Orari degli uffici comunali. Interpellanza Caerano Obiettivo Comune.

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Qualche giorno fa abbiamo (ri)chiesto spiegazioni circa l’orario di apertura degli uffici comunali dati i recenti cambi. Postiamo qui la nostra richiesta insieme alla risposta della sindaca, alla quale aggiungiamo alcune osservazioni:

1. Troviamo alquanto scorretto e antipatico che una nostra legittima domanda sulla possibilità di VARIARE, NON AUMENTARE, le ore di apertura al pubblico venga fatta passare con una richiesta di aumento degli orari se non addirittura di “sfruttamento” dei dipendenti con turni di lavoro “insalubri”;

2. Non capiamo come mai le citate “nuove modalità di lavoro” che portano ad essere “disfunzionale” e “inadatta alle esigenze del pubblico maggioritario” l’apertura al sabato mattina dell’ufficio anagrafe, siano valide solo per i cittadini caeranesi visto che tutti i comuni limitrofi (Asolo, Maser, Altivole, Volpago, Cornuda, Montebelluna, Pederobba solo per citarne alcuni) tengono l’ufficio aperto il sabato; siamo così fortunati e speciali a Caerano?

3. Ci chiediamo se il rapporto tra bambini che devono accedere all’uffico anagrafe e lavoratori che hanno solo il sabato mattina libero sia talmente alto da giustificare una chiusura al sabato; noi ne dubitiamo fortemente, ma anche se così fosse, il problema potrebbe risolversi con un’apertura pomeridiana e l’apertura del sabato mattina;

4. In merito alla digitalizzazione e all’autocertificazione, vorremmo far notare all’amministrazione che siamo ben distanti dal poter asserire che i cittadini caeranesi possano “arrangiarsi” da casa visto che la maggior parte dei moduli per le dichiarazioni e autocertificazioni non sono disponibili online.

Detto questo non siamo per nulla soddisfatti della risposta ricevuta, ma lasciamo ai cittadini di Caerano valutare..

 

 

 

 

 

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Mobilità interna ed esterna.

Nel comune di Caerano c’è sicuramente una grande mobilità! Interna ed esterna.
Con delibera del 28 dicembre 2017 si è consumato il passaggio di Gian Paolo Lievore, Istruttore direttivo Cat. D1 Settore tecnico – area amministrativa, dall’Ufficio Tecnico all’Anagrafe.
La decisione sembra sia stata sofferta se, come risulta dal verbale visibile all’Albo Pretorio del Comune, anche via Internet, la giunta ha deliberato in presenza solo della sindaco e di 2 assessori (Guolo e Trinca) su 4 (tra l’altro i due esterni). Infatti gli altri due assessori (Botti e Martinello, sopravvissuti rispetto al quartetto di Giunta iniziale) risultano assenti, in quanto usciti al momento del voto, a testimonianza, credo, di un loro “malessere” rispetto alle decisioni prese.
Occorre, dunque, sostituire Lievore all’Ufficio Tecnico, ma anche Daniele Gallina, andato in pensione il 1 ottobre, con preavviso dato addirittura in aprile, ed in prospettiva anche Barichello Gabriele, che a fine novembre ha reso nota la sua decisione di andare in pensione dal 1 aprile 2018.
Il 9 gennaio in una comunicazione alle RSU aziendali si informa che è intenzione dell’amministrazione comunale assumere, nel 2018, a tempo pieno ed indeterminato, attraverso mobilità esterna:
A) N° 1 Esecutore operaio specializzato Cat. B1 – Settore tecnico – area tecnica, che dovrebbe sostituire Daniele Gallina
B) N° 1 Istruttore Direttivo Cat. D1 Settore tecnico – area tecnica, che dovrebbe sostituire Lievore
C) N° 1 Istruttore Direttivo Funzionario Capo Cat. D3 – Settore tecnico – area tecnica, che dovrebbe sostituire Barichello (con decorrenza 1.04.2018)
Bene, uno direbbe!
Poi però si cambia idea, molto a breve, con scelte che ci sembrano inspiegabili, forse per la nostra pochezza burocratica.
Innanzitutto, il 23 gennaio, viene reso noto un avviso di mobilità esterna riguardante solo la figura di cui al punto B).
Per le altre due figure non si procede subito, non sappiamo perchè, visto la carenza più volte lamentata di dipendenti del comune di Caerano rispetto a tutte le medie provinciali e nazionali.
Ma almeno c’è un aspetto sorprendente, sicuramente positivo. Le domande devono pervenire entro le ore 12.30 del giorno 23 febbraio 2018, che è un venerdì. E’ vero che partecipa un solo candidato, perché forse il Comune di Caerano non è molto attrativo, ma quanto a celerità delle pratiche non scherza, tanto che lunedì 26 febbraio viene già pubblicata la graduatoria finale. Evidentemente si è lavorato per esame curricolo, colloquio ecc. previsti dal Regolamento apposito anche il sabato e la domenica.
Non è mancata, poi, come in tutti i film che si rispettino, la sorpresa finale: la persona assunta, invece che a sostituire Lievore B) N° 1 Istruttore Direttivo Cat. D1 Settore tecnico – area tecnica è andata a sostiture Barichello C) N° 1 Istruttore Direttivo Funzionario Capo Cat. D3 – Settore tecnico – area tecnica. Misteri della burocrazia caeranese, che non tutti sono attrezzati a comprendere.
Ma non è finita qui.
Infatti il giorno 25 giugno 2018, con delibera n° 74 si cambia di nuovo tutto. Si decide:
– la sopressione di n° 1 posto di Istruttore Direttivo Funzionario Capo Cat. D3 – Settore tecnico – area tecnica (praticamente il posto di Barichello)
– la trasformazione di n° 1 posto di Esecutore operaio specializzato Cat. B1 – Settore tecnico – area tecnica (praticamente il posto di Daniele Gallina) in 1 posto di Cat. C1 Istruttore Ufficiale Amministrativo Settore Servizi Sociali.
Pertanto si evince che l’Ufficio Tecnico perde due elementi, uno in ufficio ed un operaio, mentre ne guadagna uno il settore dei Servizi Sociali.
Non riesco a capire , ovviamente per limiti miei, la logica di una scelta del genere e di questo indebolimento dell’Ufficio Tecnico, tanto più che il nostro Comune, che viene ad avere una pianta organica di 32 posti, di cui 18 coperti e 14 scoperti, risulta forse l’ultimo in provincia di Treviso, e non solo, per numero di dipendenti in rapporto alla popolazione.
Ciliegina sulla torta.
Proprio mentre scrivo queste righe leggo che i Comuni di Castelfranco, Altivole, Vedelago, Riese Pio X, Resana, Loria hanno firmato una convenzione per la gestione intercomunale della polizia urbana con 34 agenti, 12 vetture, 2 unità mobili attrezzate e 4 motociclette, per un servizio migliore sul territorio. Noi di vigile ne abbiamo uno solo, ma non si è fatto niente in questa direzione, anzi si è usciti ingloriosamente dalla Federazione dei 7 comuni del Montebellunese.
Caerano di San Marco, 31.07.2018

 

Sono contendo di non essere credente

Non sono credente, ma forse non sono neanche ateo, sono semplicemente agnostico, cioè non sento la fede come un mio problema. Tuttavia rispetto chi crede veramente e soprattutto ritengo che Gesù Cristo, se non è il figlio di Dio, sia stato un uomo straordinario, che ha lasciato un segno positivo e profetico nella storia dell’uomo, come pochissimi altri.
Ora, più stimo la sua dottrina più mi fanno incazzare, non tanto i cattolici in generale, ma i molti tra questi (che non chiamo credenti, perché credono solo in se stessi e nei loro banali interessi) che oggi ritengono di guadagnarsi il paradiso pregando, andando in chiesa la domenica e confessando periodicamente i loro peccati, fregandosene invece dei messaggi, degli insegnamenti e degli appelli del loro Papa alla comprensione, alla misericordia, alla fratellanza ecc. e praticando comportamenti e sentimenti di esclusione, di egoismo, di prevaricazione ecc.
Complice anche una Chiesa in parte ambigua, che non ha mai avuto il coraggio di scegliere, malgrado questo Papa, tra il messaggio di Cristo e il quieto vivere, le chiese affollate, i compromessi con il potere e la politica. Chi non interpreta i valori espressi dal papa, chi semina o pratica odio contro i più deboli, chi alimenta le disuguaglianze ed il razzismo, chi sottrae risorse allo stato, con l’evasione fiscale, utili ad aiutare i più poveri, i disoccupati, chi invita a farsi giustizia da soli ecc. andrebbero richiamati a risolvere l’ipocrisia che li attanaglia e che dovrebbe tormentarli, se non fossero dei “credenti per caso”, come i turisti “fai da te” di Alpitour, gente che in massima parte non capisce neppure la contraddizione che c’è tra il proclamarsi cristiani ed i loro pensieri, atteggiamenti e comportamenti del tutto profani e blasfemi rispetto alla dottrina del Cristo.
Il loro Papa è ora semplicemente un Salvini qualsiasi!
Il loro credo era una volta il Celodurismo di bossiana memoria, ora è il Sempredritti (Cambia poco! E’ uno dei tanti gruppi che seminano spazzatura nel web).
Io, da agnostico, non vivo questa contraddizione, e questo almeno mi consola. Purtroppo non la vivono neppure loro, ma del resto il mondo dei viventi è pieno di inconsapevoli. Caerano di San Marco, 2 agosto 2018

Asco Holding SI o NO?

ASCO HOLDING SI O NO?

Pubblico, per dare voce a tutti, anche alle opposizioni caeranesi, malgrado possa non condividere, almeno in parte, forma e contenuti, il Post di Gianni Precoma apparso su Facebook, relativo alla permanenza o meno del Comune di Caerano dentro Asco Holding e ai finanziamenti per la scuola media.

“Il nostro gruppo consigliare – ProgettiAMO Caerano – è assolutamente contrario alla decisione di questa maggioranza che vuole uscire da ASCO HOLDING. 

Contrariamente a quello che sono i vostri intenti, molti comuni stanno deliberando l’approvazione della modifica allo statuto di Asco Holding sostenendo che il passaggio da Asco Holding SPA a Asco Holding sia sufficiente per ottemperare alla legge Madia (Vedere parere PRO VERITATE redatto da studio Bonelli Erede).

Naturalmente sono amministrazioni più lungimiranti della nostra, riconoscono in Asco Holding un partner funzionale per il bene pubblico. 

Eroga servizio pubblico in questo caso METANIZZAZIONE DEL TERRITORIO in maniera qualitativamente eccellente utilizzando risorse materiali e umane del territorio.

Nel 2017 e riuscita a fare 26 milioni di euro di dividendi per i suoi soci a maggioranza comuni (a Caerano San Marco sono arrivati € 90.000, 00) che non mi sembrano proprio noccioline!!!!!!!!

Ha costruito negli anni quasi 8000 km di rete gas.

Ha1000 dipendenti, 600 dei quali diretti e 400 dell’indotto, tutti residenti nei nostri territori (quando arriverà il gestore privato da dove attingerà la forza lavoro? Sicuramente in qualche parte del mondo dove la manodopera non costa niente).

Il passaggio delle nostre azioni in ASCO PIAVE assieme a quelle degli altri comuni che come il nostro non sanno vedere aldilà del proprio naso, saranno da subito assoggettate ad un O.P.A. (offerta pubblica d’acquisto) come ha già dichiarato la ditta privata PLAVISGAS mettendo a rischio la garanzia che questa società rimanga pubblica.

Il tutto per cosa, per la vostra incapacità di amministrare? Vi ricordo che in 9 anni nonostante le promesse che avete fatto in campagna elettorale (delle quali avremo modo di approfondire più avanti) ed un governo a voi amico fino a ieri non siete riusciti a trovare un finanziamento per restaurare un plesso scolastico.

Volendo fare un confronto con altre amministrazioni di pari dimensioni a noi vicine essi su 4 anni hanno reperito finanziamenti senza intaccare il loro bilancio per finanziare 2 scuole e 1 asilo.

Voi invece siete riusciti a ristrutturarne la scuola elementare solo perché nel 2009 avete trovato le casse piene di soldi risparmiati dalla nostra amministrazione e per finire i lavori avete dovuto pure fare un mutuo indebitando il paese.

Per il resto il ZERO più assoluto!!!!!!!

FERMATEVI non dilapidate quel poco di patrimonio attivo che rimane a questo paese. Se non siete capaci andate a casa, amministrare in questo modo non è dignitoso per il nostro territorio, non vanificate i sacrifici fatti dai nostri padri, dai nostri nonni per qualche lobby (Interesse…..in questo caso elettorale) e 4 soldi!!!!!!!!! 

Finisco con una battuta in dialetto: “SIE’…… COME ….. EL PARE DE FAMEIA CHE VENDE E CAREGHE PAR TEGNAR IN PIE A FAMEIA!”

Credo anch’io che decisioni di questa portata debbano essere condivise il più possibile. Ci spiegate il ragionamento fatto per arrivare a questa soluzione?”

Gianni Precoma

Edilizia scolastica. Una buona notizia

Anche se, a parer mio, la situazione degli edifici pubblici caeranesi è stata gestita male, tenendo all’oscuro opposizioni e cittadini sull’indagine svolta a suo tempo dallo studio dell’ing. Bonora, senza aprire un serio dibattito sullo stato delle cose (che trovate in altro articolo in questo sito) e sull’ordine degli interventi (Asilo nido, scuola media ecc.), arriva una buona notizia. Dopo la scelta della maggioranza di intervenire sulla scuola media ed i passi necessari per ottenere dei finanziamenti statali, il Piano triennale regionale per l’edilizia scolastica 2018-2020 mette all’undicesimo posto (vedi DGR nr. 1044 del 17 luglio 2018) l’adeguamento sismico dell’istituto caeranese, con un importo pari a 3 milioni di euro. Meno male perché sarebbe stato impensabile e forse impossibile che il problema venisse risolto con fondi comunali.

Questo Piano rappresenta l’inizio delle procedure richieste per il finanziamento di interventi straordinari per l’edilizia scolastica previste dal Decreto Interministeriale in data 03/01/2018, in attuazione della L 13/07/2015, n. 107, art. 1, comma 160. 

Per inciso, fondi stanziati dai tanto vituperati governi di centrosinistra.

La Regione deve ora inviare allo Stato il Piano entro il 2 agosto ed effettuare controlli a campione sulle domande presentate e sulla relativa documentazione a corredo, richiedendo agli Enti locali la necessaria documentazione progettuale e amministrativa. Fatto questo, l’individuazione dei beneficiari dei finanziamenti sarà effettuata, con successivo provvedimento, a seguito della determinazione, con Decreto del Ministero dell’istruzione, dell’Università e della ricerca, da adottare ai sensi dell’art. 2, comma 3 del Decreto interministeriale del 03/01/2018, della quota di contributo annuo assegnato alla Regione e della conseguente definizione del volume di investimento derivante dall’utilizzo della suddetta quota di contributo trentennale. Aspettiamo fiduciosi.

Bulli e pupe

Bulli e pupe
Macario, il Bullo, il dandy e i cosiddetti

Dopo il toscanaccio presuntuoso e vanitoso, abbiamo ora al governo il bullo lombardo, un po’ paccioccone e rubicondo, senza la classica mascella volitiva e quadrata, ma col tono ed il cipiglio d’antan, ed una sorta di Macario, anche lui d’altri tempi, una nuova macchietta nel palcoscenico della politica italiana.
Grazie a loro non sembra nemmeno che a presiedere il governo ci sia un dandy, un Conte con l’aria felice, che si dice sia stato un professore universitario, un avvocato, naturale rappresentante della professione prevalente tra i politici. 
Non so se questo avvenga per predisposizione professionale a complicare le cose, e quindi la vita degli italiani, o per la saturazione della categoria, che li dirotta sul facile e redditizio terreno della politica, oppure per le competenze del mestiere. Ma?!
I nostri due baldi alfieri, che sulla scacchiera della politica governativa vanno anche loro di traverso, fanno a gara, di fronte ad uno sbiadito Conte, per dimostrare di avere i cosiddetti.
Il primo sta rovesciando il cliché del ministro dell’interno, persona normalmente seria e riservata, confondendo ruolo istituzionale e palco propagandistico e parolaio. L’altro annaspa a seguire il compare nel ritagliarsi un ruolo da protagonista, sfida impari data la cinica concretezza di Salvini e lo spessore politico che va riconosciuto agli esponenti della Lega, diventata ora Nord Centro e Sud, con buona pace di Bossi e Maroni. Di fronte ai negri ed ai mussulmani, cosa volete che sia un terrone!
Al leghista va riconosciuta la determinatezza nel continuare ed intensificare la politica di Minniti, fermato a suo tempo dai troppo distinguo buonisti e caritatevoli del pianeta del centro sinistra, schieramento composito e bloccato in molte sue iniziative da residui comunisti o da scomodi rappresentanti o alleati di governo troppo sensibili ad inconcludenti principi, eticamente validi, ma politicamente inerti e controproducenti. 
Ora i migranti non sbarcano più solo in Italia, è vero, ma la mezza e sodale Europa dei compari sovranisti se ne frega del tutto e di fronte ai pochi che vengono salvati in mare (la cosiddetta invasione è stata ridotta dell’80% da Minniti) continua la falcidia di sorella Morte, che alcuni profughi, perfino mamme con i bambini, preferiscono al ritorno in Libia. 
Il tutto viene condito dal nostro bullo lombardo, asceso a salvatore della patria ed a nuovo tribuno popolare, con un linguaggio da taverna, continuando ad alimentare enfasi e/o rabbia tra i molti suoi seguaci del web, che condividono a comando i proclami di gruppi nati appositamente e cinicamente per una distorta propaganda politica, con frequenti forzature o fake news, che sta comunque pagando sul piano elettorale. 
Del resto sappiamo da tempo che “il fine giustifica i mezzi”, e più beceri sono i mezzi più facile è raggiungere il fine!
L’altro, il giovane Macario, ha scelto come terreno di propaganda i vitalizi, del resto già aboliti dal centrosinistra. Qui si tratta di una norma retroattiva che ricalcola i vitalizi degli ex parlamentari col sistema contributivo. Bene, se ci sono dei privilegiati, è giusto colpirli, soprattuto in periodi di crisi, ma allora è giusto sanzionarli tutti, senza distinzione di sorta. 
A meno che non si voglia colpirli come onorevoli, che hanno svolto una funzione socio-politica importante per il paese, al di là delle appartenenze partitiche (ma allora saremmo dentro gli schemi del fascismo), penso che si intenda colpirli per il gap tra contributi versati e vitalizio percepito. Ma se è così l’Italia è piena di privilegiati, che hanno pagato pochissimi contributi, che usufruiscono di pensioni di invalidità fasulle, che viaggiano gratis in treno (ex ferrovieri), che sono andati in pensione con pochi anni di servizio (baby pensionati), oppure con 7 anni di anticipo per crisi bancarie o altro, per non parlare dei privilegiati peggiori: quelli che non pagano le tasse, che non ti fanno mai una fattura ecc. (ce ne sono anche tanti altri, da aggiungere a piacere!).
Forza e coraggio, alfieri del cambiamento, con una misticanza di duro cipiglio da “statista” e di comico ghigno da cabaret, colpiamo tutti i privilegi presenti e retroattivi, cancelliamo il passato… e finalmente 
vero cambiamento sia!!!

Un libro su Caerano. “Sguardi dal ponte” di Mauro Marconato

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Il titolo “Sguardi dal Ponte”.
Gli sguardi sono quelli che ho rivolto, negli anni della mia vita, a piccole storie paesane, a personaggi che ho conosciuto, a luoghi che ho frequentato. 
Insieme costituiscono uno spaccato della Caerano del secondo ‘900, vista da una angolazione particolare, la mia, con un taglio “critico”, in perfetta sintonia con la mia esperienza di vita sociale, culturale e politica a Caerano.
Il ponte è quello di San Marco, uno degli 8 ponti caeranesi sul Brentella, il più importante, nei pressi del quale è nata la sanRemo, che tanto ha segnato nel bene e nel male lo sviluppo di Caerano.
Ovviamente racconto solo una parte di Caerano, con un senso finale di incompletezza, come quando si ritorna da un viaggio con la sensazione che siano più le foto che avremmo voluto scattare, rispetto a quelle che abbiamo fatto.
La foto di copertina
E’ una foto dei primi del 1900, di lavori sul Brentella. La stessa foto è riproposta sia all’inizio che alla fine del libro, sfumata in maniera diversa: quella all’inizio rappresenta il passato che torna in primo piano nel mio racconto, quella alla fine, al contrario, rappresenta il passato che torna indietro nel suo mondo nebbioso.
L’idea del libro
L’idea del libro è nata parecchi anni fa quando, visitando il sito web di Gianni Desti, con le sue foto di Caerano, sono stato colto da un frugolo michelangiolesco e mi sono detto:”Belle queste foto, ma perché non parlano? ”. 
Così ho cercato di inserire alcune di quelle immagini, insieme ad altre familiari o di privati, in una cornice narrativa ed organica, quasi un “affresco” delle vicende caeranesi di questi ultimi decenni, un racconto paesano, che potesse completare ed arricchire quello di altri scrittori locali che mi hanno preceduto.
Ho avuto poi molte titubanze e ripensamenti sull’opportunità o meno di pubblicarlo. 
Alla fine mi sono deciso a farlo, perchè vedevo che tanti caeranesi, forse interessati a questo libro, se ne stavano pian piano andando, come Don Giorgio Morlin, che alcuni anni fa mi aveva scritto la prefazione. L’ho mantenuta, anche per ricordare la sua nobile figura di sacerdote caeranese.
Le dediche
Sono consapevole che il libro potrà interessare soprattutto i miei contemporanei, mi auguro tuttavia che lo legga anche qualche giovane. Il libro allora l’ho dedicato a mia figlia Laila ed ai giovani caeranesi con la speranza che possano costruire un paese migliore di quello che le generazioni come la mia hanno loro lasciato. 
E’ dedicato poi a due concittadini per me importanti: a Publio Corradi, partigiano e comandante della Brigata Nuova Italia e ad Arias Tiberio, storico esponente del PCI veneto e caeranese, di cui parlo ampiamente nel libro.
E’ un libro di storia? 
Sguardi dal Ponte non è un libro classico di storia, di ricerche negli archivi e tra documenti polverosi, ma è un libro leggero, un “trastullo” della mia vecchiaia e l’ho scritto soprattutto per me, per passare il tempo della mia vita da pensionato.
Che personaggi ho descritto.
I personaggi descritti sono numerosi e molto diversi tra loro, a formare un puzzle composito e rappresentativo della gente caeranese che io ho conosciuto e stimato. 
Sguardi dal Ponte parla:
  • di caeranesi celebri, che in passato hanno ricevuto il Premio San Marco (il console Vitale Gallina, i Comunello, Santo Tessaro, i fratelli Danieli…), 
  • di miei concittadini secondari o minori, associati a personaggi delle mie “storie e fantasie” infantili (Barbe Stocco, che mi ricordava il mago Merlino, Orazio Umana che, con la sua stampella, associavo ad Enrico Toti, la Gaspara, che ancora oggi mi ricorda la dolce figura della Befana), 
  • di caeranesi più o meno conosciuti, di ieri (Don Piero Signoretti, parroco di Caerano, Roldo Marconato, internato nei lager tedeschi, Carlo Rossi, pilota della grande guerra, il dottor Ugo Stocco ed il suo cane Lupo, Giannina Piamonte) o di oggi (Marisa Michieli, prima donna laureata a Caerano e moglie di Andrea Zanzotto, Silvana Panciera, uno dei primi cervelli caeranesi in fuga, Graziano Piovesan, anima del vecchio circolo culturale, Sergio Bordin e la battaglia di sua madre per inserirlo in una classe normale, Ottavio Poloniato, artista naif), 
  • di figure particolari (Italo Panciera, detto Talòi, come Pietro Cadorin, detto Peaoche, personaggio semplice e simpatico, famoso per le sue filastrocche), 
  • di persone emblematiche di lavori e professioni o di categorie sociali (Zucchello Orfeo, il contadino, Angelo Bordin, el senser, Sernagiotto Renzo, il meccanico, Bordin Giuseppe, il falegname, Sebastiano Franzoia, el casoin, Pezzino Nicola, l’operaio “terrone” diventato dirigente, Guido Menegon, il sindacalista, Bruno Garbuio, il grande fumettista, Angelo Rizzotto, il Giuda della Passione di Cristo), 
  • di alcuni maestri delle elementari, di missionari e di badanti,
  • di protagonisti di sport popolari (Gianni Zamattia, calcio, Aldo Mazzocato, tennis), 
  • di concittadini morti precocemente (Ines Rossi, morta nel Vajont, Laura Precoma e Piera Pozzobon morte in incidenti stradali, o caduti in disgrazia (Don Camillo Pasin)
I luoghi e le storie caeranesi che ho raccontato
Sguardi dal Ponte racconta anche di luoghi e di storie caeranesi.
I luoghi sono i mulini, le osterie, le fabbriche, le botteghe, il canale Brentella, l’asilo parrocchiale, l’oratorio…
Le storie invece sono quelle relative alle tradizioni, ai giochi, alle feste, all’associazionismo sportivo, sociale e civile, ad esperienze culturali del passato…
Contiene anche un’estesa analisi dello sviluppo economico, industriale, urbanistico, politico, culturale e sociale di Caerano, che ci ha lasciato un’eredità complessa e piena di luci ed ombre e  che condiziona ancora adesso la vita di tutti i caeranesi.
Foto e nomi
Contiene circa 368 immagini, soprattutto foto di scolaresche e di gruppi vari, di squadre di calcio o della Caerano di una volta, alcune già presenti in altre libri sul nostro paese, altre inedite. 
Per facilitarne l’individuazione ho inserito alla fine del libro l’elenco di esse, oltre a quello dei nomi (circa 1196) di tutte le persone citate nelle didascalie o nella narrazione. 
Non sempre ho indicato i nomi delle persone presenti nelle foto, lasciando spazio ad una sorta di “caccia al tesoro” fisionomica del lettori, alla ricerca di parenti, amici o conoscenti.
Molte sono anche le citazioni e le notizie tratte da altri libri di storia locale, citati in bibliografia, dei quali mi sono servito per dare un ancoraggio storico al mio racconto.
Quale Caerano ho descritto?
Una Caerano contradditoria, ricca di benessere economico, di lavoro per tutti, di trasformazioni urbanistiche importanti, ma anche una Caerano che ha spesso arrancato sul piano della crescita sociale, civile e culturale, limiti che forse le hanno impedito, in questi ultimissimi decenni, di cambiare passo, di riconvertire la sua vecchia vocazione industriale in qualcosa di nuovo, che sappia di futuro. Una Caerano con luci ed ombre, ma alla fine, contraddicendomi almeno in parte con le mie frequenti valutazioni critiche o pessimistiche, arrivo a concludere che preferisco quel paese che ho raccontato, la società in cui sono vissuto, la politica che ho praticato, rispetto al paese, alla società e alla politica del presente. 
Ma questo è solo frutto della mia anima nostalgica, del prevalere in fondo dell’amore per la mia Caerano, più che la delusione per ciò che poteva essere e non è stato.

Marciapiede di Via Montegrappa

In un recente articolo su Montebelluna Week, a proposito dello stato di degrado del marciapiede a sud di via Montegrappa, denunciato da alcuni cittadini caeranesi, il vicesindaco Botti Simone, dichiarava: “Su quel marciapiede non possiamo intervenire perché non è di proprietà del Comune. Si tratta, infatti, di una pertinenza degli edifici ora abbandonati”. Continuando, addossava quindi ai proprietari degli immobili prospicienti la strada il compito e l’onere di sistemare il marciapiede.
Ora, sentendomi chiamato in causa come comproprietario di uno degli edifici in questione, vorrei precisare, senza polemica e con spirito costruttivo, che dopo un’indagine sulle mappe catastali e sulle carte relative all’intervento urbanistico previsto per quei fabbricati, che vanno dalla piazza al ponte di Buzzo, ho verificato che quel marciapiede insiste in area demaniale, oggi in carico probabilmente alla Provincia. La cosa mi è stata confermata il giorno 10 maggio scorso dall’ufficio tecnico comunale, con tanto di ulteriore analisi delle mappe e carte disponibili e con una visita sul posto. Inoltre, essendo il marciapiede dentro il centro abitato, i tecnici comunali mi hanno precisato che la manutenzione spetta comunque al Comune.
Quanto poi all’intervento urbanistico previsto in quell’area, definita Marconato-Stocco, cioè al Piano di Recupero in centro storico, progetto di sistemazione a cui fa riferimento anche il vicesindaco, dicendo che “non ha mai avuto luogo”, vorrei aggiungere che le responsabilità
non sono dei proprietari ma piuttosto di alcune amministrazioni comunali del passato che, nel tempo, hanno:
  • definito, nel lontano 1994, centro storico quell’area, che di storico ha solo casa Stocco, dopo che erano stati distrutti precedentemente tutti gli edifici storici del centro urbano;
  • imposto, insieme alla Regione, un Piano di Recupero (mega progetto unico per tutta l’area in questione) con presupposti urbanistici sbagliati, con un sacco di vincoli ed inattuabile a causa di un rapporto costi-benefici fortemente sproporzionato;
  • costretto quindi i proprietari a richiedere alla Regione una variante al Piano che sanasse gli errori fatti e rendesse attuabile il progetto, aggiungendo però ulteriori oneri ai privati, tra cui la cessione di un’area al Comune per allargare il parco del Centro anziani.
Dopo tutto questo, i proprietari hanno firmato, finalmente, una convenzione e presentato un progetto esecutivo, approvati regolarmente dal Comune, ma intanto i tempi ed il mercato immobiliare erano cambiati ed i tecnici di riferimento dei proprietari non hanno trovato una sola impresa che fosse disponibile ad accollarsi l’onere di un intervento comunque complesso ed oneroso, in quanto previsto ed obbligatorio per l’intero comparto (dalla piazza al ponte di Buzzo)
Adesso, dopo oltre 10 anni, sono scaduti convenzione e progetto e tutto è fermo, con le conseguenze che si possono vedere, compreso il degrado del marciapiede.

L’avvocato del popolo

Futuro bianconero e “sinistro” presente
L’Italia volta pagina, come la Juventus, dopo Moggi e la serie B. 
Affidato il governo a Conte, che sicuramente porterà l’Italia a primeggiare per i prossimi tre anni.
Poi saremo tutti Allegri ed avremo altri quattro anni di vacche grasse.
Guardando le cose da un altro punto di vista, al di fuori della metafora calcistica, ci mancava proprio l’avvocato del popolo! Non ci bastava la pletora di avvocati, in numero esorbitante rispetto agli altri paesi europei, che in tutti questi anni hanno presidiato la grande maggioranza dei seggi in parlamento, i posti di potere, sia nel pubblico che nel privato, da quelli dei sindaci a quelli nei consigli d’amministrazione di imprese e banche, specialisti nel fare ricorsi contro ogni cosa che si muova in Italia: leggi dello stato, concorsi pubblici, gare d’appalto, trasferimenti di personale, licenziamenti dei furbetti del cartellino ecc.
E così abbiamo trovato la (s)quadra (avrebbe detto il mai tanto rimpianto Bossi!?) per risolvere i problemi degli italiani.
Col governo del cambiamento avremo un futuro roseo e finalmente, col blocco e la cacciata dei clandestini, avremo lavoro per i giovani italiani, che potranno così andare a raccogliere pomodori al posto degli africani, avremo finalmente, con la difesa armata dei privati la rinascita dell’industria delle armi e soprattutto la scomparsa dei ladri di cose private. Speriamo, tuttavia, che questo nuovo governo perseguiti anche i ladri di cose pubbliche: i corrotti, gli evasori fiscali, piccoli, medi e grandi, i tanti che lucrano sull’economia in nero, gli abusivi di ogni specie ecc.
L’avvocato del popolo, poi, chiuderà l’ILVA, bloccherà la TAV, la Pedemontana veneta (anzi no, questa no, perché è opera di Zaia!), la TAP (in pratica metterà il TAPpo a tutto). Poco importa se resteranno a casa migliaia di operai, tanto c’è il reddito di cittadinanza che, in mancanza di offerte alternative di lavoro, garantirà un sussidio a tutti per due anni, salvo rinnovi inevitabili, fino al raggiungimento della pensione. Questa poi sarà anticipata per tutti, andando a garantire, ancora una volta, i già garantiti, quelli che avranno almeno una pensione decente, sulle spalle dei giovani, sempre che questi trovino lavoro, in un mondo dove la robotica, la digitalizzazione, le nuove tecnologie, la concorrenza mondiale sono destinate a ridurlo drasticamente, non solo in Italia.
In tutto questo galleggia il “sinistro” presente di una sinistra autolesionista e atavicamente in perenne conflitto che non ha saputo dare risposte ai problemi del paese né con le suggestioni innovative di Renzi né con le risposte tradizionali di Bersani e soci, a dimostrazione che il nodo cruciale della sconfitta non sono state le diverse posizioni sul jobs act o su altro, ma le divisioni ed i continui conflitti interni. Non si possono avere 4 o 5 partiti in uno, soprattutto in un partito con un segretario eletto da migliaia di persone con le primarie, non da 4 gatti su Internet (Di Maio), da finti congressi bulgari (Salvini) o addirittura per censo (Berlusconi)!!!
La gente, il cosiddetto popolo, piaccia o non piaccia, dopo Berlusconi e la continua ed ossessiva rincorsa dei giornalisti d’assalto ad ottenere dichiarazioni immediate e sempre fresche sui problemi del paese, ha dimostrato di “gradire” partiti con le idee chiare ed univoche, monolitici, con leader che non hanno bisogno, ogni secondo minuto, di caminetti o tavoli di discussione interna e dove codici, regole e discipline non permettono faide, voti contrari, distinguo continui ecc.
I metodi del vecchio PCI, che espelleva quelli del Manifesto, e che consultava sì la base, nelle sezioni, ma formalmente, in quanto portava in periferia le decisioni di vertice, che venivano immancabilmente approvate, sono diventati oggi i metodi di 5 stelle e Lega. Niente dissidenti e soprattutto leader, veri, riconosciuti ed indiscutibili. Ripeto, piaccia o non piaccia.
Che futuro ci aspetta, dunque?
A questo punto non so se Renzi farebbe meglio a lasciare la compagnia, facendo un suo partito e favorendo la nascita di una nuova sinistra che continui a dividersi tra Vendola, D’Alema, Bersani, Emiliano, Orlando, Franceschini ecc.
Certo che così non si può andare avanti!
Come alternativa, penso che sia da seguire con interesse il nuovo partito “Italia in Comune” creato da Pizzarotti, sindaco di Parma, e da altri 400 sindaci italiani di liste civiche, parecchi anche di centrosinistra. Vedremo.
Hasta la vista siempre.

“Mi sento preso in giro” di Flavio Bordin

Caro Mauro, sono sconcertato per non dire avvilito dalla piega
politica degli ultimi avvenimenti. Sentirsi presi in giro è un termine
eufemistico ma per non scadere nel truculento, e ti verrebbe la
voglia, cercherò di esprimere il mio breve pensiero in limiti decenti.
Sintetizzo brevemente:
1- La colpa di ogni cosa è sempre, e sottolineo sempre, di qualcun
altro! Questo vale per tutti i partiti, quelli vincitori in primis, e
poi dei perdenti che non si capacitano di una tale batosta elettorale.
Ti verrebbe la voglia di prenderli a calci nel sedere.
2- L’arroganza e il disprezzo per l’avversario e le istituzioni è
assurta ormai a dogma di sproloquio per slogan triti e sconnessi che
riflettono solo l’ansia per la conquista del potere, altro motivo
serio non ne vedo.
3- La lega e i 5 stelle sono ora inferociti perchè  il capo dello
stato Mattarella, penso ormai preso dalla disperazione, affiderà a un
proprio esecutivo il governo provvisorio del paese. Ricordiamoci però
che la colpa è sempre degli altri, i partiti vincitori non centrano.
Loro le hanno provate tutte poverini ma ognuno difendendo strenuamente
i propri interessi.
4- E gli italiani? Quelli che li hanno votati sperando in un
radicale cambiamento della società? Reddito di cittadinanza, tasse
odiatissime, gli extra comunitari, colpevoli di ogni disgrazia
sociale, quella stramaledetta Europa che viene a ficcare il naso a
casa nostra e vuole pure comandare. Tutto questo ora sospeso per delle
poltrone riccamente remunerate che ognuno vuole allo stremo?
5- Il popolo cosa vuole! Quello deve solo votare e basta, al resto
ci pensiamo noi ( i partiti) poi i soldi per le riforme
fantascientifiche non li troveremo mai, ma questo non bisogna
dirglielo altrimenti non ci voteranno ancora. Bisogna barare al gioco
per vincere. Con il debito pubblico alle stelle che ci ritroviamo i
soldi non ci sono ma questo non entra nella testa della gente e
tantomeno nelle logiche partitiche. Si può sempre aumentarlo e
l’Europa che si fotta. Ma poi arriverà il conto da pagare questo è
certo. Con queste logiche possiamo solo affondare. Non ho sentito
nessun partito spiegare ai cittadini dove troveranno i denari per
queste riforme in modo sensato.
6- Ultimo, spero solo che alle prossime elezioni i cittadini diano
una severa lezione a questi partiti denunciando la loro incapacità a
governare un paese che merita di meglio ma tant’è magari finirà anche
peggio, quando ti resta solo la speranza vuol dire che ormai abbiamo
già digerito anche la frutta.
Un caro saluto Flavio Bordin