporzionale, sia destinato a tramontare. Sarebbe un altro passo indietro difficile da digerire, che ti toglierebbe definitivamente la voglia di partecipare. Per intanto, se partecipo, non voto per Emiliano.
Testamento biologico
Disposizioni generali
- non voglio l’assistenza religiosa
- il mio corpo può essere donato per trapianti
- il mio corpo può essere utilizzato per scopi scientifici e didattici
- il mio corpo sia cremato.
Salviamo il PD
DUP (Documento unico di programmazione) 2017-2019
Legge elettorale
In Italia tutto si piega alle convenienze del momento, istituzionali o politiche che siano, perfino la magistratura e la corte costituzionale. Che senso ha eliminare il doppio turno, che resta nei comuni più grandi (?) e preferire il turno unico che, nei comuni più piccoli, porta spesso a governare maggioranze col 15/20% dei consensi. L’Italicum ha la soglia del 40%, ma è quasi sicuramente irraggiungibile, come se non ci fosse. Il doppio turno, consolidato in Francia, culla della democrazia, garantiva comunque una leggittimazione popolare, anche se in seconda istanza e al limite come scelta “meno peggio” da parte dei cittadini. Tutto questo per non far vincere Grillo? Ma tra Grillo e la ingovernabilità, figlia del vecchio proporzionale, meglio Grillo. Vuol dire che è questo che si merita il caro nostro popolo.
Esiste ancora il Partito Democratico a Caerano?
Il P.D. caeranese nel 2009 aveva 72 iscritti. Due tornate amministrative, con personalismi vari, discriminazioni e divisioni interne hanno disintegrato gradualmente il partito, spaccato al punto che, alle elezioni amministrative del 2014, i suoi residui esponenti ed elettori si sono presentati ed hanno sostenuto liste diverse: Caerano2.com ed Obiettivo comune. La situazione mi appare paradossale, soprattutto di questi tempi in cui si prospettano all’orizzonte successi elettorali di personaggi come Salvini e Grillo, che ci fanno rimpiangere perfino Bossi e Berlusconi. Sono tempi in cui il partito, pur con tutti i suoi errori e divisioni, anche a livello nazionale, ha bisogno di nuove energie e nuovo vigore programmatico e di una partecipazione più consistente e motivata della sua gente. Io ormai sono vecchio, ma sento forte l’esigenza di un riscatto della politica, di fronte all’imperversare del populismo e dell’antipolitica, nei social network e nei media. Occorre ripartire, facendo pulizia ed innovando, senza ripetere gli errori del passato e ricominciando dal basso. Ognuno faccia la sua parte. A Caerano io penso che, per rinascere, il partito abbia bisogno di riacquistare una sua indipendenza ed autonomia rispetto alle due liste in cui si è spaccato, una di maggioranza ed una di opposizione. Torni ad interessarsi dei problemi amministrativi, a prescindere dai suoi rappresentanti “bifronti” (presenti su due fronti) in consiglio comunale, elabori le sue proposte, sviluppi una sua politica locale, oltre che nazionale, mancata in questi anni, e faccia sentire la sua voce. Lo so, il momento è difficile, si è affievolito se non svanito il sogno renziano, ma non bisogna mollare, si punti sui pochi giovani che ancora ci credono, non perdiamo anche loro e si organizzi al più presto una sorta di “assemblea ricostituente” che prepari un futuro migliore. Io ho già dato in passato ma, senza aspirare ovviamente a ruoli improponibili, data l’età da rottamazione, sono disposto a metterci la mia esperienza ed i miei consigli, per quanto possano valere.
Il pannello digitale
Sinistra-sinistra: voto 4 (dicembre)
Complimenti ai sostenitori del no della “Sinistra che più sinistra non si può”, più sinistri dei comunisti, che equivale a dire più a sinistra del niente, perché oggi i comunisti non ci sono più, se non in Cina o in Corea del nord (???), quelli che sanno tutto, che sono contro tutto e tutti, che hanno sempre ragione, più cavillosi dei peggiori avvocati, i benaltristi di professione, che si trastullano con il loro 2/3 % di voti, sicuri di rappresentare il popolo, che invece preferisce di gran lunga Salvini e Grillo, come dimostra questo voto, ossessionati da Renzi e dai poteri forti. Adesso invece governeranno i poteri deboli. Auguri.
Complimenti ai sinistri del PD, che non riuscendo a farlo dentro il partito, nostalgici della loro tramontata egemonia o peggio ancora dei posti perduti, hanno colpito il loro segretario e presidente del consiglio col livore dei loro pugnali, alla CGIL che ormai difende gli operai solo nei CAF, pagata profumatamente, ai tanti giovani partigiani, non dell’ultima ora, ma dell’ultima spiaggia, perfino alleati in questa occasione dei discepoli dei repubblichini, ai vari costituzionalisti e professori tanto bravi a predicare dalle loro cattedre e dai loro scranni, profumatamente pagati come e più della casta che bacchettano quotidianamente.
Adesso? Dimissioni giuste di Renzi e come chiedono legittimamente i vincitori nuove elezioni. Vinceranno Grillo o Salvini? Bene, se lo meritano, sia loro che i nostri sinistri.
Ho spedito realmente questa lettera a Renzi.
Nel caso dell’Italicum, o di una nuova legge elettorale con vincitore sicuro, vincerebbe Grillo?
Benissimo, vuol dire che se lo merita e che se lo meritano gli italiani, in particolare quelli a sinistra che si sono alleati con lui e con Salvini.
Nel caso del Consultellum non vincerebbe nessuno? Benissimo, faremo la fine della Spagna o della Germania: grande coalizione tra un centrosinistra moderato ed un centrodestra moderato oppure un governo Grillo Salvini, sempre con grande soddisfazione delle varie sinistre “contro” di questo paese.
Perché NO? Mettiamoli alla prova! Abbiamo provato Berlusconi per vent’anni, adesso proviamo anche questi.
L’importante, purtroppo, è fare fuori sempre i nostri leader, perché non appartengono alla sinistra parolaia, ma pura e immacolata.
Prodi poi tornò a vincere nel 2006! Non si sa mai. Tieni duro!