Questione sanRemo

Manca solo un anno alla fine di questo quinquennio amministrativo e dopo il fallimento della Federazione dei 7 comuni del montebellunese, dalla quale Caerano è uscito ingloriosamente, si prospetta ormai impossibile, salvo sorprese finali, anche una soluzione per la riconversione dell’area sanRemo, 70.000 mq. di superficie che giacciono abbandonati ed inerti, in centro al paese.
Se ne parla ormai da 15 anni. Prima ha tentato Forza Caerano, che aveva raggiunto un preliminare di accordo con Inghirami, pronto per essere portato in Consiglio comunale, ma che il proprietario ha successivamente smentito in un’assemblea pubblica convocata dal nuovo sindaco Ceccato nella sala della Biblioteca (non ricordo la data, ma penso fossimo nel 2012 o 2013).
Il presunto accordo Inghirami-Forza Caerano prevedeva un rilevante intervento residenziale e commerciale nell’area, a beneficio del proprietario, una quota modesta di verde e parcheggi realmente pubblici ed una compensazione di 1.800.000 euro circa al Comune, utili per il progetto di una nuova scuola elementare che gli amministratori dell’epoca volevano costruire accanto alla scuola media, sotto la Pignera.
Di fronte ad una pioggia di mille firme raccolte dalle opposizioni, contrarie all’operazione, Forza Caerano fece marcia indietro.
Nel quinquennio successivo, 2009-2014, la questione fu presa in mano dal sindaco Ceccato, che si spese moltissimo, coinvolgendo docenti della Bocconi di Milano, per l’aspetto economico-finanziario, e successivamente, per un’eventuale interesse a insediarsi nell’area, esponenti del sistema produttivo locale e del mondo della formazione e dell’istruzione.
L’idea era buona, anche se il nuovo sindaco avrebbe fatto bene, magari, a coinvolgere anche il mondo della ri-progettazione urbanistica di aree simili, su cui si saranno esercitati sicuramente molti architetti italiani, in questi ultimi anni, visto il proliferare nei nostri territori di zone industriali in abbandono.
Il progetto di costruire un Polo della Formazione e dell’Agroalimentare, presentato a grandi linee nella campagna elettorale del 2014, ha portato alla vittoria Caerano2.com, con Ceccato tuttavia non più in pole-position e molto preso dalle vicende della Veneto Banca.
Malgrado questo Angelo Ceccato ha portato avanti la questione con intatta convinzione, coinvolgendo anche me, sia nei rapporti con l’Alberghiero di Castelfranco (che aveva predisposto un Progetto per spostare alcune attività a Caerano), sia con il CIMBA (Ente di formazione americano a livello universitario che porta in Italia ogni anno molti studenti e che attualmente è in affitto al Filippin di Paderno del Grappa), sia con lo IOV (Istituto Oncologico Veneto) e con alcuni industriali del settore agroalimentare e sportivo.
E’ riuscito anche a coinvolgere concretamente Inghirami, il quale ha accettato che si lavorasse su un’ipotesi di soluzione urbanistica abbozzata dall’architetto Muratori di Padova.
Ma il problema non è di facile soluzione, come dimostra lo stallo attuale, per diversi motivi:
– l’area ha un valore nominale di 20 milioni di euro, anche se in realtà ne vale ormai 6/7 o poco più ed il proprietario non intende probabilmente sottovalutarla in modo consistente;
– il CIMBA era interessato a costruire una sua sede, di cui ha pronto anche il progetto, su un’area di 20.000 mq. che il Comune avrebbe dovuto mettere a disposizione, previo accordo con Inghirami, e a condizione che intervenissero nell’area altri validi soggetti economici e/o dell’ambito scolastico e formativo;
– l’Alberghiero è stato sicuramente bloccato dal fatto che Castelfranco, a guida leghista, come Provincia e Regione, non intende certo rinunciare a mollare pezzi del prestigioso Istituto scolastico, malgrado i suoi alunni siano oggi distribuiti in molti edifici abbastanza malandati e mal distribuiti nel territorio;
– l’anno scorso poi, a complicare le cose, si è fatto avanti anche il Comune di Montebelluna, che ha ospitato alcune classi dell’Istituto, e quest’anno si è candidata anche Asolo, in concorrenza con la stessa Montebelluna.
Intanto il tempo è passato, l’amministrazione Mazzocato ha attraversato crisi e defezioni e si avvicina la fine del mandato.
Presumo quindi che sia molto difficile arrivare ad una soluzione finale.
A questo punto, chiunque si presenti e chiunque vinca le prossime elezioni si troverà ad affrontare il problema che, sicuramente, resta il principale nodo da sciogliere se si vuole che Caerano riprenda a vivere e possa riscattarsi dal suo “scombinato” sviluppo urbanistico che il passato, seppur “glorioso” e pieno di benefici economici, ci ha lasciato in eredità.

Centri commerciali

A Caerano stanno proliferando i centri commerciali. Alcuni cittadini mi hanno chiesto notizie sull’intervento che si sta realizzando lungo la strada per Castelfranco, in zona Tonello, a ridosso della grande rotonda di Via Montegrappa, dove esistono già problemi di traffico per gli accessi all’area della nuova farmacia.
La questione non è di poco conto, dato che sono previsti e possibili, a breve, altri insediamenti commerciali:
– nell’area a nord del supermercato IN’S, di proprietà dei Danieli (ex Diadora)
– nell’area della ex Distilleria Gallina
– nell’area Brollo, in centro, con progettato spostamento ed ampliamento dell’attuale supermercato
– al posto dell’ex Cinema, con progettato un rifacimento ed ampliamento dell’attuale negozio gestito da cinesi
Senza contare che altri insediamenti commerciali sono probabili, in futuro, nell’area sanRemo, nell’area Pozzobon prefabbricati e nell’area Lucchese.
Per capire cosa sta succedendo occorre risalire al P.A.T.I. (Piano Assetto Territorio Intercomunale), approvato al termine dell’amministrazione Velo.
Questo documento di progettazione a medio-lungo termine del territorio comunale prevedeva, nell’A.T.O. (Ambito Territoriale Omogeneo) 2.1 – Ambito insediativo a prevalente destinazione produttiva di Caerano Ovest (zona esistente da tempo ad ovest della strada per Castelfranco) – un carico insediativo aggiuntivo di 15.000 mq di produttivo e 15.000 mq di commerciale.
Questo ambito comprendeva già un’area commerciale, quella del IN’S, che oggi è in parte completata ed in gran parte da realizzare, a nord del supermercato (area Danieli, ex Diadora)
Il PATI prevedeva poi la possibilità di inserire, giustamente, pur di riconvertirle, analoghi interventi commerciali, oltre che produttivi e residenziali, nelle aree industriali da recuperare: sanRemo, Distilleria Gallina, Pozzobon Prefabbricati, Lucchese ecc. previo accordo con i proprietari.
L’amministrazione comunale successiva, sindaco Ceccato, doveva approvare il P.I. (Piano Interventi), con respiro a breve, passando dalle indicazioni di prospettiva alle realizzazioni prioritarie.
In questa fase si è scelto di non limitare gli interventi commerciali all’area a nord del supermercato IN’S, zona D3 commerciale e terziario di completamento, e di rendere possibile anche anche un nuovo intervento in area Tonello, compresa nell’ATO 2.1, indicandola come zona D4 commerciale e terziaria di espansione.
L’amministrazione Mazzocato, con una prima variante al P.I., ha concesso poi ai Danieli, proprietari dell’area a nord del IN’S, l’ampliamento della superficie commerciale da 1.500 a 2.500 mq. per rendere economicamente conveniente l’intervento. Ha in seguito definito, con altra variante, come aree a vocazione commerciale, residenziale e del terziario, non produttive, le aree Pozzobon, Lucchese, Gallina e Brollo, definite degradate. Per l’area SanRemo resta tutto da definire.
Infine si sono precisati con Gallina (ex Distilleria) i termini dell’accordo pubblico-privato per la costruzione nell’area di un centro commerciale (o supermercato), che sarà realizzato a breve, mentre sembrano sospesi, al momento, l’intervento nell’area Brollo, per problemi di viabilità in centro, e quello riguardante l’ex cinema.
Che dire? E’ un altro bel problema per Caerano, quello della scelta tra la speranza di un incerto beneficio economico, prodotto da questi nuovi insediamenti commerciali, e la difesa dei piccoli e medi commercianti locali, in difficoltà da tempo.
Ai posteri l’ardua sentenza!?

Controvento

Dopo 15 giorni di campagna elettorale, troppo indecente e pertanto troppo lunga, sono arrivato a questa conclusione.
Siccome voto ancora PD, malgrado Renzi e malgrado tutto, sono orgoglioso di perdere le prossime lezioni, come ormai appare scontato.
Macerata ha macerato le mie ultime illusioni di vivere in un paese normale e civile.
Piuttosto che vincere istigando ad improbabili ed impossibili muri o blocchi navali, al razzismo, all’odio politico, alla nostalgia del fascismo, all’evasione fiscale, al protezionismo economico…, solleticando la pancia e lisciando il pelo ad una maggioranza di italiani ammagliata da miliardari di ritorno, da comici di professione, da capipopolo che non hanno mai lavorato o amministrato neppure un condominio, oppure annebbiata da una congrega di “media distruttivi”, in parte perché finanziati o collusi con alcune parti politiche ed in parte perché abituati a criticare tutti, in primis i governi di turno, favorendo il populismo e l’antipolitica, è meglio perderle queste elezioni, restando ancorati ai propri ideali.
Siccome non possiamo rinunciare ai valori di una sinistra di governo, per correre dietro a tutte queste pulsioni demagogiche e “popolaresche”, amplificate da migliaia di cosidetti imbecilli del web, torniamo pure all’opposizione.
Meglio starci con Gentiloni, Padoan, Del Rio, Calenda, Franceschini, Orlando, Emiliano, Minniti…, anche con Renzi e Boschi, col PD insomma, che in questi cinque anni ha ottenuto diversi risultati positivi, che tutti potrebbero verificare se ci fosse ancora l’abitudine a documentarsi veramente, andando a leggersi i dati Istat o i 100 punti del programma elettorale del PD. Purtroppo non valgono i dati, i fatti, valgono e pagano elettoralmente i proclami, le invettive, le accuse infondate, le strumentalizzazioni, le criminalizzazioni delle persone e della politica.
Se poi, ai tanti che si lasciano abbindolare dal mito del cambiamento a prescindere, del nuovo salvatore della Patria con la bacchetta magica e le ricette facili, disconoscendo i miglioramenti lenti e progressivi, ma sicuri e continui di questo quinquennio a guida PD, si aggiungono i soloni della sinistra-sinistra, che di fronte all’incalzare devastante della deriva di destra sul problema dei migranti, attaccano Minniti e lo considerano responsabile di quello che succede in Libia e che hanno favorito e favoriscono con le loro scelte la sconfitta del PD e del centrosinistra, allora meglio passare all’opposizione, senza avere paura di essere minoranza.
Anzi, in questa fase, siamone pure orgogliosi, condividendo la seguente frase di Nanni Moretti:
“Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Anche in una società più decente di questa, mi sa che mi troverò a mio agio e d’accordo sempre con una minoranza”.
Quando poi ci ritroveremo al governo di questo paese chi modificherà le leggi civili recentemente approvate, chi tornerà a ribadire che “con la cultura non si mangia”, chi condonerà gli evasori fiscali e gli abusi edilizi, chi abbasserà le tasse ai ricchi (Flat tax), chi peggiorerà il tanto famigerato Jobs act… forse riprenderemo a costruire insieme un futuro civile e politico. Con quali prezzi da pagare, lo vedremo!
Hasta la vista siempre!

Il ducetto e la farsa del Partito di Renzi (PDR)

Polemiche a non finire, come sempre, a sinistra. Oggi sulla composizione delle liste.
Bersaglio principale il “ducetto” Renzi, l’uomo solo al comando, che tuttavia guida l’unico partito in cui si fanno i congressi, le primarie, le assemblee e direzioni nazionali e dove, soprattutto, ognuno o quasi fa quel che vuole e vota contro la maggioranza del suo partito, anche in occasione dei voti di fiducia ecc.
Molti di questi contestatori vengono o venivano dalla militanza o dall’appartenenza ideale al vecchio PCI dove nessuno fiatava e tutti votavano uniti e compatti, secondo i voleri dei vertici. Altrimenti fuori dalle palle, come i compagni del Manifesto!
Ai tempi del PCI e della DC contavano idee e programmi, gli uomini contavano molto poco, oggi è il contrario, prevalgono i personalismi e le “carriere”, per cui ad ogni giro di candidature si scatenano recriminazioni e ribellioni.
Anche ai tempi dell’Ulivo, dei DS ecc. ti capitava di avere candidati in Veneto Luigi Berlinguer o Rosy Bindi, che veneti non erano, ma allora andava bene. Adesso no!
Il bello poi è che:
–       mentre Salvini fa fuori Fava e tutti i componenti della opposizione interna, ma nessuno si scandalizza e i leghisti non si sognano di votare per altri
–       mentre Berlusconi carica quasi tutti i peggiori centristi, campioni di trasformismo ad ogni campagna elettorale, abilissimi nell’annusare dove tira il vento, e per prendere voti sfrutta perfino i cani, ma nessuno fiata o si ribella
–       mentre i 5 stelle fanno le parlamentarie, creando una ribellione in tutta Italia, in quanto molti candidati dei primi tempi del Movimento, fedeli al motto “uno vale uno”, non digeriscono il nuovo corso e vengono fatti fuori da un direttorio “privato” e da un capo, Di Maio, che arriva addirittura a porre il proprio nome nel simbolo come futuro Presidente, ma nessuno, tanto meno Travaglio o Scanzi, minaccia di togliere loro il sostegno ed il voto, a sinistra, nel mondo PD, dove si rispettano le minoranze, anche se rifiutando criteri da manuale Cencelli, si candidano Lorenzin e Casini, che almeno si sono dimostrati più coerenti di altri, avendo sostenuto i governi del PD, si cerca di garantire l’elezione della Boschi, con una scelta di dignità, dopo il linciaggio mediatico a cui è stata sottoposta, per colpe tutto sommato veniali, ci si scatena contro Renzi e si minaccia di non votare il Partito Democratico.
Da notare che il partito di Renzi, noto uomo solo al comando, è l’unico che non ha il nome del futuro Presidente nel simbolo, che è chiaramente una truffa, visto la legge elettorale. Ce l’hanno tutti, perfino Di Maio e Grasso, ma il ducetto è Renzi!
Bene, a questo punto, non vedo l’ora che vinca il centrodestra, come da previsione diffusa, date le divisioni a sinistra e la disaffezione di molti elettori.
Sicuramente Berlusconi e Salvini risolveranno i problemi degli insegnanti, facendo la riforma giusta, dopo 6 o 7 riforme tutte stroncate dai vari sindacati della scuola, riproponendoci la Gelmini, sicuramente approveranno lo Jus Soli, sicuramente faranno andare in pensione tutti a 60 anni, sicuramente faranno pagare le tasse ai ricchi e agli evasori con la Flat Tax, sicuramente toglieranno l’articolo 18 e creeranno un sacco di posti di lavoro, tutti a tempo indeterminato e molti più dei mille creati dal PD, sicuramente aumenteranno gli stipendi degli statali, vista la loro conclamata propensione per questi lavoratori pubblici ecc. ecc. ecc.
Finalmente avremo un’Italia migliore e ci libereremo di Renzi e di tutti i suoi difetti.
Avanti il nuovo! Berlusconi. Avanti i campioni della Patria, del Cristianesimo e della Famiglia! Salvini e Meloni. Oppure, in alternativa, avanti Di Maio e Grillo che garantiranno un salario sicuro a tutti, soprattutto al sud, dove infatti prenderanno un sacco di voti.
Siamo o non siamo il paese di Bengodi!

I risparmi delle Unioni di Comuni (da lavoce.it)

(Massimiliano Ferraresi, Giuseppe Migali e Leoncio Rizzo -23.01.2018)
L’unione di comuni -che non è la fusione- porta significativi risparmi di spesa, che potrebbero essere utilizzati per diminuire la pressione fiscale locale o per sopperire ai tagli di trasferimenti dal centro.
Quanto si risparmia?
Per rispondere alla domanda ricorriamo ai risultati emersi da un recente lavoro in cui abbiamo analizzato l’effetto “unione” sui comportamenti di spesa dei singoli comuni della regione Emilia Romagna per il periodo 2001-2011. Nel periodo 2001-2011 (figura 1) i comuni dell’Emilia Romagna che stipulano convenzioni di unioni crescono notevolmente. Nel 2001, infatti, c’era solamente un’unione che interessava 9 comuni (2,5 per cento dei comuni); nel 2011, invece, se ne registrano 31 che coinvolgono 160 comuni (circa il 50 per cento dei comuni).
Figura 1 – Evoluzione del numero di comuni in unione nel periodo 2001-2011
Nel periodo 2001-2011 la spesa corrente totale pro-capite dei comuni non in unione è sempre maggiore della spesa corrente totale pro-capite di quelli in unione e la differenza è più marcata a partire dal 2008 (figura 2), quando cioè il numero di comuni in unione raddoppia.
Figura 2 – Evoluzione della spesa pro-capite (log) tra comuni in unione e comune non in unione 
L’indagine ha dimostrato che essere membro dell’unione fa diminuire le spese del 4 per cento, che significa un risparmio di oltre 50 milioni di euro; per i comuni interessati corrisponde in aggregato al 69 per cento dell’addizionale comunale Irpef. Inoltre, l’effetto non è uniforme nel tempo, ma aumenta fino all’ottavo anno dall’entrata in unione. L’impatto sul risparmio non è quindi immediato, ma dipende dal tempo necessario a realizzare i dovuti cambi organizzativi e strutturali. Non sembra esserci poi nessuna relazione tra il risparmio conseguito e la grandezza dell’unione in termini di comuni aderenti. Infine, il risparmio di spesa non sembra essere associato a una diminuzione della qualità del servizio pubblico….
L’unione di comuni … porta dunque significativi risparmi di spesa, che potrebbero essere utilizzati per diminuire la pressione fiscale locale o per reagire ai tagli di trasferimenti dal centro.
PECCATO CHE CAERANO, INVECE DI CREDERCI E DI OPERARE PERCHE’ ANDASSE AVANTI, ABBIA ABBANDONATO LA FEDERAZIONE DEI 7 COMUNI DEL MONTEBELLUNESE!

Dimissioni da consigliere comunale

In data odierna, dopo aver dato 2 anni fa le dimissioni da vicesindaco e dalla giunta, ho notificato le mie dimissioni anche da consigliere comunale, marcando il mio dissenso per il modo in cui continua ad essere diretta questa amministrazione comunale.
In questi anni ho verificato le seguenti lacune e/o inadempienze, rispetto al programma elettorale ed alle buone prassi, almeno secondo me, di politica amministrativa:
– il gruppo politico Caerano2.com, pur avendo scelto la sindaco ed averla fatta eleggere, visto che era residente a Montebelluna e sconosciuta in paese, è stato coinvolto raramente, non è stato messo nelle condizioni di fare “squadra” e non è stato ascoltato in merito a decisioni importanti
– è mancato un periodico e serio confronto programmatico, soprattutto all’interno di Caerano2.com, ma anche in Consiglio comunale, in occasione delle discussioni su Bilancio e/o DUP
– è stato disatteso l’impegno di ascolto della popolazione che in 4 anni si è limitato ad un incontro generale, ad uno specifico sulla zona 30 e a 2 di quartiere
– è mancata la trasparenza, sia nei confronti della popolazione, soprattutto in merito alla situazione economica ed al conseguente aumento dell’addizionale Irpef nel 2015, sia nei confronti dell’opposizione, con il reiterato rifiuto a condividere lo studio sulla situazione degli immobili comunali, da un punto di vista strutturale e sismico
– c’è stato uno scarso coinvolgimento e rispetto delle opposizioni attraverso gli strumenti deputati a questo: riunioni dei capigruppo e delle commissioni consigliari
– c’è stata una mancanza di spessore politico, manifestatosi attraverso la scarsa considerazione per gli assessori e consiglieri comunali, rispetto al ruolo soprattutto di alcuni funzionari comunali, capovolgendo la buona e logica prassi che vorrebbe la politica a decidere e la burocrazia ad eseguire, e non il contrario
– c’è stata una sistematica tendenza all’isolamento rispetto ai comuni limitrofi, culminata con l’abbondono della Federazione dei 7 comuni, fiore all’occhiello della Amministrazione Ceccato e che avrebbe potuto comportare, se ci si avesse creduto, la risoluzione, almeno parziale, di alcuni problemi, tipo quello della polizia municipale (un solo vigile) e magari anche dell’anagrafe, a seguito del recente pensionamento di Francesco Bernardi
– si è deciso, poi, di minare la memoria storica e quindi l’efficienza dell’ufficio tecnico, spostando Lievore all’anagrafe, pur sapendo che dal 1 aprile 2018 andrà in pensione anche Barichello (entrambi sono in servizio da oltre 25 anni), malgrado le preoccupazioni espresse da 35 tecnici del settore con lettera scritta alla sindaco, a cui non è stata data risposta
– c’è stata una gestione quanto meno discutibile sulla questione “count down”, osteggiato dal vigile e chiuso per un certo periodo, salvo scoprire adesso che è stato autorizzato su tutto il territorio nazionale, e sulla questione “pannello digitale”, collocato dove c’era già quello dell’impianto fotovoltaico, anche quello prima sospeso e poi spostato dove non lo vede quasi nessuno
– è mancata infine una marcata identità di centrosinistra, soprattutto per il rifiuto a far parte dei progetti SPRAR per l’accoglienza dei profughi, con un  discutibile allineamento ai comuni leghisti della provincia di Treviso, in presenza tra l’altro di alloggi liberi da 4 anni nelle barchesse di Villa Benzi.
Con questa mia comunicazione pubblica di abbandono del Consiglio comunale, intendo anche “scusarmi” con tutti i cittadini caeranesi che mi hanno votato, ma ritengo:
– la coerenza rispetto ai programmi elettorali, alle idee e ai valori ispiratori della propria parte politica
– la condivisione, partecipazione, trasparenza nell’amministrare il bene comune
– il prevalere del ruolo della buona politica rispetto alle incrostazioni burocratiche
idee e principi ai quali ho inteso e non intendo mai rinunciare.

Trasferimento per mobilità interna di Lievore Giampaolo

Con delibera del 28 dicembre 2017 si è consumato il passaggio di Giampaolo Lievore dall’Ufficio Tecnico all’Anagrafe.
A nulla è servita la lettera di 35 tecnici e professionisti, operanti a Caerano, inviata a sindaco e assessori in data 29 settembre 2017, in cui, a seguito dello spostamento “sperimentale”, per 3 giorni alla settimana, di Lievore all’Ufficio Anagrafe, per imparare, si lamentava il “rallentamento sia in merito all’evasione delle pratiche edilizie sia per quanto riguarda le risposte a domande e quesiti tecnici, nonché al reperimento di documentazione” e si paventava “il completo smantellamento dell’ufficio tecnico relativamente al settore urbanistico edilizio, con conseguenti ricadute negli altri settori dell’Ufficio Tecnico (lavori pubblici, manutenzione, commercio ecc.) e con la funesta prospettiva di perdere contemporaneamente entrambe le figure professionali aventi un’esperienza ed una memoria storica ultra ventennale”, con l’imminente pensionamento di Gabriele Barichello.
Anzi a questi tecnici e professionisti, in buona parte cittadini caeranesi, non è stata data alcuna risposta!
Tra l’altro, come risulta dal verbale visibile all’Albo Pretorio del Comune, anche via Internet, la giunta ha deliberato in presenza  solo della sindaco e di 2 assessori (Guolo e Trinca) su 4 (tra l’altro i due esterni). Infatti gli altri due assessori (Botti e Martinello, sopravvissuti rispetto al quartetto di Giunta iniziale) risultano assenti, in quanto usciti al momento del voto, a testimonianza di un loro “malessere” rispetto alle decisioni prese.
Speriamo che la situazione lamentata dai tecnici e professionisti, in sede di “sperimentazione”, non si aggravi ora e soprattutto dopo il prossimo pensionamento di Gabriele Barichello. Sarebbe un peccato vista la stima manifestata dai 35 tecnici e professionisti relativamente al funzionamento, almeno finora, dell’ufficio Tecnico di Caerano.

L’ignoranza è diventata una virtù?!

Da qualche tempo va di moda prendersela con i populisti e con il populismo. Niente da dire!
Tuttavia io, da qualche tempo, comincio ad avercela anche con le ipotetiche “vittime” e/o i potenziali “adepti” di questi
signori e del loro modo di fare politica. Non sopporto:
–        chi ce l’ha a morte con mussulmani, immigrati e profughi e non vuole lo Jus soli
–        chi occupa le case abusivamente e tutti quelli che accampano diritti che non hanno
–        chi pretende di farsi giustizia da solo
–        chi non gliene frega niente di pagare le tasse ma poi pretende che tutti i servizi funzionino
–        chi crede alle baggianate di Travaglio, funzionali all’ascesa dei 5 stelle
–        chi insulta tutto e tutti sui social con un linguaggio violento ed inaudito e fabbrica notizie false
–        chi è pronto a farsi raccomandare dagli stessi politici che poi denigra ferocemente
–        chi partecipa ai giornalieri ed invadenti talk show, scovato dai conduttori per parlar male di tutto e di tutti e per trasformare spesso un problema circoscritto in un problema di massa
–        chi vuole l’ILVA competitiva ma che emetta innocui profumi e mantenga lo stesso numero di dipendenti
–        chi dice sempre di NO  a strade, ferrovie, stadi, grattacieli, expo, gasdotti ecc.
–        chi partecipa alle trasmissioni truccate delle TV dove si applaude a comando, sia chi dice una cosa, sia chi dice esattamente il contrario
–        chi continua a voler obbligare gli altri a seguire la sua morale: biotestamento ed altro
–        chi inneggia al Duce e al Fascismo con la media del 4 in storia
–        chi continua a predicare da 30 anni lavoro ed investimenti, come terapia per l’Italia, e magari fa parte o sostiene quelli che non trovano mai il momento giusto per ridurre sprechi e spese
–        chi è sempre d’accordo per togliere agli altri i privilegi e i diritti acquisiti, ma guai a toccare i propri
insomma  sono stanco dei populisti, ma anche di quel “popolo bue” che ci ritroviamo sempre più numeroso intorno e che rischia di trascinare questo paese nella ingovernabilità e nel caos, facendo riaffiorare la nostalgia dell’uomo forte, di fronte al quale Renzi farebbe la figura, appunto, del boy scout.
«Se pensate che l’istruzione sia costosa, provate con l’ignoranza» disse qualche tempo fa il rettore dell’Università di Harvard, Derek Bok. Ecco in Italia, secondo me, ci stiamo provando da tempo!
Ma forse mi sbaglio e sono io che sto… piegando un poco a destra, anche se non mi sono mai sentito più a sinistra di adesso!

Polizia locale intercomunale

Da Treviso Today del 9 dicembre 2017. Corpo Intercomunale di polizia locale per Arcade, Breda, Carbonera e Villorba 
VILLORBA “Il percorso è quello corretto – dice Marco Serena, sindaco di Villorba – il Corpo Intercomunale di polizia locale che vigila su un’area di 94 chilometri quadrati di territorio dei comuni di Arcade, Breda di Piave, Carbonera e Villorba e i loro 41.500 abitanti ha appena un anno di vita, è perfettibile, ma è sicuramente un esempio di come lavorare in squadra possa portare ottimi risultati.
Una riflessione – continua Serena – condivisa con i colleghi sindaci Domenico Presti, Moreno Rossetto e Gabriele Matiuzzo dopo aver letto il consuntivo di quanto svolto dal Corpo “Postumia Romana” nei primi 9 mesi del 2017.
Questi i numeri: 75% di attività svolta all’esterno pari a 670 postazioni di controllo che hanno determinato 21 ritiri di patente , il fermo di 51 veicoli sprovvisti di assicurazione e la contestazione di 298 omesse revisioni, l’ invio di 2.890 verbali, 1.531 accertamenti anagrafici, 69 servizi di controllo notturno, la rilevazione di 86 incidenti stradali e 157 notifiche di autorità giudiziaria. Inoltre il controllo del territorio avviene anche per mezzo di un sistema di telecamere che a Villorba, per esempio, sono 64 ” .
“Del resto – continua Marco Serena – il corpo di polizia locale tra i comuni nasce con lo specifico obiettivo di migliorare i servizi di questo settore per rispondere in maniera sempre più professionale e preparata alle varie istanze che arrivano dalla strada e non solo: ci sono infatti ordinanze, abusi, provvedimenti di cui la polizia locale ha competenza che impegnano gli agenti per il restante 25% del loro lavoro. Un numero complessivamente più alto di vigili, grazie alla convenzione intercomunale, permette di definire competenze specifiche e ulterior i servizi come le pattuglie serali e notturne. Stiamo quindi verificando, insieme con gli altri sindaci, un ulteriore sviluppo.
È noto che ci siano già stati contatti con il comune di Spresiano e che ne stiamo valutando l’inserimento in convenzione. Ma c’è di più – conclude Marco Serena – nel 2018 vorremmo verificare il possibile coinvolgimento di San Biagio di Callalta e dei comuni ad esso convenzionati: Monastier e Zenson di Piave. Il Corpo Intercomunale si trasformerebbe così in un distretto molto ampio e con differenti tipologie di servizi o in relazione al controllo del territorio con grande flusso viario (Villorba, San Biagio, Spresiano), al monitoraggio del traffico dei mezzi delle imprese addette al settore primario e, non ultimo, avrebbe titolo per la valutazione della viabilità e per la gestione dei flussi di traffico da e verso l’autostrada”. 
Caerano ha un vigile soltanto, ma nulla si muove in questo senso! Anzi si è tornati indietro, uscendo addirittura dalla Federazione dei 7 comuni del Montebellunese. I casi sono due: o abbiamo un vigile talmente bravo che basta da solo oppure abbiamo un’amministrazione comunale a corto di idee ed iniziativa, almeno in questo settore.