Disposizioni generali
- non voglio l’assistenza religiosa
- il mio corpo può essere donato per trapianti
- il mio corpo può essere utilizzato per scopi scientifici e didattici
- il mio corpo sia cremato.
Oggi mi vengono queste due “dubbiose” riflessioni.
1) Leggo su La Stampa che, negli ultimi mesi sono stati assolti Marino, Alemanno, De Luca, Capua, Cesaro, Gasparri, Mastella, Frisullo, Errani e Graziano, tutti sputtanati a suo tempo sui vari “fatti quotidiani” della Repubblica e/o da giornalisti forcaioli che vanno a farsi belli della loro interessata “intrasigenza morale” dalle varie Lilly Gruber o dai Belpietri di alcune nostre TV, dove il male, anche se circoscritto o non ancora provato diventa generalizzato o scontato a priori, prima di ogni sentenza della magistratura, parte della quale probabilmente ci sguazza pure, pronta a passare dalle toghe alla penna o al parlamento, alla prima occasione.
2) Leggo sui giornali i resoconti della trionfale prima vittoria della Raggi a Roma, sulla questione dello stadio. Intanto non capisco bene chi abbia deciso: lei, Grillo, i consiglieri, il popolo romano, i tifosi della Roma… Poi non capisco perché la zona prima fosse a rischio inondazione e si dovesse tutelare il vecchio ippodromo, per cui lo stadio si doveva costruire altrove, e adesso tutto va bene. E’ bastato eliminare i tre grattacieli ed anche il Tevere si è convinto che non deve e non può più esondare. Evidentemente anche la natura stravede per i 5 stelle!
A proposito di torri vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa ha di diverso Roma rispetto Londra, Parigi, Milano e altre, dove sono state costruite la City, la Defense ecc., dalla citta eterna, a meno che per eterna non si intenda una citta che non deve cambiare mai, anche se ogni epoca storica ha le sue architetture ed i suoi architetti, che a volte costruiscono cose belle, anche migliori di tante opere del passato, che solo la patina del tempo ci fa rietenere insuperabili. Infine vorrei capire, visto il ridimensionamento delle cubature, con finanziamenti interamente dei privati, ed il conseguente ridimensionamente del numero delle opere di pubblica utilità a carico degli stessi, chi finanzierà le restanti opere pubbliche previste dal progetto. Forse il comune di Roma che ha miliardi di debiti? Forse i 5 stelle tasseranno i romani, laziali compresi? Credo che alla fine queste opere le pagheremo tutti noi italiani, comprese magari anche altre, per par condicio, che risulteranno dalla giusta pretesa della Lazio di costruire anche lei il suo stadio, come ha già chiesto di fare Lotito.
In Italia tutto si piega alle convenienze del momento, istituzionali o politiche che siano, perfino la magistratura e la corte costituzionale. Che senso ha eliminare il doppio turno, che resta nei comuni più grandi (?) e preferire il turno unico che, nei comuni più piccoli, porta spesso a governare maggioranze col 15/20% dei consensi. L’Italicum ha la soglia del 40%, ma è quasi sicuramente irraggiungibile, come se non ci fosse. Il doppio turno, consolidato in Francia, culla della democrazia, garantiva comunque una leggittimazione popolare, anche se in seconda istanza e al limite come scelta “meno peggio” da parte dei cittadini. Tutto questo per non far vincere Grillo? Ma tra Grillo e la ingovernabilità, figlia del vecchio proporzionale, meglio Grillo. Vuol dire che è questo che si merita il caro nostro popolo.
Il P.D. caeranese nel 2009 aveva 72 iscritti. Due tornate amministrative, con personalismi vari, discriminazioni e divisioni interne hanno disintegrato gradualmente il partito, spaccato al punto che, alle elezioni amministrative del 2014, i suoi residui esponenti ed elettori si sono presentati ed hanno sostenuto liste diverse: Caerano2.com ed Obiettivo comune. La situazione mi appare paradossale, soprattutto di questi tempi in cui si prospettano all’orizzonte successi elettorali di personaggi come Salvini e Grillo, che ci fanno rimpiangere perfino Bossi e Berlusconi. Sono tempi in cui il partito, pur con tutti i suoi errori e divisioni, anche a livello nazionale, ha bisogno di nuove energie e nuovo vigore programmatico e di una partecipazione più consistente e motivata della sua gente. Io ormai sono vecchio, ma sento forte l’esigenza di un riscatto della politica, di fronte all’imperversare del populismo e dell’antipolitica, nei social network e nei media. Occorre ripartire, facendo pulizia ed innovando, senza ripetere gli errori del passato e ricominciando dal basso. Ognuno faccia la sua parte. A Caerano io penso che, per rinascere, il partito abbia bisogno di riacquistare una sua indipendenza ed autonomia rispetto alle due liste in cui si è spaccato, una di maggioranza ed una di opposizione. Torni ad interessarsi dei problemi amministrativi, a prescindere dai suoi rappresentanti “bifronti” (presenti su due fronti) in consiglio comunale, elabori le sue proposte, sviluppi una sua politica locale, oltre che nazionale, mancata in questi anni, e faccia sentire la sua voce. Lo so, il momento è difficile, si è affievolito se non svanito il sogno renziano, ma non bisogna mollare, si punti sui pochi giovani che ancora ci credono, non perdiamo anche loro e si organizzi al più presto una sorta di “assemblea ricostituente” che prepari un futuro migliore. Io ho già dato in passato ma, senza aspirare ovviamente a ruoli improponibili, data l’età da rottamazione, sono disposto a metterci la mia esperienza ed i miei consigli, per quanto possano valere.