Insegnamenti dalla pandemia

Cosa stiamo imparando da questa pandemia? O almeno cosa sto imparando io? Che la sanità italiana deve essere pubblica (a garanzia che sia uguale per tutti) ed adeguatamente finanziata, ponendo fine alle ambiguità ed ai favori concessi a quella privata. Che esista va bene, ma senza ammiccamenti e favori. Tornare alla riforma Bindi: i medici dovrebbero scegliere tra pubblico e privato e basta. Che l’autonomia, visti i conflitti emersi tra governo e regioni, con queste ultime in contraddizione anche tra di loro, va concessa a tutte in maniera uniforme e limitata, escludendo sanità, scuola e tutto ciò che è strategico per il Paese e che va garantito a tutti gli italiani in modo ugualitario. Che l’evasione fiscale e il lavoro in nero sono un danno enorme per il Paese. Vanno combattuti in ogni modo. Perché non assegnare allo Stato centrale tutte le tasse dei dipendenti pubblici e privati (soldi sicuri, trattenuti alla fonte) con cui finanziare sanità, scuola, esercito ecc. (tutto ciò che è strategico). Per il resto ogni regione si arrangi investendo province e comuni nel controllo e nella riscossione delle tasse, per stanare più facilmente gli evasori (una volta in ogni comune c’era una commissione tributaria e venivano pubblicate le denunce dei redditi dei cittadini). Che in Italia, pur senza generalizzare, ci sono molti cittadini che figurano come poveri e che dal loro lavoro sembra non mettano da parte niente che gli possa aiutare a sopravvivere per qualche mese, per cui lo Stato deve aiutare, oltre ai probabili milioni di poveri veri, anche tanti “nuovi sorprendenti poveri” che battono cassa, spesso urlando e sbraitando. Del resto mungere lo Stato è sempre stato uno sport nazionale Che ci sono molti italiani che denunciano solo una parte del loro reddito, ma che poi pretenderebbero di essere ristorati anche per la parte nera che non denunciano. Che ci sono molti lavoratori in nero che in occasioni come queste restano fregati, a meno che non percepiscano un reddito di cittadinanza truffaldino. Che ci sono in giro tanti italiani, tutti noi ne conosciamo qualcuno, che hanno chiesto e ricevuto i ristori pur non avendone bisogno ed avendo conti correnti sostanziosi o altri redditi da beni immobiliari, titoli finanziari ecc. diversi da quelli provenienti dal loro lavoro. Che ci sono in giro sindacati irresponsabili, come quelli degli statali, per niente penalizzati dalla pandemia, che scioperano in questo momento perché il governo ha stanziato pochi soldi per i rinnovi contrattuali, o come quelli della scuola che si oppongono ai doppi turni che avrebbero evitato il caos dei trasporti e l’insegnamento a distanza. Che abbiamo una classe politica scadente, con una maggioranza che si divide continuamente e con un’opposizione irresponsabile che rema sempre contro, sobillando la gente invece che collaborare ad uscire dalla grave crisi crisi che stiamo vivendo Che ci sono in giro un sacco di imbecilli e cretini, che negano nei fatti e prima di tutto la loro intelligenza, che seminano notizie false, che credono ai complotti e che si bevono le cretinate dei vari Sgarbi, Porro, Giordano ecc. e di soggetti come loro, pronti a tutto pur di mettersi in mostra e guadagnare cifre enormi in TV a danno e a burla anche dei poveretti che li seguono e li apprezzano. Che gli scienziati non sono tutti uguali, che hanno idee diverse e che sono sensibili anche loro alle sirene mediatiche, con alcuni di essi che meschinamente fanno prevalere le loro idee politiche sui dati scientifici, pur di fare audience e compiacere i loro amici o finanziatori politici Che la stampa, molti commentatori, anche alcuni “miti” della sinistra, come Massimo Cacciari, molti talk show televisivi ecc. stanno stressando, per fortuna, tanti italiani con le loro trasmissioni e presenze ossessive, alla ricerca continua di quello che non va, con la supponenza e l’arroganza di chi crede di sapere tutto, senza mai proporre soluzioni vere, praticabili, alternative e senza mai il coraggio di incalzare e bastonare il politico di turno che dice impunemente cazzate o cose non vere. Che in Italia paghiamo anni di malgoverno, sia di destra che di sinistra, di riforme non fatte, di controriforme, di servizi statali inefficienti, di infrastrutture fatiscenti, di burocrazia endemica (con carte, pratiche e tempi lunghissimi) ecc. che ostacolano la crescita del Paese. Che abbiamo una giustizia schizofrenica, in particolare quella dei TAR, che si contraddicono tra loro, a seconda della zona in cui operano, ma anche quella generale, che spesso blocca iniziative, lavori pubblici ecc. inquisendo troppo facilmente sindaci , amministratori, uomini politici ecc., molti dei quali vengono poi assolti dopo anni di linciaggio mediatico e dopo la fine di ogni carriera sia lavorativa che politica (Vedi ad esempio il caso di Bassolino, sindaco di Napoli e poi presidente della Campania, assolto da tutte le accuse dopo… 19 anni). Che abbiamo una classe industriale, salvo limitate eccezioni, alla Del Vecchio, che si lamenta sempre e che chiede continuamente risorse allo Stato, privilegiando esclusivamente i propri interessi, fino a spingere per ritardare il lockdown, come è successo a febbraio, in Lombardia. Che l’Europa può essere diversa, come sta avvenendo, ma non l’Europa che vogliono Ungheria e Polonia, gli amici di Salvini e Meloni, che limita i diritti civili, che prende più soldi di quello che versa e che si prende le nostre aziende, tassandole meno e pagando meno i lavoratori. Che è ora di tassare le grandi multinazionali dell’e-commerce e dell’economia digitale, controllando e garantendo, dove necessario, anche i diritti dei loro dipendenti. Che non si possono più tollerare le notizie false e gli imbecilli del Web ricorrendo a sanzioni, come per chi fa apologia del nazismo e fascismo e per chi usa la violenza negli stadi o nelle piazze. Che gli anziani sono la memoria del Paese e che vanno tutelati e non abbandonati, anche da chi lo fa costantemente, salvo poi stracciarsi le vesti se si bloccano le visite ai nonni o ai genitori a Natale. Potrei continuare, ma forse è inutile, anche perché ho il dubbio che più che imparando, gli italiani stiano solo constatando (e non tutti , mancando molti degli strumenti critici o dell’onestà intellettuale per farlo) le cose che non vanno e che alla fine non ne usciremo migliori e non riusciremo a cambiare questo Paese.

Senso di responsabilità o inciucio?

Una volta si chiamava senso di responsabilità e lo praticavano partiti che avevano una statura politica e civile di grande spessore, passata attraverso il filtro della guerra, anche del carcere o dell’esilio, della Resistenza, della preparazione culturale. Quando il paese si trovava in seria difficoltà, come ai tempi della prima crisi petrolifera mondiale o del terrorismo, anche le forze politiche di opposizione facevano quadrato e collaboravano a risolvere i problemi. Basti ricordare il termine austerity, coniato da Berlinguer per collaborare e salvare l’Italia nel 1973 o la decisa lotta alle Brigate Rosse di tutto il paese, con il PCI in prima linea, sempre negli anni 70. Oggi, con il paese in piena pandemia, che sta seminando morti in tutto il pianeta, appena un partito politico di opposizione manifesta una chiara propensione al dialogo ed alla collaborazione responsabile con la maggioranza, torna di moda la parola “inciucio”, pronunciata da figure veramente scialbe e paragonabili a Togliatti, De Gasperi, Moro, Fanfani, Berlinguer, Almirante ecc. come un lombrico ad una farfalla, uno sciacallo ad un leone. La parola “inciucio” pronunciata in questo momento di crisi sanitaria dalla Meloni, con la bocca a cul di gallina, o bavosamente da Salvini, mi sembrano veramente il segno di una grave decadenza della politica italiana e di certi suoi partiti in particolare che antepongono gli interessi elettorali, la sobillazione della pancia peggiore del paese, la mancanza di cultura civile e di senso dello Stato alla razionalità, all’unità di intenti, almeno una tantum, al bene di questa nostra martoriata Italia. Quello che non sta succedendo in tutti gli altri paesi europei e civili e che ascrive, almeno questa volta, Berlusconi tra il gruppo dei meno peggio nell’odierno quadro politico italiano. Speriamo che questo suo atteggiamento sia di buon auspicio e che il suo prossimo passo sia quello di escludere dall’informazione di Mediaset i soggetti più forcaioli ed estremisti (Porro, Giordano, Sgarbi e compagnia), per contribuire a creare in Italia una destra liberale meno populista e sovranista, meno arrabbiata e più moderata, più seria e non machiettistica, com’è quella che domina oggi quell’area politica. Prospettiva che Berlusconi finora non ha saputo o voluto interpretare e perseguire fino in fondo. Ma forse oggi è troppo vecchio e troppo scarso di consensi per farlo.

COVID: aggiornamento del Sindaco

Buonasera concittadini, i dati che mi arrivano oggi sulla questione COVID-19 per Caerano vedono 16 persone negativizzate e 3 nuovi casi rispetto a sabato, pertanto a oggi abbiamo 70 casi positivi al CORONAVIRUS dei quali 5 ricoverati. Vedere la curva dei contagiati in calo mi fa ben sperare, questo però non deve indurci ad abbassare la guardia ma continuare nell’atteggiamento di prestate molta attenzione, di usate sempre la mascherina quando siete in giro, igienizzatevi spesso le mani, mantenete la distanza di sicurezza quando incontrate altre persone.
Vi informo che il mercato settimanale di mercoledì si svolgerà come di consueto, rispettando i protocolli dell’ordinanza regionale che prevede la perimetrazione dell’area mercato separando gli ingressi e le uscite, per le persone che lo frequenteranno sarà obbligatorio l’uso della mascherina, igienizzazione delle mani, il mantenimento delle distanze di sicurezza e comunque in ogni caso evitare gli assembramenti.
Il Sindaco Gianni Precoma

Autonomia o… caos?

Sembra accertato che due siano i settori giunti oggi impreparati alla seconda ondata del virus: sanità e trasporti. Guarda caso sono due settori di competenza regionale, ma la colpa è sempre del governo.
I “governatori”rivendicano più autonomia, ma dove ce l’hanno girano a vuoto, scaricano le loro responsabilità sul governo e criticano ogni scelta, a volte in modo contrapposto, per farsi belli davanti ai loro elettori. Troppo comodo! Figurarsi cosa sarebbe successo se dipendesse da loro anche la scuola, come pretenderebbero alcuni governatori, magari incapaci di usare bene i verbi.
La propagazione attuale del virus sembra sia dovuta a due fattori principali: assembramenti e trasporti. I primi li abbiamo favoriti durante l’estate con le discoteche aperte dalle regioni, non dallo Stato, con la movida irresponsabile di moltissimi italiani più o meno giovani e con atteggiamenti di politici, personaggi e scienziati di centrodestra che sostenevano la scomparsa del virus e che se ne fregavano delle mascherine e delle regole di distanziamento. I trasporti sono ora il problema principale, più ancora degli assembramenti, ed è qui che bisognava intervenire. Come? Non potendo eliminare gli spostamenti di scolari e lavoratori, ridotti in parte con orari diluiti e lavoro a domicilio, si è cercato di ridurre altri assembramenti in autobus e metro, con chiusure dolorose ma meno “pericolose”. E’ chiaro che ogni settore colpito: bar, ristoranti, pizzerie, palestre, piscine, cinema, teatri ecc. hanno in sé ragione. Non è lì che avvengono i contagi. Ma per andarci, soprattutto nelle città, si usano autobus e metro e quindi si favorirebbero altri movimenti ed intasamenti oltre a quelli irrinunciabili per scuola e lavoro.
E’ un grande sacrificio, che va senz’altro compensato subito e bene, con soldi pubblici. Qualcuno ha proposto di bloccare gli stipendi dei lavoratori dipendenti e pensionati che non ci rimettono in questa fase. È una stupidaggine.
Primo perché spenderebbero meno ad ulteriore danno dell’economia già in crisi e poi per un altro motivo.
Tutti i soldi che lo Stato sta impiegando per ristorare tutti coloro che sono in forte crisi per la pandemia, quelli indispensabili per compensare la giusta tregua fiscale concessa ad imprese, professionisti ecc. ed i soldi che lo Stato sta utilizzando per attrezzature e misure sanitarie vengono dalle tasse dei cittadini e quindi, soprattutto in questo momento, da quelle dei lavoratori dipendenti e pensionati, che le pagano alla fonte e che quindi stanno già dando tanto… tra l’altro da molti anni, visto lo spessore dell’evasione fiscale nel nostro paese. Ultima cosa sulla didattica a distanza. Per evitarla non serve il governo, secondo me bastano organi collegiali e Comuni e Regioni, per i trasporti, che organizzino doppi turni. Ma anche qui meglio non impegnarsi, per gli enti periferici, pur intrisi di voglie autonomiste di comodo, salvo poi criticare il governo. Viva quindi l’Italia e l’autonomia regionale, provinciale e comunale…!

I grandi cervelli di casa nostra

Ma vi rendete conto! Viviamo in un paese straordinario e fortunato, che annovera tra i suoi abitanti due cervelli eccelsi, il cui acume lo si nota anche somaticamente, nei loro visi perspicaci e nello sguardo intelligente, che vediamo spessissimo in TV. Il bello è che questi grandi cervelli, Salvini e Meloni, li abbiamo solo noi, in esclusiva mondiale.Tutti i più avanzati e importanti paesi europei, con governi sia di destra che di sinistra, chiudono tutto, vanno in lockdown prima di noi, ma i nostri due luminari continuano a criticare aspramente Conte ed i suoi ministri. Non hanno fatto niente, hanno sbagliato tutto. Li definiscono incapaci o anche peggio, come se in Europa qualcuno avesse fatto meglio. Ne consegue che anche Merkel, Macron, Johnson, Sanchez, Kurz ecc. sono degli emeriti imbecilli di fronte alla acutezza dei nostri due baldi personaggi. Ma non solo sono intelligenti, sono anche… furbi, aspettano che il governo decida qualcosa e poi giù critiche. Chiedono e incentivano tutte le libertà possibili in estate e poi, quando il virus ritorna e il governo è costretto a limitare aperture e movimenti fomentano e cavalcano le proteste, sempre in cerca di voti. E i voti li prendono anche perché oggi in Italia non importa fare, importa criticare, sport preferito da tutti i giornali, i talk show, le varie corporazioni di questo paese e i tanti imbecilli del web. Tutti incapaci in Europa e nel mondo, tranne loro, i nostri due scienziati onnisapienti, eccellenze mentali che sanno sempre cosa andava fatto… e che loro l’avevano detto, neanche fossero Cacciari. È un vero peccato non avere visto all’opera proprio loro due in questo periodo pandemico, sono sicuro che adesso saremmo tutti liberi, belli e sani, con le discoteche aperte, teatri e cinema in funzione, trasporti raddoppiati e sicuri, ospedali vuoti ecc. ecc. Teniamoceli stretti e facciamo in modo che alla prossima pandemia al governo ci siano Salvini e Meloni, due cervelli incommensurabili, studiati, pratici, esperti di tutto, lavoratori indefessi, politici sempre presenti in parlamento, un vero esempio per tutti noi e un grande onore per questa nostra patria gloriosa. Per un Trump che se ne va noi avremo un Salvini ed una Meloni al governo. Cosa vogliamo di più!

Perfino Salvini e Meloni s’interessano di scuola! Il che è tutto dire!

Si avvicina la data di riapertura delle scuole. Improvvisamente su tutti i giornali, i talk sow, negli interventi dei politici, dei sindacati e di tanta altra gente che non si è mai occupata seriamente di scuola, questa preziosa istituzione è diventata il problema dei problemi.
Purtroppo, ancora una volta si affronta la questione scuola occasionalmente, senza una visione prospettica e rivolta al futuro, dopo anni di sottovalutazione e di crisi profonda del sistema istruzione in Italia. L’inquinamento del momento politico, con la pandemia e le imminenti elezioni regionali, butta tutto in “vacca”, e ci si scontra continuamente e pervicacemente su mascherine, distanze, misurazione della temperatura, banchi con le rotelle, trasporti, data d’inizio delle lezioni, test sierologici, rischi dei docenti… Il tutto corredato da vergognose strumentalizzazioni politiche, con una maggioranza divisa, come quasi sempre, e con un’opposizione impegnata ossessivamente in un lavoro distruttivo e diffamatorio, degno di una repubblica delle banane (con profondo rispetto per le banane!). Appena ieri, ad esempio, ho sentito i due principali “maramaldi” dell’opposizione attaccare pesantemente la ministra Azzolina sulla questione delle rotelle, che oggi sui primi banchi consegnati a Codogno, Alzano e Nembro non ci sono proprio. Pretesti deprimenti di personaggi che forse scarseggiano, proprio loro, di “rotelle”.
Invece di dire, tutti: “Partiamo da questa emergenza, che affrontiamo insieme costruttivamente, e progettiamo insieme il futuro sistema scuola con visione pluriennale, ripensando agli edifici e alle aule, agli spazi comuni (cortili, mense…), al numero di alunni per classe, al numero degli insegnanti, alla preparazione di tutti ( docenti, alunni…) ad affrontare altri, eventuali ed inevitabili periodi di insegnamento a distanza, a potenziare pedibus e piste ciclabili per facilitare l’andata-ritorno degli alunni a scuola, senza intasare i trasporti pubblici, a pagare più degnamente gli operatori scolastici ecc. prevale la critica di tutto e di tutti, in una deleteria gara tra partiti e partitini, tra Stato e Regioni, tra ministra e sindacati, con tutti i media che soffiano sul fuoco, alcuni per supponenza, altri per viscerale malafede, alimentando insicurezza e paure, favorendo pure atteggiamenti del tutto deprecabili, come quello ultimo dell’ipotetico e possibile forfait di molti insegnanti a fare i test sierologici o addirittura a rientrare in servizio, dandosi ammalati.
Mi rifiuto di crederci, ma se fosse così, se questa meritoria categoria non dimostrasse (anche solo in una sua parte) la stessa abnegazione e spirito di servizio e sacrificio di quasi tutti i medici ed infermieri, durante i picchi pandemici, vorrebbe dire che questo paese è proprio alla fine della sua storia civile. Se accadesse, andrebbero licenziati in tronco, loro e gli eventuali medici compiacenti, sfidando le loro corporazioni, perchè sarebbe inaccettabile che venisse compromessa la credibilità di una classe docente che, avendola ben conosciuta durante la mia carriera professionale, merita, in generale, stima e fiducia e che, anche nel periodo di lockdown, ha lavorato, nella sua maggioranza, con grande dedizione ed impegno.
La scuola, dopo le ultime sei/sette riforme tentate e tutte abortite, con rimpalli tra destra e sinistra, dovrebbe finalmente cambiare in maniera condivisa, essere al centro dell’Italia del futuro, ovviare a tutto quello di negativo che è successo negli ultimi anni, interrogandosi anche sui suoi risultati, relativamente alla crescita culturale e civile del popolo italiano. “Come è possibile – bisognerebbe domandarsi – che, dopo decenni e decenni di scuola unica obbligatoria, in cui un sacco di presidi e docenti ecc. si sono impegnati per trasmettere agli italiani valori come il rispetto per la Costituzione e le istituzioni, il senso civico, l’uguaglianza tra tutti, la solidarietà, l’onestà… ci siano nel nostro paese sacche di ignoranza sempre maggiori, scandalose ed impunite violenze verbali nei social, delinquenza spavalda e diffusa, egoismi corporativi, moltissimi furbi che non pagano le tasse, disuguaglianze sociali non solo sopportate, ma favorite ed ostentate, una classe politica autoreferenziale e che ha raggiunto, soprattutto in certi soggetti, un osceno e preoccupante squallore politico ed in altri una vocazione a distinguersi sempre, a sopravvivere in rivoli che non garantiscono rappresentanza di ceti popolari, ma solo di interessi personali, di carriera e privilegi insopportabili.
O si esce da questa fase difficile con coraggio ed un balzo condiviso in avanti, verso il futuro, o questo nostro paese continuerà a vivere di piccolo cabotaggio, irriformabile, sprecando le sue grandi risorse ed alimentando sempre più il distacco ed il livore popolare, l’anti-politica ed il populismo imperante, sintomi pericolosi, coniugati con ignoranza e scarso senso civico, di una miscela deleteria che ha già inguaiato l’Italia in altre epoche storiche e che continua a spandere i suoi miasmi nel profondo recondito (non più tanto) della nostra società.

Scuola 2020

Perfino sulla scuola si abbatte la clava dell’ignoranza e della strumentalizzazione politica.
Premesso che Salvini e Meloni mi sembrano i meno adatti a parlare di scuola e di educazione, il primo per le sue frequentazioni di ultras violenti, per le sue discutibili performance al Papeete e per la sua ossessione contro i più disgraziati del mondo, la seconda per i suoi modi da urlatrice “venosa”, mi pare che sulla scuola e sul suo funzionamento abbiano delle grandi responsabilità, pari se non superiori a quelle di tanti altri uomini politici di ogni schieramento che, salvo rare eccezioni, l’hanno sempre trascurata in passato.
Oggi molti politici destrorsi, ma anche tanta stampa “neutrale”, si lamentano per la mancanza di insegnanti.
Io sono vissuto nella scuola fin dal 1972 e mi ricordo che allora insegnavano molti studenti universitari, senza alcun titolo, me compreso, o c’erano addirittura avvocati che insegnavano lettere.
Poi non c’è stato anno, fino all’anno scorso, che non ci fossero cattedre scoperte all’inizio, anche per diverse settimane, un sacco di precari, pochissimi insegnanti di sostegno ecc.
A proposito di questi ultimi, quando era stato assegnato il compito alle Università, qualche anno fa, di gestire dei corsi di specializzazione per insegnanti di sostegno, gli Atenei si sono rifiutati di farli, hanno creato un sacco di difficoltà ed ancora oggi gli insegnanti esperti di sostegno sono pochissimi. Questa è l’Italia!
La mancanza di insegnanti, all’inizio di ogni anno, e di insegnanti di ruolo dipende poi da tanti altri fattori: poco personale e ferie estive degli amministrativi degli Uffici Scolastici Provinciali, ricorsi a prescindere, sempre e comunque, di sindacati e sindacatini vari contro graduatorie e concorsi, insegnanti che rifiutano il posto o si danno malati perché costretti a trasferirsi di regione o a restare fuori sede per 5 anni, eccessi nell’utilizzo della legge 104, in certe regioni, distacchi sindacali ecc.
E’ il bello della burocrazia di un paese in cui tutti accampano diritti, pretendono, fanno le pulci a tutto, ma peccano sul fronte dell’impegno e dei doveri. Anche questo è l’Italia!
Oggi con la pandemia e la necessità di avere più insegnanti il fenomeno della loro carenza iniziale si sta ripetendo, ovviamente. Ma gli altri anni della scuola a certi politici importava poco o niente, oggi la cagnara è grande perché si sfruttano tutte le difficoltà del momento pandemico per cercare di far cadere il governo, soprattutto adesso che ci sono da gestire i moltissimi miliardi che la tanto vituperata Europa (da Salvini e Meloni) sta elargendo all’Italia.
Ma questi due signori della destra populista dovrebbero solo stare zitti.
Infatti sono o non sono stati complici della riforma Gelmini, di qualche anno fa, che ha cercato di ritornare alla maestra unica?
Senza quella “controriforma” oggi ci sarebbero molti più insegnanti a disposizione, che potrebbero tappare i soliti buchi temporanei e gestire meglio la situazione eccezionale del Covid-19.
Tra l’altro quella riforma ha costretto tanti insegnanti di scuola primaria, che prima potevano specializzarsi in musica, educazione fisica, educazione artistica ecc. a tornare ad essere esperti di tutto, quasi impossibile, con la conseguenza che oggi molte scuole ricorrono a specialisti esterni, ad esempio di musica e psicomitricità, pagati ovviamente dai genitori.
La stessa cosa è successa nella scuola media, dove sono stati boicottati il tempo pieno ed il tempo prolungato, eliminando molte ore a disposizione, degli insegnanti, che ora avrebbero fatto comodo, in un inizio travagliato di anno scolastico, per evitare orari ridotti e ritardo nell’avviamento di rientri e tempi pieni. Limiti cronici, che si verificano comunque ogni anno, da diversi decenni.
Seconda questione, veramente misera, agitata da questi acidi “professoroni di critica distruttiva”: quella dei banchi con le rotelle. Premesso che le scuole, su invito del Ministero, hanno chiesto circa 2 milioni e mezzo di banchi nuovi e singoli (in molte scuole i banchi erano comunque malandati e vecchi) e che, tra questi, ne sono stati richiesti solo 400.000 con le rotelle, non vedo lo scandalo e le beffe di qualche giornalista “buffone” che, in diretta TV, scimmiotta un bambino che scorrazza in un’aula con il suo banco mobile. I banchi con le rotelle sono facilmente manovrabili anche dai ragazzi più piccoli che possono disporli in tanti modi per lavorare in gruppi didattici, senza bisogno delle maestre o dei bidelli. Si può obiettare sulla loro grandezza o sul fatto che le rotelle dovrebbero essere bloccabili, ma non vedo motivo per una cagnara solo “politica” sollevata tanto per dare contro al governo. Da notare poi che le suppellettili come gli interventi edilizi nelle scuola dovrebbero essere a carico di Province e Comuni ed invece è intervenuto lo Stato, e questo Governo.
Invece di riconoscere questo sforzo economico immane, ci si concentra su qualche ritardo, del resto inevitabile visto le regole italiane su bandi, gare ecc.. Squallido!
Anche il Presidente della Liguria Toti ha subito diffuso la foto di una classe con i bambini in ginocchio che lavorano su delle sedie. Scandalo, subito strumentalizzato politicamente. E’ chiaro che in tutte le scuole non saranno arrivati in tempo i banchi nuovi, ma io mi chiedo: “ E i vecchi banchi li hanno buttati via, in quella scuola? Non potevano utilizzarli nel frattempo?
Terza questione: la misurazione della febbre. Questa volta è il Presidente del Piemonte, ovviamente di destra, che rompe pretendendo che a misurare la febbre siano le scuole. Bene, così oltre a faticare con gli arrivi e le entrate scaglionate, su accessi diversi, il personale scolastico, già scarso, avrebbe dovutole fare anche questo, ritardando ulteriormente l’inizio delle lezioni e rischiando di scoprire qualche sospetto che intanto aveva viaggiato tranquillamente in scuolabus o autobus pubblico. L’importante non è il buon senso, ma creare altri problemi rispetto ai molti che già ci sono.
Quarta questione: le mascherine da tenere in classe. In prima fila ovviamente Salvini che, con pochi altri pasdaran di una libertà cretina, si è mostrato spesso senza mascherina in luoghi affollati e senza le distanze cautelative, alimentando così quei fanatici negazionisti che hanno dato un turpe spettacolo pochi giorni fa in piazza a Roma.
Poveri bambini e povere maestre, violentati dalle mascherine!
Io ho visto ieri immagini di bambini bravissimi, composti, disciplinati, che hanno capito meglio di tanti adulti i limiti alla loro libertà, e so per certo che maestre o professori, liberi dalle ossessioni politiche e non sanitarie di Salvini, troveranno il modo di alleggerire questi vincoli o limiti, con fantasia, organizzando lezioni all’aperto, momenti di pausa, occasioni in cui si potrà derogare dal portare continuamente la mascherina per ore e ore ecc.
La scuola italiana, infatti, è molto migliore di come ce la dipingono e di come se la meritano tanti politici, soprattutto di destra, che da decenni non hanno fatto niente per migliorarla, anzi l’hanno sempre umiliata ed hanno sempre tagliato fondi ed investimenti, non solo economici, ad essa destinati.

“Battar cassa”

E’ noto a tutti che il risparmio privato degli italiani è tra i più elevati al mondo. Da questo punto di vista siamo sagge e previdenti formiche. Le famiglie italiane sono state capaci, nel tempo, di mettere da parte un patrimonio che fa invidia a molti altri stati: al netto degli immobili, il risparmio privato di individui e famiglie supera i 4 mila miliardi di euro, due volte e mezzo il PIL (mediamente quasi 73.000 euro a persona). 
Molto bene, si potrebbe dire! Significa che in caso di emergenze noi possiamo attingere più di altri ai nostri risparmi, perchè è anche questo il motivo per cui si mettono da parte i soldi, almeno credo.
Ma adesso mi viene un dubbio. Improvvisamente sembra che in Italia molti non abbiano accumulato niente, neanche per tirare avanti uno o due mesi di inattività o di riduzione degli stipendi. 
Ho letto infatti (Positano news) che a Napoli 15.100 avvocati hanno chiesto il sussidio di 600 euro governativi, messi a disposizione per fronteggiare l’emergenza economica post corona virus. Siamo al 56 % degli avvocati del distretto di corte di appello, un dato che proietta Napoli in testa (poi ci sono Roma, Milano, quarta Bari) nella classifica legata alle richieste di aiuto. Ho letto anche in facebook, quindi non so se sia vero o sia una fake news, che tra le richieste dei 600 euro ci sarebbero, evidentemente in tutta Italia, 111.217 avvocati (45% del totale degli iscritti alla Cassa), 23.000 commercialisti (20%), 68.382 ingegneri e architetti (40%), 260 notai (5%). Se è vero, possibile che tutti questi, e magari altri, non abbiano messo niente da parte, per sopravvivere 15 giorni, un mese, in momenti di crisi?
Si sta assistendo quindi ad una esagerata corsa a “battar cassa” dallo Stato, che sicuramente andrà a danno di chi ha veramente bisogno? Tutti noi conosciamo qualche italiano, e non sono pochi, che lavora in nero, sia al Sud che al Nord, e non parlo dei migranti che raccolgono pomodori o di altri disgraziati costretti a lavorare in nero in mancanza di altro, parlo di altri lavori, esercitati volutamente in nero, in diversi settori, il cui elenco sarebbe piuttosto lungo. Li paghiamo noi rendendoci complici del loro evadere il fisco. Possibile che anche questi, in uno dei paesi più ricchi del mondo e con un altissimo tasso di risparmio, non abbiano messo via niente negli anni precedenti il covid-19? Possibile poi che tutti coloro che, lavoratori autonomi o dipendenti, per anni hanno riempito pizzerie e ristoranti, piste da sci e palestre di fitness o pilates, hanno fatto viaggi e vacanze, hanno comprato vestiti, magari firmati, automobili di buona cilindrata, hanno investito in appartamenti affittati, che producono reddito, ecc. ora non abbiano più niente da parte e chiedano l’aiuto dello Stato o addirittura la fornitura di generi di prima necessità?
Può darsi che mi sbagli, lo spero vivamente, ma ho il sospetto che, pure in questo periodo, non mancheranno i soliti furbetti che, pronti a criticare quasi tutto di quello che sta facendo questo governo, siano poi altrettanto pronti a “battar cassa” dallo Stato che tanto denigrano e del quale hanno scarsissima stima e fiducia. Spero molto di sbagliarmi, altrimenti credo che il futuro di questo Paese, che molti immaginano diverso dopo il covid-19, sarà uguale a prima.

Sostegno alimentare

1) Secondo l’Istat (ultimo dato del 2018, ma abbastanza costante negli ultimi anni), la stima della spesa media mensile per i consumi delle famiglie italiane è di circa 2.571 euro. Comprende prodotti alimentari, spese farmaceutiche, abbigliamento, bollette, affitti, carburanti… e parliamo di spesa media, comprendente anche quella dei ricchi e dei benestanti, non solo quella dei ceti meno abbienti o poveri. 
2) Secondo l’agenzia di stampa DiRE la spesa media per famiglia, per prodotti alimentari e bevande analcoliche, scende in media a 462 euro mensili. Ora facendo un po’ di conti, anche se non sono bravo in matematica, il Comune di Caerano ha ricevuto dallo Stato, per i prossimi 15 giorni, cioè per la più immediata emergenza alimentare, circa 45.707 euro che, divisi per 462 euro mensili, garantirebbero una spesa per 99 famiglie, su base mensile, e per 198 famiglie su base quindicinale. Se andiamo a vedere il recente DUP il Comune di Caerano spende all’anno circa 194.170.000 euro per soggetti a rischio di esclusione sociale (10.000) e famiglie (184.170), cioè circa 16.180 euro al mese e per 15 giorni circa 8.090 euro. Tra l’altro dentro queste cifre di spesa del Comune ci sono molte o quasi tutte cifre che non riguardano il sostegno alimentare. Non credo, quindi, che a Caerano ci siano più di 196 famiglie da aiutare per la sopravvivenza alimentare nei prossimi 15 giorni e non credo che, in rapporto a quando spende il Comune, i 45.000 euro dello Stato siano pochi, come sostengono strumentalmente tanti politici locali e nazionali, spero non di Caerano, interessati più alla propaganda politica che al bene dei cittadini.

Brighella e la “bestia”

Ho letto ieri la lettera di Vittorio Feltri a Salvini e a parte la sensazione che il nome Vittorio dia alla testa a più di qualcuno sono rimasto esterefatto.

Innanzitutto voglio sottolineare questo. Fin dai tempi di Stella i giornalisti, e parlo qui dei più famosi e meglio retribuiti, non dei tanti che fanno gavetta in molti giornali locali e minori, hanno alimentato indistintamente l’antipolitica diffondendo il vocabolo “casta” tra il popolo, con riferimento ai politici importanti, ma coinvolgendo di fatto anche i tanti cittadini impegnati nei partiti, spesso gratis, nei paesi e nelle periferie italiane, costringendo molti di essi a vergognarsi delle appartenenze partitiche e a seminare l’Italia di liste civiche, che hanno indebolito il ruolo importante assegnato dalla Costituzione alle rappresentanze politiche del popolo. Casta la politica e casta anche la magistratura, pagate entrambe moltissimo, senza fare nulla o quasi nei loro campi specifici. E moltissimi cittadini dietro come pecoroni. Bene! Io vorrei sapere a questo punto perchè tantissimi italiani chiedono continuamente conto ai politici, ma anche ad altri (Fazio, Litizzetto, Benigni, Vespa ecc.) dei loro guadagni e non chiedono mai conto a Feltri, Belpietro, Travaglio, Porro, Sallusti ecc. di quanto incassano dalla loro professione. Almeno Fazio e Vespa portano utili al loro datore di lavoro, quelli invece dirigono giornali spesso in deficit e che vendono pochissimo (i loro giornali sono infatti solo ai posti n°7, 10,14 a livello nazionale).
Ma veniamo alla lettera di Feltri, che dice a Salvini:
“Non puoi lasciare a Conte praterie di consenso”. “Devi frenarlo, abbatterlo, almeno zittirlo”. “Cavalca la paura delle gente come sai fare tu”. Questa frase mi ricorda una splendida canzone d’amore di Mina! Che splendida coppia, Feltri e Salvini!
Per Feltri, quindi, Salvini è un “cavaliere” (e mi viene subito in mente il Gassman di Brancaleone alle crociate) di grande talento nel “cavalcare” la paura della gente, le sue ansie, i suoi timori ed alimentarli a fini elettorali.
Feltri lo afferma spudoratamente, come se non fosse una schifezza, una politica di bassissima “Lega”, una vergogna, ed implicitamente da dei “pirla” a tutti quei cittadini italiani che si fanno “cavalcare” ingenuamente, come i ronzini del citato film comico con Gassman, Villaggio e Toffolo. Ma Feltri è Feltri e Salvini è Salvini e tutto va bene! Così Salvini, dopo il blocco forzato della sua campagna perenne in giro per il paese (una fortuna nella sfortuna!), assistito dalla ormai famosa “bestia” e ispirato dalla famosa maschera bergamasca (Brighella) ha rinvigorito subito il suo attacco alle debolezze popolari, condividendo il video falso sul virus creato in un laboratorio cinese, sui tedeschi che vogliono rubarci i soldi e le imprese, sul governo che affama le partite IVA ecc. continuando ad additare agli italiani, nemici e complotti destinati ad allarmare e a diffondere ulteriori preoccupazioni (come se non bastassero quelle per il covid-19) e rabbia. Un vero peccato!