DUP 2019-2021

IL DUP 2019 – 2021

Il Documento Unico di Programmazione (DUP) fa da “filo conduttore” allo svolgersi del mandato amministrativo attraverso l’aggiornamento annuale che ne permette l’adeguamento agli scenari non prevedibili nel momento dell’insediamento dell’Amministrazione stessa. 

Il DUP viene presentato al Consiglio Comunale comunque entro il 31 luglio dell’anno precedente a quello a cui la programmazione si riferisce, mentre lo schema di bilancio finanziario annuale viene approvato dalla Giunta e sottoposto all’attenzione del Consiglio Comunale nel corso della cosiddetta “sessione di bilancio” entro il 15 novembre. In tale data è possibile formulare proposte di modifica del DUP al fine di adeguare i contenuti ad eventuali cambiamenti di contesto che nel corso dei mesi possono essersi verificati. 

Nel DUP da poco presentato, troviamo le voci seguenti, relative a quanto realizzato e a quanto è in fieri:

– il completamento della viabilità della cosiddetta “Zona 30” che si estende nell’area dei plessi scolastici del paese che sarà ultimata prima dell’inizio dell’anno scolastico 2018/2019; 

– è avviato appalto di fornitura dell’Energia Elettrica e di manutenzione per la pubblica illuminazione, in base al quale il “Consorzio stabile Energie Locali s.c.a.r.l.” provvede alla manutenzione degli impianti ed è stata avviata la sostituzione di tutte le lampade della pubblica illuminazione di Caerano di San Marco con lampade ad altissima efficienza energetica (led); 

– l’appalto avrà una durata di 9 anni e alla conclusione dello stesso dovrà essere garantita l’efficienza delle lampade pari al 60%. I costi annui stimati di fornitura e manutenzione sono leggermente inferiori ai costi ad oggi sostenuti e si aggirano intorno a €. 180.000,00 annui e possono variare solo in funzione del costo dell’energia; 

– tutti gli attraversamenti pedonali rialzati sono stati realizzati, a breve l’esecuzione del passaggio pedonale di Via Montello in corrispondenza della Farmacia che verrà ricompreso nel completamento della zona 30; 

– l’esecuzione di possibili manutenzioni della viabilità nell’ambito dei lavori pubblici programmati per i prossimi anni (2019-2021); 

– l ‘immutata attenzione verso il benessere e la salute dei cittadini garantita anche dalla salubrità di aria e acqua, per la tutela dei quali è in dirittura di arrivo il regolamento di utilizzo di fitofarmaci; nell’ambito delle azioni realizzate tra le quali il corso informativo e formativo sulle ” corrette pratiche Agricole” frequentato dagli imprenditori agricoli del paese; 

– l’aggiornamento della pianificazione strategica regolamentata dalla L. 14/2017 per il risparmio del suolo; 

– L’avvio della procedura per l’affidamento del progetto definitivo di adeguamento sismico dell’Istituto Comprensivo (progettazione esecutiva e successivo affidamento dei lavori) a seguito dell’approvazione da parte della giunta dello studio di fattibilità tecnica ed economica dei lavori di adeguamento sismico, impiantistico e di contenimento dei consumi energetici della scuola media con previsione di spesa di €. 3.400.000,00 e conseguenti modifiche delle schede relative al programma delle opere pubbliche 2018/2020 e 2019/2021, al fine di inserire nel programma quest’ultima opera. 

N.P. (Nota personale)  In questa prima parte sono riassunte alcune realizzazioni di questa amministrazione, in parte positive ed in parte discutibili. Sarebbe stato interessante aprire un dibattito su alcune di queste scelte e di questi interventi, ma certo questa maggioranza non ha brillato per ascolto e consultazione dei cittadini caeranesi.

Il DUP contiene anche le Linee programmatiche di mandato e di gestione, in cui si espongono le principali scelte che caratterizzano il programma dell’Amministrazione Comunale. 

MISSIONE 01 – SERVIZI ISTITUZIONALI, GENERALI E DI GESTIONE 

L’obiettivo primario che l’Amministrazione intende perseguire è il mantenimento dello standard dei servizi in essere sia in termini qualitativi che quantitativi, nei limiti delle risorse proprie e di quelle che gli Enti superiori (Stato e Regioni) vorranno garantire ed assicurare, ciò nonostante la grave carenza di organico degli uffici comunali e la continua riduzione delle risorse economiche a disposizione. 

Programma 04 – Gestione delle entrate tributarie e servizi fiscali 

Improntare ancora l’azione amministrativa al perseguimento del principio costituzionale dell’equità fiscale mediante attività di contrasto dell’evasione e dell’elusione fiscale, con la verifica puntuale sulla gestione fiscale dei contribuenti e semplificando al massimo gli adempimenti tributari a carico dei cittadini, anche mediante consegna a domicilio dei modelli già precompilati delle imposte da pagare. Ascolto delle difficoltà dei cittadini meno abbienti e proporre loro un piano di rientro rateizzato. 

MISSIONE 03 – ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA 

Programma 01 – Polizia Locale e Amministrativa 

Promuovere la sicurezza urbana ed una buona qualità dell’ambiente urbano. 

Favorire la collaborazione della Polizia Locale con quelle dei Comuni contermini anche al fine di incrementare gli strumenti necessari ad assicurare il controllo del traffico stradale. 

MISSIONE 04 – ISTRUZIONE E DIRITTO ALLO STUDIO 

Programma 01– Istruzione prescolastica 

Garantire le prestazioni sociali individuate dalla legislazione regionale. 

Programma 07 – Diritto allo studio 

Promuovere azioni atte a favorire la piena realizzazione del diritto allo studio. 

Garantire la continuazione del servizio di fornitura pasti e trasporti scolastici ai ragazzi frequentanti l’Istituto Scolastico Comprensivo del Comune di Caerano di San Marco. 

Confermare tali obiettivi con particolare attenzione alla sicurezza degli edifici scolastici e dei percorsi casa-scuola. 

Sostenere le scuole dell’infanzia presenti nel territorio e favorire l’accoglienza dei più piccoli nelle strutture preparatorie al percorso scolastico. 

Favorire l’attivazione di progetti finalizzati ad una educazione verso stili di vita più sani quali l’organizzazione dei percorsi casa-scuola a piedi (Pedibus). 

MISSIONE 05 – TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI E ATTIVITA’ CULTURALI 

Programma 02 – Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale 

Consolidare l’attività fin qui svolta in quanto offerta rivolta alle diverse fasce della popolazione, individuando luoghi ed eventi in cui la proposta culturale sia occasione per le persone di assaporare il piacere dello stare insieme. 

Supportare la Fondazione Villa Benzi Zecchini nell’espletamento del compito di principale promotore e coordinatore della promozione culturale del territorio con particolare attenzione alla valorizzazionedell’inclusione e aggregazione, soprattutto dei giovani.

Dare supporto e garanzia di funzionamento e promozione dei servizi della Biblioteca in tutte le sue possibili funzioni. 

Sviluppare reti per attività culturali ed incentivarne la condivisione a livello intercomunale. 

Patrocinare le iniziative ritenute meritevoli promosse dalle associazioni locali nell’ottica della concretizzazione nel territorio della sussidiarietà orizzontale. 

MISSIONE 06 – POLITICHE GIOVANILI, SPORT E TEMPO LIBERO 

Programma 02 – Giovani 

Favorire lo sviluppo di politiche giovanili in relazione ai bisogni/esigenze del territorio comunale. Avvicinare i giovani al mondo del lavoro attraverso la progettualità condivisa con l’IPA. 

Mantenere la promozione dell’associazionismo sociale/culturale/sportivo dei giovani. 

MISSIONE 08 – ASSETTO DEL TERRITORIO ED EDILIZIA ABITATIVA 

Programma 02 – Edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia economico – popolare. 

Garantire in base alla normativa in essere il diritto all’abitazione dei soggetti in situazione di disagio. 

Aggiornamento della pianificazione strategica (o attuativa) in funzione della L.R. 14/2017 “contenimento del consumo di suolo”. 

Progetto investimenti ATER finanziato con l’adesione all’unione dei 10 Comuni ( Castellana – Asolano – Montebellunese). 

Rafforzare in collaborazione con l’ATER il rapporto tra Amministratori Condominiali e Amministrazione Comunale per una migliore gestione di eventuali criticità sociali. 

MISSIONE 09 – SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL’AMBIENTE 

Programma 03 – Rifiuti 

Mantenere e possibilmente incrementare la raccolta differenziata spinta dei rifiuti urbani al fine di eliminare il più possibile i rifiuti da smaltire in discarica. Per incentivare tale buona pratica è stato costruito un nuovo Ecocentro dalla società Contarina in Via Vittime del Vajont. 

Mantenere gli standard che ci hanno premiati per l’anno 2017 di essere ancora un COMUNE RICICLONE 

Tutela le risorse idriche e l’aria, anche attraverso la predisposizione di un regolamento di uso dei fitofarmaci

MISSIONE 12 – DIRITTI SOCIALI, POLITICHE SOCIALI E FAMIGLIA 

Programma 01 – Interventi per l’infanzia e i minori per asili nido 

Garantire ai minori in difficoltà idoneo supporto sociale, in collaborazione con l’Azienda Ulss 8. 

Promuovere attività ricreative per i minori al fine di favorire la socializzazione. 

Programma 02 – Interventi per la disabilità 

Garantire la piena integrazione dei soggetti disabili, nell’ambito della vita familiare e sociale, d’intesa con l’Azienda Ulss 2. 

Favorire l’eliminazione delle barriere architettoniche (edilizia privata e mobilità) attraverso la promozione della legislazione regionale e statale. 

Promozione dei tirocini socializzanti per favorire il pieno sviluppo del soggetto nel rispetto della progettualità individuale approvata dall’Unità di Valutazione Multidimensionale Distrettuale. 

Programma 03 – Interventi per gli anziani 

Garantire prestazioni sociali al fine di favorire la tutela del soggetto anziano in condizioni di fragilità. 

Promuovere l’evitamento dell’istituzionalizzazione favorendo la permanenza dell’anziano nel proprio domicilio. 

Favorire attività ricreative e socializzanti al fine di prevenire forme di esclusione sociale. 

Diffondere la cultura del soggetto anziano promotore di politiche sociali inerenti il Welfare Mix. 

Programma 04 – Interventi per i soggetti a rischio ed esclusione sociale 

Porre in essere interventi sociali mirati alla casistica territoriale, al fine di contrastare il fenomeno dell’esclusione sociale. 

Programma 05 – Interventi per le famiglie 

Garantire prestazioni sociali atte a supportare i nuclei familiari in stato di disagio. 

Sostenere il ruolo peculiare svolto dalle famiglie nella formazione, nella cura della persona, nella promozione del benessere e nel perseguimento della coesione sociale. 

Programma 07 – Programmazione e governo della rete dei servizi sociosanitari e sociali 

Mantenere la collaborazione con i servizi sanitari e socio sanitari, affinché si predispongano progettualità individuali dei soggetti fragili mirate e atte a promuovere il benessere sociale. 

Garantire il servizio di tutela giuridica (Start up 2015) per i soggetti deboli e/o condizioni di fragilità. 

Promuovere la cultura della centralità dell’ente locale in ambito socio-sanitario, affinché siano pienamente garantiti i diritti sociali dei cittadini. 

Programma 08 – Cooperazione e associazionismo

Mantenere la collaborazione con le associazioni sociali e culturali che promuovono iniziative atte a prevenire l’isolamento sociale. 

Diffusione (Start up 2014) della collaborazione con le associazioni del territorio nell’ottica della sussidiarietà orizzontale. 

Promozione (Start up 2014) di iniziative per la racconta fondi per la non autosufficienza e/o per soggetti che si trovano in difficoltà. 

Valorizzazione formale delle associazioni comunali al fine di diffondere e promuovere le iniziative effettuate in collaborazione con l’Amministrazione Comunale. 

MISSIONE 14 – SVILUPPO ECONOMICO E COMPETITIVITA’ 

Programma 01 – Sviluppo economico 

La programmazione urbanistica del territorio comunale è disciplinata nel dettaglio dal Piano degli Interventi; è stata predisposta ed è in via di approvazione una specifica variante per il recepimento della nuova normativa statale e regionale in materia di commercio con l’individuazione delle aree degradate da destinare al commercio oltre ad alcune correzioni del piano approvato. 

MISSIONE 15 – POLITICHE PER IL LAVORO E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE 

Programma 03 – Sostegno all’occupazione 

Mantenere le prestazioni sociali atte a promuovere lo sviluppo di politiche occupazionali a favore dei soggetti deboli, così ai sensi della legislazione regionale. 

Favorire l’inserimento occupazionale a favore dei soggetti in stato di svantaggio sociale. 

N.P. (Nota personale)  Questa seconda parte è piena di belle parole ed intenzioni che si riferiscono in buona parte alla conferma ed al mero mantenimento dei servizi esistenti, con qualche segno positivo (ad esempio il regolamento sui fitofarmaci, la possibilità di recuperare suolo agricolo con una variante al Piano Interventi…) e con qualche segno negativo (in particolare quello relativo allo stato della polizia urbana che è rimasto tale e quale, vista la rinuncia a stare e ad agire dentro la Federazione dei 7 Comuni del Montebellunese). 

Il Dup non è il luogo giusto, ma spero che presto vengano forniti ai cittadini dati concreti sulla efficienza, sul miglioramento e sui risultati dei vari servizi ed interventi che vengono elencati in questo documento ed anche su altre proposte programmatiche sulle quali questa amministrazione ha vinto le passate elezioni amministrative comunali.


Da “Sguardi dal ponte” – Marisa Michieli: la prima donna laureata a Caerano

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Marisa era figlia di Giuseppe Michieli (Bepi dea Posta) e della maestra Silvia Tessari, che avevano avuto cinque figli: un solo maschio, Giulio, e quattro femmine.Tra queste Marisa, insegnante di scuola media, poi preside, ma anche moglie di Andrea Zanzotto, uno dei più grandi poeti italiani del Novecento, straordinario evocatore del paesaggio della pedemontana veneta e delle nostre tradizioni autentiche, ma molto critico nei confronti della nuova “cultura” e politica leghista.In un’intervista ad Emanuela Da Ros di Treviso Oggi, Marisa Michieli racconta: “Mi sono sposata nel luglio del 1959. E il 3 novembre dello stesso anno mi sono laureata. Quando sono tornata al mio paese, Caerano San Marco, sono stata accolta con la banda e con una grande festa organizzata in mio onore a Villa Benzi: ero la prima donna del paese cinta di laurea dottorale. E Andrea, mio marito da qualche mese, e già piuttosto noto, era al mio fianco.Andrea – continua Marisa – mi aveva visto in una foto di classe. Poi mi aveva incontrato a Pieve di Soligo, quando frequentavo la prima o la seconda liceo classico.E si era fatto avanti. Ero una ragazzina, passavo le giornate tra scuola e collegio. Insomma non avevo ancora visto il mondo e quest’uomo, più vecchio di me di 15 anni, così severo nell’aspetto… indossava sempre un gessato doppio-petto… mi propone di accasarmi. Non me la sono proprio sentita di ascoltarlo, ho detto no”.
“Ma poi – prosegue – ho capitolato… non so ancora cosa mi abbia spinto a cedere, alla fine. Ho conosciuto meglio Andrea. E il suo mondo. È stata importante una vacanza a Bressanone dove ero andata a sostenere un esame nella sessione estiva. Lì mi sono trovata a passare del tempo con Andrea, Diego Valeri, la Ninì (una delle figlie del grande poeta veneto) e altri intellettuali. Mi sono trovata a mio agio in un circolo di professori che per la prima volta vedevo fuori dalle aule accademiche”.
Marisa Michieli, che ho conosciuto anche come Commissario d’esame di licenza media quando insegnavo, è un po’ il tramite che mi lega ad Andrea Zanzotto, che ho incontrato solo una volta, ma che ho ascoltato in diverse occasioni, in televisione, e del quale sono un ammirato lettore.
Per questo mi piace riportare alcuni suoi versi, che riassumono e fanno capire bene, a mio parere, la sua ispirazione ed il suo mondo poetico.

Dalla raccolta Idioma, del 1986:
– Cussi inocà col cór son restà là
a la finestrela cèa …
E svodà pian pianin la se ’véa
e in éla altro che stele no ghe nèra
e ’l libret de le none e dei só tènp se ’véa serà.
«Ma, voi, benedisè
ancora ’na òlta ’l vostro nevodet,
parché ades che l’é ’n òn, debòto consumà,
par voaltre ’l mantegne quel che, tosatèl, l’à loda». –
Traduzione
– Così ammaliato, con il cuore sono rimasto là
alla piccola finestra …
E la si vedeva svuotarsi pian piano,
e in essa non c’erano che stelle,
e il libretto delle nonne e dei loro tempi si era chiuso.
“Ma, voi, benedite
una volta ancora il vostro nipotino
perché adesso che è un uomo, quasi consunto,
per voi mantenga quanto, bambino, ha lodato”. –
Da IX Ecloghe, 1962 – Nautica celeste:
Vorrei renderti visita
nei tuoi regni longinqui
o tu che sempre
fida ritorni alla mia stanza
dai cieli, luna,
e siccom’io, sai splendere
unicamente dell’altrui speranza.

 

 
 
 
 
 
 

La finanziaria del popolo

Rieccolo! 

Dopo alcuni mesi di show sui migranti e sulla sicurezza, che hanno visto in scena il prode Salvini, la mascella d’Italia, un po’ pacioccona rispetto a quella ben più famosa del Benito che fu, Salvini che, a petto nudo, o al massimo con qualche maglietta o felpa, a coprirgli il vigoroso petto, ha scatenato la campagna dei porti e delle coste italiche, ergendosi a baluardo d’Italia contro l’invasione dei migranti, novello condottiero di una nuova Lega Santa, quasi pari a quella che, al comando di Don Giovanni d’Austria, sconfisse i turchi a Lepanto (più modestamente Mussolini aveva fatto la campagna del grano, ma anche lui a petto nudo), rieccolo! a diventare protagonista il sempre sorridente (risus abundat in ore stultorum) Dimaionese, l’altro viceministro, impazzito, anche lui come la maionese, di gioia e apparso al balcone di Palazzo Chigi (il già citato Benito preferiva Palazzo Venezia) al grido di “Abbiamo abolito la povertà” e “Questa è la manovra del popolo”.

Del resto è normale che, dopo l’avvocato del popolo, il Presidente Conte, questa figura evanescente che ogni tanto appare, come per caso, sugli schermi TV, quasi fosse un Carosello d’altri tempi, a interrompere le trasmissioni principali dei due dioscuri gialloverdi, novelli Castore e Polluce, fratelli inseparabili e divinità benefiche e salvatrici (i nostri sembra lo siano di un’Italia in crisi profonda), si abbia ora la finanziaria del popolo. 

A proposito di Dioscuri, il loro padre Zeus, alla morte di Castore e di fronte alla richiesta di Polluce di far morire anche lui, gli concesse di rinunciare a metà della propria immortalità in favore del fratello. Così i due, sembra ancora oggi, vivono insieme, alternativamente, un giorno nell’Olimpo e un giorno nel regno dei morti. Per ora Salvini e Di Maio vivono nell’Olimpo del consenso popolare ed elettorale. Domani si vedrà!

Il popolo, o anche plebe, che forse suona meglio, è una parola magica che imperversa da sempre nell’agone politico e che vuol dire tutto e niente. 

La sinistra ha abbandonato il popolo, a vantaggio dei poteri forti, che nel calderone generale ed indistinto sono popolo anche loro, i 5 stelle esaltano il popolo del web, che sono 4 gatti, ma che sono popolo anche loro, Salvini ha dalla sua soprattutto il popolo delle partite IVA, che sono popolo anche loro, come popolo sono anche i meridionali, i siciliani in particolare, che ad ogni elezione, ondeggiano a seconda di dove tira il vento, una volta tutti con  Berlusconi, una volta tutti con Di Maio, poi c’è il popolo dei poveri che, a seconda delle convenienze elettorali e politiche, passano facilmente da 3 a 5 a 8 milioni di italiani, a seguire c’è il popolo dei dipendenti pubblici e privati, i soli che sicuramente pagano tutte le tasse nel nostro paese, con trattenuta alla fonte, ma che accettano tranquilli, da decenni, che in Italia ci sia un’evasione fiscale gigantesca, votando anche loro per chi la favorisce con condoni vari e adesso, sembra, con aliquote di favore.

E’ un bel casino!

Ma il governo attuale ha le idee chiare. Per i nostri prodi tribuni della plebe, novelli Tiberio e Caio o Gaio Gracco (Gaio è ovviamente Di Maio) il popolo sono:

  • coloro che non avendo pagato le tasse saranno graziati e potranno, non tanto evitare di pagare interessi e more varie sulla cifra evasa, come aveva fatto il centrosinistra, ma solo il 10% di essa
  • coloro che fatturando una minima parte dei loro lavori, com’è costume diffusissimo in un’Italia dove l’evasione dell’IVA arriva a 36 miliardi e (udite, udite! ) è pari al 23,2% di quella mancante in tutti i Paesi dell’Unione, avranno un’aliquota preferenziale del 15%, che invece, in campagna elettorale, era stata promessa a tutti i contribuenti (ma secondo me questa discriminazione se la meritano tutti i dipendenti pubblici e privati, a partire dai molti insegnanti, che hanno votato per questi nuovi governanti)
  • coloro, pensionati, che pure avendo lavorato pochi anni o avendo pagato una miseria di contributi, riceveranno una aumento della pensione a 780 euro mensili, poco meno di tanti “italiani” che hanno lavorato 40 anni o che hanno pagato tutti o molti piu contributi
  • coloro che lavorando in nero, altra piaga diffusissima in Italia, continueranno a farlo, ma prendendo ora per due anni 780 euro al mese in cambio di 8 risibili ore di lavori socialmente utili, e che, alla terza offerta di lavoro (ovviamente fuori delle porte di casa e “degna”, non certo la raccolta di pomodori (lasciata ai migranti), la accetteranno, salvo dopo poco licenziarsi o farsi licenziare, come sta già accadendo in diversi casi, nell’Italia dei furbi, per usufruire della disoccupazione, e riprendere così ad avere i 780 euro mensili per altri due anni. Altrimenti che furbi sarebbero!
  • coloro che, malgrado l’aspettativa di vita in Italia sia inferiore solo alla Spagna tra i paesi europei (circa 82 anni) e malgrado che l’Italia vanti il record in Europa della spesa pensionistica (pari al 16,5% del Pil) potranno andare in pensione a quota 100 (es: 38c + 62a) e saranno mantenuti dai nuovi lavoratori, presumibilmente per 20 anni, e magari, come già avviene in buona parte, continuando a fare lavoretti in nero, azzerando magari la speranza o l’illusione che aumentino i posti di lavoro per i nostri giovani. 

Prima gli italiani quindi, ma quali?

Cari Dioscuri “gracchianti”, attenti! perchè anche i due Gracchi, a lungo andare, hanno fatto una brutta fine, sconfitti dai poteri forti di allora, ma abbandonati anche da quella plebe che li aveva tanto osannati.

Spero di sbagliarmi, ma comunque…hasta la vista siempre.

Baldi giovanotti e schiavi

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Una delle osservazioni che circolano spesso in rete è che noi “importiamo” dall’Africa in Italia baldi giovanotti sorridenti e sani, invece di importare vecchi e bambini bisognosi o malati. 
Un’altra è che “importiamo” schiavi, il tutto orchestrato dai poteri occulti del turbocapitalismo (sic!), come sostiene anche il filosofo Fusaro.
Ora queste due foto di migranti dimostrano chiaramente che, in passato, succedeva la stessa cosa e anche noi “esportavamo” baldi giovanotti festosi e sorridenti, italiani e caeranesi (nelle foto ci sono dei Fasan, dei Fruscalzo, dei Fenato, dei Pellizzari ecc.) che poi, magari, diventavano schiavi, come dimostra la seguente lettera di Anonimo da Belem do Descalvado (S. Paolo, Brasile) del maggio 1883:
“Carissimi genitori vengo notificarvi lo stato di mia salutte. Sono stato 8 giorni amalato con tumore ala mano. Per ora sto bene, come spero il simile di voi altri tuti di familia. Per conto del America la xe na merda perché i lavori vano male. I lavori di ferratta sono fermi. Io sono partito da Santa Ritta perche era sotto un padrone che non era capace di prendere il viagio. Sono partito da quel bruto paese e sono andato in altro di pegio.
Ora sono soto un altro padrone; mi toca travagiare asieme coi neri con zerle sule spale su per monti come un musso. Ala matina si comincia cole stelle e la sera a casa cole stelle. Per conto del mangiare ala matina fasoli, a mezogiorno fasoli, a la sera fasoli. Il paese distante una giornata di camino; per conto dei viveri sono cari. L’aquavita è a bon presso un franco e 25 al litro. Del resto tuto è caro; per conto dele bestie ci n’è di ogni qualità; i bissi nei piedi i xe come le formighe in Italia. Infatti se ci sono qualcuno che volesse venire in America diseghe pure che staga in Italia.
Io entro un ano se sto bene vengo ala patria co no si cambia i lavori, sono piú che sicuro. Altro non mi resta che salutarvi padre madre fratelli parenti amici adio.”
Anche questi nostri migranti non è che fuggissero da guerre, terremoti o persecuzioni, fuggivano semplicemente dalla fame ed aiutavano, almeno per un certo periodo, i parenti che erano rimasti “a casa loro”, compresi vecchi e bambini. E’ la storia che si ripete, magari con altri protagonisti, ma anche con tanti smemorati.

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Maglio d’Inferno

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Nei primi decenni del 1400, nell’alta pianura trevigiana, un po’ trascurata dai veneziani e dove le poche opere idrauliche erano fatiscenti, si manifesta un risveglio demografico e dell’attività agricola, che richiede un maggiore bisogno di acqua. Attorno agli anni venti del 1400 prima il Comune di Castelfranco chiede di derivare un canale dal Piave a Pederobba per irrigare le sue campagne e a seguire sono due funzionari del Comune di Treviso, Andrea da Quero e Paolo da Pederobba, a proporre la costruzione di tre diversi rami o canali per portare l’acqua del Piave da Quero all’alta campagna trevigiana. 
La proposta prende piede all’inizio del 1436 quando il Comune di Treviso la presenta al Senato veneziano. I primi obiettivi principali di questo progetto sono l’alimentazione di persone ed animali e l’irrigazione delle campagne, a cui si aggiungono successivamente il trasporto delle merci e la produzione di energia. 
La proposta viene approvata il 22 marzo del 1436 dal Senato veneziano il quale stabilisce che parte delle acque del Piave, catturate a nord del Montello, siano condotte fino alle bocche del Montello e di Montebelluna, oltre le quali dovranno scorrere e sparpagliarsi per la campagna trevigiana fino a metter capo nel Sile. 
I lavori iniziano abbastanza presto ma poi si interrompono per riprendere nel 1443, anno in cui viene anche istituito un apposito Ufficio delle acque. Lo scavo del canale Brentella arriva a Caerano nel 1446. Sei anni dopo, nel 1452, viene concesso un primo mulino, nel tratto di Caerano, al notaio trevigiano Martino da Cornuda. 
Pochi anni dopo, nel 1456, a Caerano, lungo il canale Brentella, oltre a 4 mulini ad acqua, diventa attiva, in località Lavaggio, chiamata allora Inferno, una fucina per i metalli, detta anche battiferro, concessa ad un certo Antonio Zanibelli dall’Ufficio delle acque. Contava presumibilmente su una ruota ad acqua, situata non sul canale principale, ma su una canaletta ausiliaria o “bova bastarda”, che doveva prendere e poi restituire l’acqua al corso principale, il quale doveva essere lasciato libero per una maggiore scorrevolezza delle acque e per l’eventuale trasporto di merci, a cui nelle intenzioni dei progettisti doveva essere destinato il canale Brentella. 
Era il cosiddetto Maglio d’Inferno, ancora oggi esistente, anche se inutilizzato ed in stato precario.
Probabilmente, in questo come negli altri opifici o mulini, nessuna di queste canalette fu realizzata dagli assegnatari e negli anni seguenti ci furono diverse proteste per la scarsa efficacia, ai fini irrigui, del canale a causa di seriole abusive o delle mancata costruzione di queste bove bastarde. 
D’altra parte anche allora non mancavano i favoritismi e le connivenze, tanto più che spesso i concessionari erano ben ammanigliati con l’ente concedente.
Il Zanibelli, ad esempio, era sovrastante agli scavi della seriola (canale secondario) di Montebelluna e quindi in palese conflitto d’interessi, diremmo oggi, ma la cosa riguardava anche altri concessionari di opifici dell’epoca, come i Bolognato, gli Onigo, i Bettignoli ed altri.
Il maglio d’Inferno non fu il solo battiferro autorizzato in zona, ma fu sicuramente il più importante. 
Negli archivi del consorzio Brentella si trova traccia di un altro maglio, 450 pertiche trevigiane più a sud, appartenente insieme ad un mulino da grano e ad uno da gesso, ai fratelli Tiberio, ma viene demolito poco dopo e trasformato in altro mulino da grano.
Un nuovo battiferro venne concesso nel 1671 a Paolo e Girolamo Pola, insieme ad un follo da panni (che però avra vita breve) lungo la seriola Barbariga, entro i confini di Caerano, battiferro che passerà nel 1736 ai veneziani Gradenigo, ma del quale non si conservano le tracce.
Del nostro maglio d’Inferno troviamo invece traccia nel 1865 quando risulta appartenere, insieme ad un mulino da grano, ai fratelli Vello Antonio fu Giobatta, Luigi, Giuseppe e Pietro fu Sebastiano.
Ancora oggi il nostro maglio d’Inferno appartiene ai discendenti di quei Vello (oggi Velo), in particolare ad un certo Velo Roberto, residente a Padova. 
Nel 1901 Paolo Viganò acquista dai fratelli Vello il diritto d’uso d’acqua dei loro opifici, tra cui il maglio, per costruire una importante centrale idroelettrica, ma sappiamo per certo che l’attività di questo maglio è continuata fino a qualche decennio fa.
Oggi avrebbe bisogno di un restauro, previa autorizzazione del proprietario, la cui spesa, dopo un sopralluogo sommario, con un impresario edile, potrebbe aggirarsi attorno ai 100.000 euro, per i quali ritengo si possa attingere anche a risorse regionali o europee. 

N.B. – Notizie tratte dal libro “Brentella” di Raffaello Vergani e dal libro “Caerano dalle origini al XVII secolo” a cura di L. De Bortoli e D. Zanetti

 
 

Da “Sguardi dal ponte” – Giannina Piamonte (Venezia 1914 – Venezia 2003)

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Giannina è stata un’intellettuale e scrittrice veneziana che ha trascorso alcuni periodi della sua giovinezza a Caerano e che ha dedicato gran parte della sua esistenza alla difesa della “venezianità”, contribuendo a salvaguardare le bellezze artistiche e naturali di Venezia ed a tenerne vive le tradizioni. Doveva essere sicuramente una giovane donna moderna e trasgressiva a cui piaceva giocare a tennis ed anche amoreggiare, tanto che scrive questi versi riferiti ad un luogo caeranese per lei importante:
– E dopo le Madonete, verso il Ponte Rebellato, sulla sinistra: una riva verde con due pini: “Forse a Caerano, sotto ai due pini / dovevan compiersi i miei destini; c’eran la luna, le stelle d’oro / dissi di no… persi anche il Moro” –
Non so chi fosse questo fantomatico ed affascinante Moro, ma sicuramente si coglie, nella lieve nota di pentimento che traspare dalle parole di Giannina, l’idea che nella vita ci si debba pentire molto più dei “no” che dei “sì”. Condivido. 
Sempre Giannina Piamonte, il cui prozio aveva una casa a Caerano, risalente alla fine del ’700, di fronte alla chiesa, in un suo testo scritto di ricordi caeranesi degli anni ’30 e ’40, tra le due guerre, racconta: – E dalla canonica usciva quatto, quatto don Pasin! E te lo trovavi davanti, e avevi le sottane troppo corte, la blusetta troppo scollata e, peggio di tutto, i calzetti! Nemmeno il velo necessario per accostarsi ai Sacramenti gli andava bene: “i pizzi davanti e no drio le spale!”.
Non so come son riuscita a farla franca quando andavo a fare il bagno in Brentellona dopo la casa di Gabriel!
E quando avevo ospiti, non tralasciavo mai di fare con loro una passeggiata sotto il chiaro di luna lungo la Brentellona: la flirtacion walk – (passeggiata d’amore, titolo di un romantico film americano del 1934)
Era sicuramente disinibita, tanto che, mi hanno raccontato, correva in bicicletta con entrambi i piedi sopra il manubrio, mostrando, come si può ben dire nel suo caso, e come si diceva una volta, “tute e venessie”.
Il suo archivio, composto da materiali di natura diversa: corrispondenza, fotografie, ritagli da riviste e giornali, manoscritti, carte familiari, e parte della sua biblioteca personale sono oggi alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia.
(da “Sguardi dal ponte”)

N.B. A Giannina Piamonte è stato intitolato l’Auditorium della Fondazione Querini-Stampalia e le sue opere piu famose sono le seguenti:
 
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Dal sogno alla realtà

Con una certa amarezza e con buona pace di tutti gli incalliti anti-Berlusconiani della sinistra, che hanno visto in lui il male assoluto, devo dire che almeno Berlusconi incarnava un sogno, quello che molti italiani, se non tutti, volevano essere. Salvini invece incarna benissimo quello che molti italiani, se non tutti, sono effettivamente. Quindi abbiamo non solo quello che ci meritiamo, ma quello che siamo.
Hasta la vista siempre!

La questione sanRemo a Caerano

Altra polemica che ho seguito in questi giorni su Facebook è stata quella sulla questione sanRemo, querelle che ha coinvolto da una parte chi rinfaccia all’attuale giunta di aver vinto le elezioni con un allettante progetto di riconversione dell’area che poi non ha portato ad alcuna soluzione, ingannando i caeranesi, e dall’altra chi pur difendendo quella scelta programmatica afferma di non aver preso in giro tutti i caeranesi perchè solo il 19% di essi li avrebbe votati. Ingannati quindi i caeranesi o no? La questione è più complessa e meno banale.

L’astrusa analisi, apparsa su Caerano2.com, dei votanti e dei risultati elettorali del 2014 per dire che l’81% dei caeranesi non ha dato importanza alla proposta sanRemo e quindi non sono stati ingannati o presi in giro dal fatto che i vincitori di allora non abbiano mantenuto quella promessa, mi è sembrata, infatti, una giustificazione fuori luogo ed un po’ peregrina.

Vediamo la questione.

La riconversione dell’area sanRemo è un problema ormai storico per Caerano e di vitale importanza. Condivido quanto sostiene Caerano 2. com che la questione è talmente cruciale che tutti a Caerano, maggioranza e opposizione, di qualsiasi colore, dovrebbero unire gli sforzi per risolverla. Certo che se penso al modo in cui l’amministrazione Mazzocato ha trattato le opposizioni in questi 5 anni mi vien da dire che le sinergie vanno cercate e perseguite con atteggiamenti coerenti e di apertura.

Detto questo, credo che non solo l’attuale lista di maggioranza ma anche tutte le altre liste avrebbero dovuto nel 2014 mettere la questione sanRemo al centro del loro programma elettorale. Chi non l’ha fatto ha sbagliato. E’ indubitabile infatti che, a mio parere, al di là degli artifici contabili sugli elettori e sui votanti, Caerano2.com ha vinto 5 anni fa, con un centrosinistra di riferimento diviso e con una candidata sindaco sconosciuta e non residente, grazie alla ipotesi sanRemo e all’ampliamento-messa a norma della scuola elementare.

Tornando alla sostanza della questione e alle vicende passate, mi sento di aggiungere queste riflessioni.

La giunta Velo, secondo me, ha volato troppo basso, accontentandosi di 1.800.000 euro destinati a coprire parte delle spese per una nuova scuola elementare, da collocare dietro alla scuola media, sotto la pignera, lasciando in cambio ad Inghirami campo libero per un discutibile intervento edilizio e commerciale, che prevedeva una minima parte dell’area ad uso pubblico, per riqualificare il centro urbano. 

A distanza di dieci anni si potrebbe anche dire, però, che una soluzione, anche se non ideale e discutibile, sarebbe stata meglio di niente, al di là delle polemiche se Inghirami abbia sconfessato o meno quell’accordo.

La giunta Ceccato ed anche quella Mazzocato, sempre secondo me, hanno volato troppo alto, scomodando luminari della Bocconi, prima, e puntando, poi, su destinazioni urbanistiche diverse, suggestive e giuste, anzi splendide (polo formativo-culturale con sede del CIMBA ed insediamenti di ambito agro-alimentare), in linea di principio, ma difficilmente realizzabili, in particolare per quanto riguarda il progetto che coinvolgeva l’Istituto alberghiero di Castelfranco. Figurarsi se in una regione a completa trazione leghista: Regione, Provincia, Comuni di Castelfranco e di Montebelluna si poteva pensare di portare via a loro anche solo una parte di una scuola prestigiosa ed in espansione come quella castellana, pure in difficoltà per la mancanza di spazi e sedi adeguati. Tanto è vero che alla fine alcune classi dell’alberghiero, invece che a Caerano, sono finite a Montebelluna.

A proposito di questa evidente ed ormai annosa occupazione, da parte della Lega e di Forza Italia, di tutti gli enti periferici veneti, torno a ribadire che doveva essere fondamentale e ricercato, cosa che non è stata fatta, un rapporto diverso con le opposizioni locali, per creare sinergie utili e decisive in questioni rilevanti come quella della sanRemo, difficilmente risolvibili per comuni piccoli come Caerano, da soli, senza un respiro di area più vasto. Ma quest’ultima amministrazione non è che abbia dato grande prova di sè nei rapporti con gli altri comuni limitrofi, rinnegando la Federazione dei 7 comuni del Montebellunese.

A meno che questa giunta, con un ultimo colpo di coda, non riesca a tirare fuori dal cilindro una soluzione, credo che tutte le forze in lizza alle prossime elezioni dovranno fare delle proposte concrete e praticabili (facendo bene i conti con Inghirami, ma partendo da idee precise su quello che si vuole, lì, per Caerano) che contengano un utilizzo di quell’area utile a disegnare il futuro del nostro paese. Chi sarà il più bravo, al di là del vento in poppa della Lega, forse vincerà le prossime elezioni amministrative.

Inaugurazione nuovo Eurospar di Caerano

Dopo qualche polemica su facebook tra i difensori dei grandi supermercati e dei centri commerciali e i sostenitori dei piccoli negozi, e dopo lo scambio di velate accuse tra il vicesindaco Simone Botti e Gianni Precoma, sempre su facebook, l’altro giorno, il 13 settembre, è stato inaugurato il nuovo Eurospar di Caerano. Ha parlato anche la sindaco di Caerano ed il suo discorso è stato subito postato in rete. Dopo la benedizione ecclesiastica, che non manca mai, la sindaco ha dato la sua benedizione civile. Ha detto che era presente all’inaugurazione con la giunta al completo per un abbraccio di benvenuto caloroso. Ha aggiunto che si tratta di un investimento di caeranesi, di Caerano per Caerano, voluto fortemente dalla sua amministrazione, e che la sua squadra ha lavorato assieme alla squadra… (presumiamo del proprietario e dell’azienda) per la realizzazione di una nuova iniziativa che è anche un’occasione per la riqualificazione di tutte le altre attività commerciali del nostro paese (sic!). La sindaco ha specificato poi che l’attività di Eurospar punta sulla qualità e che per questo l’amministrazione comunale ha dedicato l’impegno maggiore per la realizzazione velocissima di questo stabilimento. Ha concluso dicendo che Caerano è qui e… (presumo il supermercato) è per Caerano.

Premetto che tutti i comuni sono costretti da anni a finanziare le loro attività attraverso il consumo di suolo, con lottizzazioni, aree artigianali ed industriali ecc. Questo da almeno 15 anni è ancora più vero, visto il patto di stabilità che tutti i governi, di destra e di sinistra, hanno imposto ai comuni per salvare uno stato indebitato fino al collo. Anche l’ultima legge urbanistica regionale, con l’escamotage della perequazione o compensazione, va nella stessa direzione, quella di incentivare l’edilizia per ottenere soldi o altri benefici. Il comune di Caerano non fa eccezione, ma diciamo che ci è quasi costretto, come tutti gli altri. E’ una politica da cambiare e speriamo che la proposta di “zero consumo di suolo” vada avanti velocemente, per salvare il salvabile.

Detto questo, mi vengono spontanee alcune riflessioni o domande, anche in merito alla querelle tra grande e piccolo commercio. La sindaco andrà d’ora in poi ad inaugurare qualsiasi altra nascente attività commerciale caeranese? E’ così sicura che questo maxi intervento riqualificherà ed andrà a beneficio di tutte le altre attività commerciali del nostro paese? Non mi pare che i piccoli commercianti ne siano molto convinti! Era opportuno che la sindaco si sbilanciasse sulla qualità della politica commerciale di Eurospar, come se gli altri soggetti commerciali presenti e attivi in paese fossero di dubbia qualità? Era proprio necessario ed opportuno poi insistere sulla intensa collaborazione e sul maggiore impegno della sua squadra di governo per la realizzazione velocissima di questo nuovo insediamento? Speriamo che la stessa solerzia sia usata anche in altre occasioni o a vantaggio di altri soggetti ed infine che Caerano sia lì, come ha detto lei, ma anche altrove. A volte la cautela è una grande virtù.

Avviso ai naviganti (se hanno la pazienza di leggere)

Decrescita felice.

Sono sconcertato e stufo! Leggo ogni giorno in facebook commenti politici demenziali, pieni di insulti e violenze verbali, impensabili fino a qualche hanno fa. Prevalentemente contro il PD e la sinistra, ma anche vicendevoli.

In genere prevalgono suggestioni defecatorie (merda, stronzo…) o comunque collegate all’espulsione dal proprio corpo di quello che uno, evidentemente, ha da espellere in abbondanza (teste di cazzo, mi fate vomitare…). 

Non mancano insulti di altra natura, il piu usato dei quali, contro i democratici di sinistra, è “idiota”, declinato in Pidiota. Poco male, visto che il grande narratore Fëdor Dostoèvskij, in uno dei suoi capolavori, “L’idiota”, descrive il protagonista, il principe Myškin, come un candido, un buono integrale, un angelo che cerca di farsi uomo e, in quanto tale, è considerato dagli altri esseri umani come una sorta di socialmente disadattato, di mentecatto, di malato di idiozia: un idiota, appunto!

Ma non si può pretendere che chi sparge questi insulti abbia letto Dostoèvskij, forse si è fermato alla Gazzetta dello sport o a Novella Duemila.

Certamente parecchi di questi liberano il proprio Frankestein interiore e spargono il peggio che hanno dentro. 

Prima delle elezioni ad essere protagonisti di questa meschina sarabanda mediatica erano soprattutto gli ultras 5 stelle ora sono in auge quelli leghisti, ma si stanno accodando pian piano anche esponenti di sinistra. Per argomentare seriamente non dovrebbe essere necessario condire di parolacce i propri… “pensieri”, a meno che non siano pensieri deboli. 

Probabilmente c’è anche dell’altro. Qualcuno lo chiama frustrazione, altri compensazione alle pochezze della propria vita, oppure fanatismo, qualcun altro infine, per quanto riguarda soprattutto i leghisti, lo definisce razzismo. 

Guai a  dirlo! Ti rivoltano subito l’accusa dicendo che razzisti sono proprio quelli che discriminano gli italiani, a vantaggio di profughi, negri, mussulmani ecc. 

Così, alla fine, in Italia, nessuno è razzista, neppure i manipoli delle destre estreme, sempre più intortati con le schiere leghiste.

Allora, controvento, ho deciso di dichiararmi io, ufficialmente, l’unico razzista d’Italia. 

Sì, lo confesso, sono razzista.

Il mio, tuttavia non è un razzismo etnico, in quanto mi trovo in sintonia con la bellissima frase che il pope greco rivolge al tenente italiano nel film Mediterraneo: “Una faccia, una razza”.

Non è un razzismo religioso, perchè rispetto tutte le religioni, soprattutto quelle più coerenti della nostra, vissuta sempre più ipocritamente da molti italiani. Non è neppure un razzismo politico, in quanto ritengo che ci siano molti italiani, che votano Lega e 5 stelle, da rispettare e con i quali si può interloquire ragionando, senza beceri insulti quotidiani. Mi auguro che sia sempre così, in particolare per quelli che ricoprono ruoli istituzionali: sindaci, consiglieri comunali…

Il mio è un razzismo selettivo, contro quelli che sproloquiano ed insultano nel web attraverso i loro post, quasi mai farina del loro sacco, ma prefabbricati ad arte dai nuovi centri dell’informazione politica farlocca.

Così, da oggi, ho deciso di intraprendere una a-purazione delle mie amicizie in facebook, che non è un’e-purazione, ma una ricerca di aria pura. 

Consiste nell’eliminazione dalle mie amicizie di tutti coloro, per ora quasi tutti di destra o pentastellati (ma anche fossero di sinistra) che usano facebook quasi esclusivamente per una ormai ossessiva e bassa propaganda politica salviniana e pentastellata, aggravata dalla reiterazione eccessiva, dalla condivisione acritica, strumentale e pianificata scientificamente di post irreali, falsi e tendenziosi, e che nei commenti utilizzano un linguaggio spesso scurrile e offensivo, da trivio, alimentato da una rabbia e da una cattiveria ormai diventate croniche e da una vena non certo latente di razzismo. 

Sono in genere post creati da altri, da centrali politiche organizzate, che stanno facendo scendere le pratiche per l’ottenimento del consenso da parte di una certa classe politica italiana a livelli mai visti ed irrespirabili. Si servono di gruppi funzionali di cui i più “strani” sono: Polstrada Fanpage Site, Il Dis-organico, Più siamo PIU’ Rumore facciamo, Italiani Veri, Noi poliziotti per sempre, L’Italia che si ribella, Movimento 9 dicembre Forconi, Sputtaniamoli tutti, Putin con ammiratori che credono in uno Stato migliore, Io sto con Salvini…

A questi cari ex amici di facebook, spesso esondati dai vari bar sport o dalle mura casalinghe, dove prima vivevano asserragliati e limitati e che ora possono sparare sul web le loro condivisioni manipolate, quasi sempre restii a postare propri pensieri e riflessioni, ad argomentare, a produrre un qualche ragionamento, costretti e supini a divulgare la pappa preparata da altri, auguro lunga vita e tante soddisfazioni dalla nuova politica che stanno alimentando, in un avvenire che ci aspetta sicuramente migliore. 

Un’Italia senza migranti in arrivo e senza clandestini, tutti rimpatriati, senza ladri nelle case, senza evasori fiscali, senza politici corrotti e cittadini corruttori, senza poveri, senza disoccupati, tutti in pensione a 60 anni, tutti senza privilegi, senza più code negli ospedali, con tutte le regioni autonome che si tengono i loro soldi e, contemporaneamente, con il Sud Italia salutato da un nuovo sviluppo, mentore la nuova Lega salviniana (che non è più Nord) e che, come da messaggio implicito nel nome del suo leader “salverà” l’Italia e metterà in riga l’Europa. 

Ci aspettano tempi gloriosi, che ci mancano dal vigoroso ventennio, perché ora abbiamo trovato l’uomo giusto, che sa gridare da palchi e balconi: “Italiani…!” e tutti ad osannarlo, un vero primo attore, con tanto di vice comico e di signorino per bene, avvocato degli italiani, che gli fanno da spalla. Cosa vogliamo di più. 

Ora che siete tutti contenti e proiettati verso un futuro radioso, almeno non rompetemi più le scatole.

So già che molti, a sinistra, mi diranno che sbaglio, che bisogna controbattere post su post, riga su riga, insulto su insulto, come in parte sta già accadendo. Non voglio stare a questo gioco.

Può darsi che mi sbagli, ma è anche vero che interloquendo con questi gregari e galoppini della nuova poltica, mossi come marionette dai nuovi guru della comunicazione mediatica, non facciamo altro che contribuire a diffondere le loro propagande spesso surreali e artificiose, oltre che volgari.

E’ quello che vogliono. Lasciamoli soli, che se la facciano e che se la contino.

Tanto, come è sempre successo, credo che si ridimensioneranno da soli ed anche i loro idoli crolleranno presto. Ne abbiamo visti di peggiori ed autentici, non scimiotti sbiaditi, sia in Italia che altrove, cadere prima o dopo in disgrazia ed uscire malconci dalla storia.

I fanatici, poi, coloro che credono in qualsiasi bufala, non li convinci con il confronto, il ragionamento, devono sbattere la testa da soli e ricredersi, come è successo anche con Berlusconi. 

Il tempo è galantuomo e prima o poi si apriranno altri orizzonti.

Hasta la vista siempre.