Testamento biologico

Grazie alla legge approvata recentemente dal Parlamento è ora possibile depositare in Comune, anche a Caerano, la propria decisione in caso di infermità grave.
Parliamo del DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento). Occorre recarsi all’ufficio anagrafe con una copia del DAT firmata dal fiduciario, la sua e la tua copia della carta d’identità e firmare il documento in presenza del funzionario che ti deve rilasciare la ricevuta.
A seguire un facsimile di DAT molto esteso che ognuno può modificare e personalizzare a piacere. 
DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO
Io sottoscritto/a,________________________, nato/a _________________________ il ____________ e residente a Caerano di San Marco in via ____________________,  nel pieno delle mie facoltà mentali e allo scopo di salvaguardare la dignità della mia persona, affermo solennemente, con questo documento, che deve essere considerato come una vera e propria dichiarazione di volontà, il mio diritto, in caso di malattia, di scegliere tra le diverse possibilità di cura disponibili e nel caso anche di rifiutarle tutte, nel rispetto dei miei principi e delle scelte di seguito indicate.
Intendo inoltre che le dichiarazioni contenute in questo documento abbiano valore anche nell’ipotesi in cui in futuro mi accada di perdere la capacità di decidere o di comunicare le mie decisioni ai miei medici curanti sulle scelte da fare riguardo alla malattia.
A questi fini prevedo la nomina di un fiduciario che si impegna a garantire lo scrupoloso rispetto delle mie volontà e, se necessario, a sostituirsi a me in tutte le decisioni.
Considero prive di valore e lesive della mia dignità di persona tutte le situazioni in cui non fossi capace di un’esistenza razionale e/o fossi impossibilitato/a da una malattia irreversibile a condurre una vita di relazioni; considero quindi non dignitose tutte le situazioni in cui le cure mediche non avessero altro scopo che quello di un mero prolungamento della vita vegetativa. Perciò, dato che in tali circostanze la vita sarebbe per me molto peggiore della morte, voglio che non venga attuato alcun trattamento destinato a protrarla ovvero, nel caso fosse già in atto, che esso sia immediatamente sospeso.
Considero egualmente non accettabili, in quanto anch’esse peggiori della morte e in contrasto con il mio concetto di valore della vita e dignità della persona umana, situazioni in cui malattie senza prospettive di guarigione siano inutilmente prolungate attraverso cure e metodi artificiali.
PER QUESTI MOTIVI DISPONGO QUANTO SEGUE
Disposizioni generali
Dispongo che interventi oggi comunemente definiti “provvedimenti di sostegno vitale” e che consistono in misure urgenti quali, ad esempio, la rianimazione cardiopolmonare, la ventilazione assistita, la dialisi, la chirurgia d’urgenza, le trasfusioni di sangue, l’alimentazione artificiale, terapie antibiotiche, non siano messi in atto, qualora il loro risultato fosse, a giudizio di due medici, dei quali uno specialista:
    * il prolungamento del mio morire
    * il mantenimento di uno stato d’incoscienza permanente
    * il mantenimento di uno stato di demenza
    * totale paralisi con incapacità a comunicare
In particolare, nel caso io fossi affetto/a da una malattia allo stadio terminale, da una malattia o una lesione cerebrale invalidante e irreversibile, da una malattia implicante l’utilizzo permanente di macchine o altri sistemi artificiali, inclusa ogni forma di alimentazione artificiale, e tale da impedirmi una normale vita di relazione, rifiuto qualsiasi forma di rianimazione o continuazione dell’esistenza dipendente da macchine e non voglio essere sottoposto/a ad alcun trattamento terapeutico.
Chiedo inoltre formalmente che nel caso fossi affetto/a da una delle malattie sopra indicate siano intrapresi tutti i provvedimenti atti ad alleviare le mie sofferenze, compreso in particolare l’uso di farmaci oppiacei, anche se essi anticipassero la fine della mia vita.
Disposizioni particolari
Nella prospettiva, inoltre, di un’auspicata depenalizzazione dell’eutanasia anche nel nostro Paese, nel caso in cui anche la sospensione di ogni trattamento terapeutico non determini la morte, chiedo che mi sia praticato il trattamento eutanasico, nel modo che sarà ritenuto più opportuno per la conclusione serena della mia esistenza.
Altre disposizioni particolari
Detto infine le seguenti disposizioni :
  • non voglio l’assistenza religiosa
  • il mio corpo può essere donato per trapianti
  • il mio corpo può essere utilizzato per scopi scientifici e didattici
  • il mio corpo sia cremato.
NOMINA DEL FIDUCIARIO
Ai fini dell’attuazione delle volontà espresse nel presente documento, nomino mio rappresentante fiduciario _____________________________, nato/a a ______________________ il ____________, residente a ____________________________ in via _____________________, cell. ______________, il quale/la quale accetta la nomina e si impegna a garantire le volontà sopra espresse e a sostituirsi a me per tutte le decisioni che io non potessi prendere qualora perdessi la capacità di decidere per me stesso/a.
Firma del sottoscrittore  (__________________)            _____________________________
Firma del fiduciario (_____________________)             _____________________________
Caerano San Marco, ________________________

 

 
 

Dubbiose riflessioni

Oggi mi vengono queste due “dubbiose” riflessioni.
1) Leggo su La Stampa che, negli ultimi mesi sono stati assolti Marino, Alemanno, De Luca, Capua, Cesaro, Gasparri, Mastella, Frisullo, Errani e Graziano, tutti sputtanati a suo tempo sui vari “fatti quotidiani” della Repubblica e/o da giornalisti forcaioli che vanno a farsi belli della loro interessata “intrasigenza morale” dalle varie Lilly Gruber o dai Belpietri di alcune nostre TV, dove il male, anche se circoscritto o non ancora provato diventa generalizzato o scontato a priori, prima di ogni sentenza della magistratura, parte della quale probabilmente ci sguazza pure, pronta a passare dalle toghe alla penna o al parlamento, alla prima occasione.
2) Leggo sui giornali i resoconti della trionfale prima vittoria della Raggi a Roma, sulla questione dello stadio. Intanto non capisco bene chi abbia deciso: lei, Grillo, i consiglieri, il popolo romano, i tifosi della Roma… Poi non capisco perché la zona prima fosse a rischio inondazione e si dovesse tutelare il vecchio ippodromo, per cui lo stadio si doveva costruire altrove, e adesso tutto va bene. E’ bastato eliminare i tre grattacieli ed anche il Tevere si è convinto che non deve e non può più esondare. Evidentemente anche la natura stravede per i 5 stelle!
A proposito di torri vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa ha di diverso Roma rispetto Londra, Parigi, Milano e altre, dove sono state costruite la City, la Defense ecc., dalla citta eterna, a meno che per eterna non si intenda una citta che non deve cambiare mai, anche se ogni epoca storica ha le sue architetture ed i suoi architetti, che a volte costruiscono cose belle, anche migliori di tante opere del passato, che solo la patina del tempo ci fa rietenere insuperabili. Infine vorrei capire, visto il ridimensionamento delle cubature, con finanziamenti interamente dei privati, ed il conseguente ridimensionamente del numero delle opere di pubblica utilità a carico degli stessi, chi finanzierà le restanti opere pubbliche previste dal progetto. Forse il comune di Roma che ha miliardi di debiti? Forse i 5 stelle tasseranno i romani, laziali compresi? Credo che alla fine queste opere le pagheremo tutti noi italiani, comprese magari anche altre, per par condicio, che risulteranno dalla giusta pretesa della Lazio di costruire anche lei il suo stadio, come ha già chiesto di fare Lotito.

Avanti popolo!

Che bello! Molti di coloro i quali volevano, dopo il 4 dicembre 2016, le dimissioni di Renzi dal governo e da segretario del partito, che del resto aveva promesso, ora che li ha accontentati, vogliono invece che resti, anche se dimissionario, con il suo “clone” Gentiloni, fino al 2018, in modo che gli si possa imputare anche la inevitabile sconfitta alle prossime amministrative, e poi che non si candidi nuovamente a segretario e premier. 
Che splendida coerenza!
Io invece non vedo l’ora, dopo questa vergognosa scissione, che vadano presto al governo i 5 stelle o il centrodestra, così finalmente vedremo risolti i problemi del paese, grazie ai seguenti provvedimenti, diversi ovviamente a seconda di quale dei due schieramenti andrà al governo:
– chiusura delle frontiere agli stranieri (non possiamo costruire muri, ma potremmo costruire una rete di Mose lungo tutte le coste, con varchi controllati!)
– autorizzazione ai cittadini di armarsi e difendersi dai ladri sparando per leggittima difesa (modello Stati Uniti di Trump)
– uscita dall’euro e dall’Europa, per tornare “paroni a casa nostra”
– abolizione della legge Fornero e possibilità di andare in pensione prima, come una volta, a cominciare dai lavori usuranti (voglio vedere quale lavoro non è usurante per gli italiani!)
– pagamento di meno tasse allo stato e che ogni regione d’Italia “se range” (finalmente avremo l’autonomia veneta, il dialetto in tutte le scuole e prima i veneti negli asili)
– reddito di cittadinanza per tutti, misura che al sud manca dai tempi delle pensioni di invalidità fasulle, per dare un’alternativa alle assunzioni facili di guardie forestali ed impiegati regionali
– abolizione delle direttive europee per conservare i privilegi delle piccole corporazioni degli ambulanti romani, dei concessionari delle spiagge pubbliche ecc.
– difesa degli irriducibili (dai tempi di Bersani!) taxisti romani, a cui non piace la concorrenza. Magari si potrebbe tornare ai piccoli negozi ed al contingentamento ed alla compravendita di licenze, eliminando i supermercati e gli ipermercati
– messa in riga di Marchionne e della Fiat, di tutti gli industriali che delocalizzano, dei poteri forti e di tutto l’establishment… (non si sa dove sono, ma sicuramente grillini e leghisti sapranno dove scovarli e come distruggerli)
– salvataggio comunque, a prescindere, di tutte le fabbriche ed aziende decotte, con tutto il personale in esubero, tornando alla varie e ventennali casse integrazione
– blocco delle opere pubbliche che hanno un impatto ambientale negativo (praticamente tutte, in questa Italia disastrata, dove il NO è diventato endemico)
– riduzione a ceto medio impoverito dei nostri rappresentanti nei vari parlamenti, in modo che se già adesso non ci sono più operai e contadini, ci siano solo avvocati, magistrati, giornalisti ecc.
– nuovo codice dei partiti politici, che non devono avere più uomini soli al comando, come il PD di Renzi, ma devono essere partiti azienda, con un finanziatore miliardario oppure con un garante comico di professione, in cui la democrazia si esercita con quattro gatti che partecipano via internet, senza congressi e direzioni o assemblee in streaming
Potrei continuare, ma mi fermo qui, con un’ultima riflessione.
In fondo, è anche apprezzando ed inseguendo parecchie di queste misure, non solo ipotetiche, che molti operai e popolo, da almeno 20 anni, con buona pace di Landini e Camusso, ma forse anche per colpa loro, sono passati a votare Lega, ed oggi Lega e 5 stelle.
D’Alema, Rossi, Bersani ed Emiliano c’erano eccome! ma neppure loro, se c’è una logica nelle cose, hanno fatto quelle sacrosante politiche di sinistra che oggi rivendicano da Renzi (tutti ne parlano, ma nessuno le conosce o le indica chiaramente!), per trattenere o recuperare quell’elettorato e per salvare questo malandato ed ingovernabile paese dalla bancarotta.
Oggi pensano che la soluzione sia la scissione, andando ad ingrossare il mondo disgregato della sinistra radicale, cantando bandiera rossa o tornando a chiamarsi socialisti, un nome che il buon Craxi ha compromesso per sempre, almeno in Italia.
Auguri! Magari fra qualche tempo li troveremo a capo di qualche fondazione, come Pecoraro Scanio (D’Alema lo è già), o nella peggiore delle ipotesi ad ammiccare a Comunione e liberazione, come Bertinotti.

E quindi uscimmo a riveder le stelle, anzi le 5 stelle

Le tre caratteristiche che emergono, a mio parere, dei 5 stelle sono le seguenti:
1)    Costituiscono una sorta di setta, con un padre padrone che domina e tiene a guinzaglio i suoi adepti, come nemmeno Berlusconi, che pure al contrario di Grillo finanziava il suo partito azienda, riusciva a fare.
2)    Sono cinicamente trasversali, comprendendo al loro interno destra e sinistra. Almeno la DC, anch’essa trasversale, aveva un collante che erano la religione e l’anticomunismo. Questi non hanno nessun collante, se non l’opportunismo politico.
3)    Stanno usando scientificamente i social network come moltiplicatori di insulti violenti e gratuiti, tali da far impallidire perfino i peggiori e grezzi leghisti, guadagnandosi il ruolo di nuovi sfascisti o anche “fascisti”.
Tutto questo ammantato e nascosto da illusorie e subito sconfessate affermazioni di trasparenza e democrazia, di onesto rinnovamento, con proposte di sicura presa elettorale: reddito di cittadinanza, riduzione dell’orario di lavoro, rifiuti zero… condivisibili da tutti e facili da promettere, quando si sta all’opposizione, ma poi difficili da attuare quando si va a governare. Roma docet.
Ora, per anni abbiamo ferocemente combattuto Bossi e Berlusconi, fino a riscattare Fini e Casini, che lo contestavano, poi ci siamo trovati con Salvini e Meloni, costretti a “riscattare” perfino Berlusconi, col quale magari saremo costretti, come già avvenuto con i governi Monti e Letta, anche a governare, dopo la prossima legge elettorale. Non so se, prima o dopo, saremo costretti a governare con Salvini e Meloni che, come si diceva un tempo per Fini, hanno almeno una visione “politica” e non privatistica, aziendale o settaria, anche se non condivisibile, del bene comune.
Mala tempora currunt ed il peggio non è mai morto, con buona pace di Bersani che i 5 stelle li aveva tanto corteggiati.
Sarebbe ora che il PD la smettesse di scannarsi in sterili e controproducenti diatribe interne e che si raggiungesse una onesta e trasparente mediazione, puntando su un compromesso, molto meno storico di quello di Berlinguer, ma utile in questo momento, con candidato premier Renzi e segretario Cuperlo, che ha dimostrato di essere coerente e leale.
Altrimenti ognuno per la sua strada e… andremo tutti a casa.

Salviamo il PD

A due mesi dal referendum il fronte del NO, che doveva fare una nuova legge elettorale in 15 giorni ed impostare una nuova riforma costituzionale seria e condivisa, ha dato prova, ancora una volta, della vocazione truffaldina della politica italiana, facendo risaltare un personaggio come Tramp, che almeno fa quello che dice. Siamo ridotti veramente male.
Nuova linfa per i nostri populisti e per i nostri sinistri radicali, che avranno un nuovo nemico internazionale su cui sfogarsi, visto che in Italia contano poco o nulla, malgrado l’insperato e disperato aiuto di un redivivo Massimo D’Alema, uomo per tutte le stagioni e posizioni politiche, a seconda delle convenienze e dei rancori personali, siano essi puntati contro Occhetto, Prodi o Renzi.
Della riforma costituzionale non ne sentiremo parlare per anni e quella elettorale minaccia di essere il solito compromesso al ribasso: nessun vincitore certo, coalizioni spurie ed abborracciate, con poteri di veto continui, contrabbandati per garanzie di rappresentanza e di salvaguardia di diritti a volte discutibili e di privilegi lobbistici, sindacali e corporativi. L’importante è che niente cambi veramente: il sistema fiscale, quello sanitario, produttivo, bancario, l’organizzazione statale (regioni e province…) la scuola, la pubblica amministrazione, l’economia, il mercato del lavoro ecc.
In questo contesto il PD si sta dissolvendo.
Non so se sia un bene, visto che la guerra intrapresa dalla sinistra interna, in buona parte di matrice PCI, non appena il partito ha eletto a grande maggioranza un segretario di altra matrice, appare impossibile da sanare ed anche un nuovo congresso o nuove primarie, rischiano di non risolvere il problema di fondo: il carattere inconciliabile delle proposte politiche e della visione del partito, che si somma ad un ormai deteriorato rapporto personale.
C’è una via d’uscita? Io penso che Renzi dovrebbe, a questo punto, tentare un’ultima carta. Siccome ritengo che lui sia più adatto a fare il premier che il segretario del partito, si concentri su quel traguardo e lavori perché il partito scelga un altro segretario, a tempo pieno ed in grado di raffreddare i contrasti e fare una sintesi programmatica che riunisca e salvi il PD, come ha suggerito Gianni Cuperlo.
Ecco, io vedo proprio Gianni Cuperlo come futuro segretario, persona che ha dimostrato, al contrario di altri della minoranza, un atteggiamento leale e coerente, un fine intellettuale, preparato e serio, integerrimo e lontano da frequentazioni pericolose, stimato da tutti e adatto, secondo me, a fare il segretario. Magari potrebbe essere un nuovo Berlinguer, con un destino sperabilmente diverso.    

Stato sismico edifici pubblici caeranesi

Dopo quasi due anni dai risultati di uno studio sullo stato sismico degli edifici pubblici caeranesi, mai reso noto o discusso, malgrado le numerose richieste delle opposizioni in consiglio comunale, ritengo utile e doveroso pubblicare i dati di cui sono in possesso, non certo per creare inutili allarmismi, ma per favorire un confronto costruttivo su un tema così importante che aiuti a compiere, compatibilmente con le risorse disponibili, scelte meditate, consapevoli e condivise. Oppure anche come stimolo a perseguire risorse extracomunali per gli interventi più urgenti.
Quanto agli allarmismi, (la precarietà degli edifici pubblici in Italia è purtroppo generalizzata, ma i crolli non sono scontati, in caso di terremoto. Dipende dalla magnitudo del sisma, dalla profondità del baricentro e dalla natura del suolo), se fossi un genitore che ha i figli a scuola, preferirei sapere di eventuali rischi piuttosto che trovarmi un domani nel dramma, senza essere stato mai avvertito. Credo che mi incazzerei molto e che denuncerei chi avesse omesso di informarmi.
Tutti i comuni erano obbligati a sottoporre a verifica sismica entro il 2013 tutti gli edifici pubblici strategici e rilevanti. Caerano l’ha fatto affidando l’indagine allo studio dell’ing. Bonora Dario il quale ha preso in esame 8 edifici, classificandoli secondo un coefficiente o indicatore di rischio sismico (>1 = fabbricato in sicurezza – <1 fabbricato non in sicurezza), indicando per ciascuno i punti critici e le linee di indirizzo su cui progettare un intervento di miglioramento/adeguamento. Caerano si trova in zona sismica a rischio medio-alto.
Gli edifici presi in esame sono stati i seguenti (tra parentesi anno di costruzione e indicatore di rischio): magazzino comunale (1989 – 0.25), auditorium di Villa Benzi (ristrutturato nel 1992 – >1 l’auditorium vero e proprio e 0.20 la parte dell’ingresso), municipio 1978 – 0.22), asilo nido (1977 – 0.14), scuola media (1981 – 0.22), palestra impianti sportivi (1981 – 0.39), palestra scuola media (1984 – 0.21, centro polifunzionale (2003 – >1).
Come risulta da questa indagine solo un edificio e mezzo su 8 sono al sicuro, gli altri hanno percentuali di rischio più o meno elevate. Il meno sicuro è l’asilo nido.
Premesso:
  • che in Italia, come ho già detto, la grandissima maggioranza degli edifici pubblici non è a norma da un punto di vista sismico
  • che i comuni non sono obbligati ad intervenire se non hanno risorse ordinarie (Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n° 3272 del 20.03.2003)
  • che in una scala nazionale di 11 livelli di accelerazione sismica, che vanno dal primo (0.025 a   0.05) fino all’undicesimo (0.275 a 0.30), Caerano si trova all’ottavo (0.20 a 0.225)
  • che non è detto, come ho già osservato precedentemente, che in caso di terremoto questi edifici crollino
ritengo che una discussione aperta nel merito sia dovuta, almeno nei suoi luoghi rappresentativi, alla comunità caeranese. Tanto più che lo studio Bonora ha anche fatto un’analisi dei costi degli interventi necessari che, senza scendere nei particolari delle cifre, si possono riassumere nel modo seguente:
Sforzi economici elevati: municipio, scuola media, asilo nido, palestra impianti sportivi, auditorio (la parte dell’ingresso)
Sforzi economici limitati: palestra scuola media e magazzino comunale.
Per intervenire occorrono quindi parecchie risorse, sicuramente maggiori di quelle previste nel DUP (Documento unico di Programmazione 2017-2019, approvato in Consiglio comunale il 30 gennaio 2017) e destinate ad un primo intervento sulla scuola media. Come reperirle? Occorre innanzitutto puntare ad eventuali fondi statali per la sicurezza delle scuole, che qualsiasi governo dovrà stanziare nei prossimi anni, dopo il terremoto che ha martoriato le regioni dell’Italia centrale in questi mesi. Ma occorre anche pensare a reperire altri fondi, eventualmente dall’operazione San Remo, ammesso che vada in porto, o magari dalla vendita delle quote in Ascotrade, come ha fatto il comune di Cornuda, che ha incamerato 1.800.000 euro, proprio per rifare la scuola elementare.
E’ vero che il comune di Caerano incassa ogni anno da Ascotrade un dividendo, se le cose vanno bene, di alcune decine di migliaia di euro, ma in queste situazioni di rischio (anche se limitato ed imponderabile), mi sembra meglio puntare non alle briciole, ma a finanziamenti consistenti e necessari.
Credo che intervenire sugli edifici pubblici, in particolare su scuola media ed asilo nido debba diventare lo scopo prioritario di questa amministrazione.

DUP (Documento unico di programmazione) 2017-2019

DUP (Documento Unico di programmazione) 2017-2019 del Comune di Caerano, approvato in Consiglio comunale il 30 gennaio 2017
Il DUP presentato per il periodo 2017-2019 prevede una situazione sostanzialmente stabile per quanto riguarda le entrate e le spese correnti ed è teso ad assicurare, per quanto possibile, una buona qualità dei servizi resi ai cittadini.
Per quanto riguarda gli investimenti, il Comune, con cadenza annuale ma con una programmazione triennale, pianifica la propria attività di investimento e valuta il fabbisogno richiesto per attivare nuovi interventi o per ultimare le opere già in corso.
In questo ambito sono state individuate le risorse che si presume di poter reperire e gli interventi che saranno finanziati con le stesse.
Non si è ritenuto giustificato andare a modificare le previsioni già espresse nel DUP 2016-2018 in relazione alle prossime due annualità, e quindi:
Per l’anno 2017, sul fronte delle entrate, oltre alla conferma degli importi relativi agli oneri di urbanizzazione (104.000,00 €) e concessioni cimiteriali (30.000,00 €) e al contributo regionale, non ancora incassato, di €. 100.000,00, per il Ponte San Marco, sono stati previsti 220.000,00 € per perequazioni su interventi edilizi in seguito ad accordi pubblico/privato.
A fronte quindi di questa somma di 454.000,00 €, saranno spesi:
  85.000,00 € per manutenzione straordinaria immobili comunali (Tetto di Villa Benzi)
260.000,00 € per manutenzione straordinaria strade e centro urbano (piste pedonali e ciclabili, piazzale chiesa, parcheggio impianti sportivi e primo stralcio zona 30 attorno a Via De Gasperi)
  62.000,00 € per progettazioni
  28.000,00 € per arredo urbano (giochi nei parchi urbani)
  19.500,00 € per acquisto libri, abbattimento barriere architettoniche, altro.
Per l’anno 2018, sul fronte delle entrate sono stati previsti: un’entrata stabile a 30.000,00 € per le concessioni cimiteriali, un raddoppio delle entrate per oneri di urbanizzazione (200.000,00 €),125.000,00 € per la vendita di tombe di famiglia, le cui aree sono state recuperate in  seguito alla scadenza della concessione, 383.000 € per la vendita, alla società che si aggiudicherà l’appalto, delle reti del gas delle lottizzazioni, retrocesse da Asco ai Comuni e 320.000,00 € per perequazioni su interventi edilizi in seguito ad accordi pubblico/privato.
Queste entrate saranno utilizzate per:
250.000 € per le tombe di famiglia e per interventi nell’area cimiteriale
700.000,00 € per manutenzione straordinaria scuola media (primo stralcio sistemazione antisismica e completamento zona 30)
  65.000,00 € per manutenzione strade etc.
  30.000,00 € per progettazioni
  13.000,00 € per acquisto libri, abbattimento barriere architettoniche, altro.
Quanto al 2019, anno in cui andrà a scadenza questa amministrazione, è stato ritenuto opportuno prevedere di investire in  manutenzione straordinaria strade e di continuare nella manutenzione straordinaria (messa in sicurezza) della scuola media e nelle progettazioni, oltre ad altri piccoli interventi
Si ritiene che lo strumento di programmazione presentato sia realistico in base ai dati oggi in nostro possesso e completo di tutte le informazioni necessarie per valutare l’operato dell’amministrazione e per delineare il quadro generale in cui inserire la programmazione finanziaria di dettaglio, costituita dal bilancio di previsione 2017-2019.
Tuttavia, date la difficoltà a delineare la programmazione per un triennio, in presenza di perduranti incertezze normative della finanza pubblica nazionale, il presente Documento Unico di Programmazione sarà annualmente rivisto e aggiornato.

Il mondo alla rovescia.

Ieri, al Forum economico di Davos, il presidente della Repubblica popolare cinese, governato dall’ultimo grande partito comunista esistente, ha fatto un discorso da leader liberista mondiale difendendo la globalizzazione ed il mercato, accolto ed applaudito dal Gotha della finanza internazionale.Mentre il nuovo presidente degli Stati Uniti, la Tigre di carta capitalista, di vecchia memoria, diventa il leader di un nuovo fronte involutivo e protezionista, il timoniere Xi Jinping, erede del grande Mao Tse Tung, candida la Cina comunista a prendere il comando del mondo, dall’alto della sua crescita ormai trentennale e del 6,7% nel 2016.Cosa vogliamo di più? Tutti contenti i comunisti italiani, a partire da Rizzo, a cui si sono rizzati perfino i capelli che non ha, e dal sinistro italiano Scotto, il quale ha affermato testualmente: “Abbiamo pagato lo scotto di anni di sbagli e frustrazioni, ma finalmente riprendiamo la grande marcia e siamo tornati ad essere i campioni dell’internazionalismo”. Contento anche Speranza:”Finalmente è tornata la speranza di una nuova spinta propulsiva a cambiare il mondo, dopo la perdita di quella sovietica, denunciata da Berlinguer negli anni 70.
Evviva! Il comunismo ha vinto, anche se non ce ne siamo accorti! Avanti compagni, che il futuro è nostro, oltre che dei cinesi!

Legge elettorale

In Italia tutto si piega alle convenienze del momento, istituzionali o politiche che siano, perfino la magistratura e la corte costituzionale. Che senso ha eliminare il doppio turno, che resta nei comuni più grandi (?) e preferire il turno unico che, nei comuni più piccoli, porta spesso a governare maggioranze col 15/20% dei consensi. L’Italicum ha la soglia del 40%, ma è quasi sicuramente irraggiungibile, come se non ci fosse. Il doppio turno, consolidato in Francia, culla della democrazia, garantiva comunque una leggittimazione popolare, anche se in seconda istanza e al limite come scelta “meno peggio” da parte dei cittadini. Tutto questo per non far vincere Grillo? Ma tra Grillo e la ingovernabilità, figlia del vecchio proporzionale, meglio Grillo. Vuol dire che è questo che si merita il caro nostro popolo.

Esiste ancora il Partito Democratico a Caerano?

Il P.D. caeranese nel 2009 aveva 72 iscritti. Due tornate amministrative, con personalismi vari, discriminazioni e divisioni interne hanno disintegrato gradualmente il partito, spaccato al punto che, alle elezioni amministrative del 2014, i suoi residui esponenti ed elettori si sono presentati ed hanno sostenuto liste diverse: Caerano2.com ed Obiettivo comune. La situazione mi appare paradossale, soprattutto di questi tempi in cui si prospettano all’orizzonte successi elettorali di personaggi come Salvini e Grillo, che ci fanno rimpiangere perfino Bossi e Berlusconi. Sono tempi in cui il partito, pur con tutti i suoi errori e divisioni, anche a livello nazionale, ha bisogno di nuove energie e nuovo vigore programmatico e di una partecipazione più consistente e motivata della sua gente. Io ormai sono vecchio, ma sento forte l’esigenza di un riscatto della politica, di fronte all’imperversare del populismo e dell’antipolitica, nei social network e nei media. Occorre ripartire, facendo pulizia ed innovando, senza ripetere gli errori del passato e ricominciando dal basso. Ognuno faccia la sua parte. A Caerano io penso che, per rinascere, il partito abbia bisogno di riacquistare una sua indipendenza ed autonomia rispetto alle due liste in cui si è spaccato, una di maggioranza ed una di opposizione. Torni ad interessarsi dei problemi amministrativi, a prescindere dai suoi rappresentanti “bifronti” (presenti su due fronti) in consiglio comunale, elabori le sue proposte, sviluppi una sua politica locale, oltre che nazionale, mancata in questi anni, e faccia sentire la sua voce. Lo so, il momento è difficile, si è affievolito se non svanito il sogno renziano, ma non bisogna mollare, si punti sui pochi giovani che ancora ci credono, non perdiamo anche loro e si organizzi al più presto una sorta di “assemblea ricostituente” che prepari un futuro migliore. Io ho già dato in passato ma, senza aspirare ovviamente a ruoli improponibili, data l’età da rottamazione, sono disposto a metterci la mia esperienza ed i miei consigli, per quanto possano valere.