Nove mesi per “partorire” un assessore

19 settembre 2016.
NOVE MESI PER NOMINARE UN ASSESSORE!
Io ho dato le dimissioni il primo gennaio 2016, ma le avevo annunciate ancora due mesi prima. Per oltre 9 mesi il mio sostituto, in un assessorato importante e strategico in ogni comune, non è stato nominato, senza che i componenti di Caerano2.com avessero qualcosa da dire!!! Adesso, finalmente!, è stato nominato Giacomo Trinca ai lavori pubblici, al patrimonio ed alle partecipate. Intanto il 7 ottobre ha rassegnato le dimissioni anche Laura Tessaro, assessore al bilancio, altro ruolo importante, sostituita da Maria Teresa Guolo, che ha ricevuto le deleghe anche per l’urbanistica e l’edilizia privata. E’ il segno di un malessere diffuso dentro questa amministrazione, che è tenuta in piedi solo dalla speranza che vada in porto il piano di riconversione dell’area San Remo. In pratica è fallito il progetto di Caerano2.com che si fondava sulla alleanza tra una parte della vecchia giunta di Angelo Ceccato ed un’altra parte della sinistra caeranese. Quella sinistra che, dopo le elezioni amministrative del 2009, era stata emarginata da alcuni componenti della squadra di Caerano.com, che avevano voluto sconfessare impegni ed accordi politici ben precisi. Speriamo che si prenda atto di questa situazione e che qualcosa cambi.
 
I PROFUGHI A CAERANO
Caerano ospita alcuni profughi, in carico alla Cooperativa “Una casa per l’uomo”, che li ospita in una abitazione in località Cristo, avendo partecipato ad un bando risalente a circa tre anni fa. Il Comune non centra assolutamente. La situazione dei profughi è sempre più problematica, per il loro numero crescente e perchè i prefetti non riescono, soprattutto in alcune province, a distribuirli tra i comuni, una volta che li accolgono in base a precisi criteri di equa distribuzione sul territorio nazionale. In provincia di Treviso a rifiutare i profughi sono quasi tutti i comuni amministrati dalla Lega Nord, ma non solo. Se non vengono distribuiti, ai prefetti non resta che raggrupparli in alcuni comuni, con le conseguenze che abbiamo visto a Quinto e a Fonte, dove la gente si è giustamente ribellata. Mi chiedo perchè Caerano, amministrato dal centrosinistra, non abbia mai accolto e gestito in proprio una quota di profughi, visto che a villa Benzi ci sono diversi alloggi liberi ed abbandonati, con inevitabile degrado e danno erariale per il comune. In provincia di Treviso, alcuni mesi fa, una decina di comuni di centrosinistra hanno aderito in gruppo (capofila Treviso) al bando S.P.R.A.R. che prevede una gestione diretta dei profughi da parte degli enti locali, in cambio di cospicui finanziamenti utilizzabili sia per i profughi che per altri interventi sociali. Se la identità ed i valori del centrosinistra non si manifestano e si concretizzano in queste occasioni, quando pensiamo di recuperare spessore e credibilità politica? E’ un po’ come succede con Papa Francesco che invita tutte le parrocchie ad accogliere i migranti ma nessuno lo ascolta. Come sempre tra le parole ed i fatti regna solo l’ipocrisia.
 
CAERANO SI COLORA
Dopo la felice iniziativa di far dipingere le pensiline delle corriere da Diego Montagner sono stati finalmente sostituiti i vecchi e logori giochi per bambini nei parchi pubblici con nuove e coloratissime attrezzature ludiche. Nel grigiore generale un po’ di colore non guasta!
 
GRUPPO CAERANO VERDE
Una lodevole iniziativa di questa amministrazione, il cui merito va in particolare a Simone Botti, a Lanfossi Daniele e a Tirzia Perin, oltre a tutti i volontari che sono stati coinvolti, è quella del Gruppo Caerano verde che si dedica a tagliare periodicamente l’erba nei parchi dove ci sono giochi per bambini. E’ un ottimo esempio di volontariato civile, a servizio del comune e quindi di tutti i cittadini, impegno che un tempo era confinato solo alle strutture ed esigenze parrocchiali. Probabilmente un tempo i comuni erano ricchi e non ne avevano bisogno, ma oggi, con la crisi delle risorse comunali e la sempre maggiore difficoltà a garantire i servizi del passato, iniziative come questa andrebbero pensate e realizzate anche in altri settori.
 
UNA SCELTA CHE HA PAGATO
Credo di esserne stato il principale fautore, ricevendo anche alcune inevitabili critiche gratuite, ma la scelta di individuare i componenti del Consiglio direttivo della Fondazione di Villa Benzi attraverso l’esame di curricoli di cittadini, presentati da parte di tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale, sia stata positiva. Mi sembra cambiato lo spirito che aleggiava in passato sulle iniziative dell’importante ente culturale caeranese. Quando lo monopolizzava la destra veniva “boicottato” dalla sinistra, e viceversa, con il risultato che c’erano sempre infinite polemiche. Mi sembra che adesso, con alcune ultime iniziative e collaborazioni, anche delle forze di opposizione, il clima sia molto migliorato, nell’interesse della cultura e del paese.
 
STATO DEGLI IMMOBILI COMUNALI
E’ passato più di un anno da quando l’ing. Bonora Dario ha completato lo studio sullo stato degli edifici pubblici comunali che, evidentemente, come la quasi totalità degli edifici pubblici italiani, sono fuori norma da un punto di vista sismico. Lo studio classifica gli edifici secondo i diversi gradi di rischio sismico, fornendo anche indicazioni sugli interventi necessari e sui relativi costi per la messa a norma. Malgrado le diverse richieste delle opposizioni lo studio è rimasto finora nei cassetti del Comune, a disposizione dei consiglieri comunali, ma non è mai stato oggetto di un serio e doveroso confronto in commissione lavori pubblici, in sede di capigruppo o in Consiglio comunale. Sembra per non creare allarmismi, ma io credo che se fossi il genitore di un bambino che va a scuola, gradirei sapere i rischi che corre mio figlio e le intenzioni della mia amministrazione comunale. Penso che mi incazzerei molto, e giustamente, se dovesse succedere una catastrofe ed io fossi stato tenuto all’oscuro di tutto.
In attesa dell’auspicabile e trasparente confronto la giunta ha deciso, nel frattempo, di intervenire nella scuola media con uno studio preliminare specifico, per il quale sono stati previsti circa 23.000 euro di spesa.
Per approfondire questo tema andare alla pagina Articoli ed opinioni.

 

 

 

 

 

 

Dichiarazione di voto

Il fallimento della sinistra 

Premetto che considero Matteo Renzi un toscanaccio svelto di parola, in parte antipatico, sicuramente sbruffoncello ed abbastanza presuntuoso. Tuttavia è diventato segretario del PD democraticamente e capo del governo rispettando lo statuto del partito e ne ha rinnovato, almeno in parte, la classe dirigente, con tutti i rischi del caso (impreparazione, inesperienza ecc. ma anche entusiasmo e voglia di fare, rispetto ai tempi spesso estenuanti della vecchia politica).
Renzi appare oggi aver consumato gran parte degli entusiasmi e della fiducia che lo aveva proiettato oltre il 40% dei consensi, stritolato dagli errori commessi e da un sistema politico-mediatico invadente ed onnipresente che sembra avere in Italia non tanto lo scopo di incalzare i governi a fare bene e a tirare le somme alla fine delle legislature quanto piuttosto quello di farli cadere prima dei 5 anni canonici, un po’ come accadeva nella prima Repubblica.
Dopo anni di antiberlusconismo, che ha fatto male alla sinistra quanto alla destra, ma soprattutto al paese, ora siamo caduti nell’antirenzismo, con un’acredine ed una volgarità sempre peggiori, alimentate dai social dove si fa spesso a gara a chi si spinge più in la, oltre ogni decenza. La politica è caduta sempre più in basso e dopo Bossi, Berlusconi, Borghezio, Sgarbi ecc. ora dobbiamo sorbirci Salvini, Grillo e altri, senza più rispetto reciproco e dei diversi ruoli politici ed istituzionali.
La gente, aizzata dagli infiniti ed ormai nauseanti talk show, si è sempre più allontanata dalla politica, che ovviamente ne ha messo molto del suo, sia destra che sinistra, ed ormai si affida a qualsiasi imbonitore o addirittura comico che si presenti oppure appaia come qualcosa di nuovo o di “onesto”, magari pompato da qualche giornalista o da qualche giornale “sempre contro” ed a caccia di nuovi lettori (vedi Travaglio ed il Fatto quotidiano).
L’ accanimento contro Renzi adesso lo esercita la destra, e la cosa non sorprende. Quello che sorprende è l’atteggiamento della sinistra del PD, una sinistra in gran parte erede del vecchio PCI, costretta per la prima volta da Renzi a non essere maggioranza ed egemone dentro il partito.
E’ una sinistra alla quale non va bene nessuna riforma che non sia la sua, nella migliore tradizione di una certa sinistra italiana, sempre pronta a frantumarsi ed a dividersi in nome della purezza ideologica o del cambiamento diverso ed inferiore alle sue aspettative. Peccato che spesso le riforme, per passare in parlamento, debbano essere frutto di mediazione all’interno degli stessi partiti e delle coalizioni e quindi necessariamente frutto di infinite mediazioni.
Di conseguenza, secondo me, le riforme non vanno valutate per un irragiungibile assetto ideale e condiviso, ma per quanto riescono a cambiare in meglio rispetto alla situazione precedente.
A mio parere l’antipatico Renzi di cose ne ha fatte parecchie. Intanto è riuscito a portare il PD dentro il socialismo europeo, cosa non riuscita ai suoi predecessori. Poi ha fatto diverse riforme, tutte discusse nel partito, cambiate, mediate con gli alleati e poi in parlamento, quasi sempre con ulteriori modifiche, salvo i casi di ostruzionismo con milioni di emendamenti.
Non intendo qui elencarle tutte, ma basta andare nel sito “governo.it” e scaricare il file “30 mesi di governo Renzi” per vedere le slide dei dati macroeconomici e le riforme fatte. Sicuramente potevano essere più numerose e migliori e l’Italia ha ancora tanta strada da fare, per allinearsi ai più avanzati paesi europei, ma credo che molte di esse abbiano prodotto comunque dei risultati, almeno quelli possibili in questo contesto economico europeo e mondiale e con un governo di coalizione abbastanza precaria e sempre a rischio in Senato.